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Reddito di cittadinanza: obbligo di accettare lavoro scatta solo con salari da 858 euro

I titoli delle 18 di Sky tg24 del 22 febbraio

2' di lettura

Emendamento M5S al decretone approvato dalla commissione Lavoro del Senato: offerta è congrua se la retribuzione è “superiore di almeno il 10% del beneficio massimo fruibile da un solo individuo”. Lo Stato, inoltre, non potrà vedere le singole spese della Carta

Per chi ottiene il reddito di cittadinanza (COSA PREVEDEI NUMERI), l'obbligo di accettare un’offerta di lavoro scatterà solo se il salario sarà di almeno 858 euro al mese. È quanto prevede un emendamento del M5S al decretone approvato dalla commissione Lavoro del Senato. Nel testo si precisa che l'offerta è congrua se la retribuzione è “superiore di almeno il 10 per cento del beneficio massimo fruibile da un solo individuo, inclusivo della componente a integrazione del reddito dei nuclei residenti in abitazioni in locazione”. Il beneficio massimo per un singolo è di 780 euro, 500 a integrazione del reddito e 280 per l'affitto.

Stato non potrà monitorare singole spese

Uno dei nove emendamenti che il governo ha preparato in vista dell'esame del decretone in Aula al Senato, poi, prevede che lo Stato potrà monitorare “i soli importi complessivamente spesi e prelevati” dalla Carta per il reddito di cittadinanza. La versione attuale del testo, invece, prevede che lo Stato possa verificare il dettaglio delle singole spese effettuate con la Carta. La nuova norma recepisce le obiezioni del Garante della privacy, che dovrà essere sentito dal ministero per la scrittura del decreto che disciplinerà il monitoraggio.

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