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Dai beneficiari ai costi, tutti i numeri del reddito di cittadinanza

Reddito di cittadinanza, gli industriali: scoraggia ricerca lavoro

6' di lettura

Secondo le stime dell'Istat presentate in audizione al Senato, la platea della misura potrebbe essere di 1 milione e 308mila famiglie, oltre la metà delle quali al Sud. Per l'Inps le persone raggiunte in totale sarebbero 2,4 milioni. L'importo medio sarà di 5.045 euro

La platea del reddito di cittadinanza sarà di 1,3 milioni di nuclei familiari per un totale di 2,4 milioni di persone. Sono queste le stime dell'Inps comunicate dal presidente dell’istituto Tito Boeri in un’audizione al Senato. Durante la presentazione del sito dedicato al reddito e della card sulla quale verrà caricato l’importo, il vicepremier Luigi Di Maio ha parlato di “3 milioni di tessere”. Il 50% dei nuclei beneficiari, ha poi sottolineato Boeri, sarebbero senza redditi e comunque senza redditi da lavoro "tra i quali si celano anche gli evasori e i sommersi totali", ha affermato il presidente dell’Inps. Oltre la metà dei nuclei sarebbe costituito da single (644.000). Secondo le stime fornite dall'Istat alla commissione Lavoro nell'audizione al Senato sul decretone su quota 100 e reddito, la misura di sostegno "potrebbe interessare 1 milione e 308mila famiglie", delle quali oltre la metà, il 57%, al Sud.

Istat: il 57% dei beneficiari al Sud

Secondo le stime dell’Istat "752mila” dei beneficiari “vivono nel Mezzogiorno, 333mila al Nord e 222 mila al centro". Calcolando le relative incidenze si stima che le famiglie beneficiarie siano "il 9%" di quelle residenti nel Mezzogiorno, il 4,1% al Centro e il 2,7% al Nord. "Le diverse quote per ripartizione - osserva l'Istat - riflettono solo parzialmente, e con un'intensità diversa riconducibile in parte al disegno del provvedimento, quelle stimate per la povertà assoluta: nel 2017 l'incidenza della povertà assoluta tra le famiglie era pari al 10,3% nel Mezzogiorno, 5,4% al Nord e 5,1% al Centro".

L’81% dei nuclei beneficiari sono di soli italiani

Fra i destinatari del reddito di cittadinanza, spiega ancora l’Istat, i nuclei familiari composti da soli cittadini italiani sono 1.056.000, circa l'81% del totale, mentre quelli formati solo da stranieri (cittadini Ue e extracomunitari) sono 150.000 (l'11,5% del totale). Le famiglie miste di italiani e stranieri che beneficeranno del reddito sono 102.000, pari al 7,8% del totale. I single costituiscono il 47,9% delle famiglie beneficiarie del reddito di cittadinanza, che riceveranno in media un sussidio annuo di 4mila 469 euro (82,1% del reddito).

Importo medio di 5.045 euro

Secondo i calcoli dell’Istat, il sussidio medio in generale sarà di 5.045 euro (il 66,7% del reddito familiare), che sarà più alto al Sud (a 5.176 euro). Le famiglie residenti al Nord avranno in media 4.837 euro (66% del reddito). Sussidio più magro al Centro, 4.912 euro (61,9% del reddito).

Le tipologie familiari maggiormente interessate

Le tipologie familiari maggiormente interessate dalla misura - sottolinea l'Istat - sono due: quelle con un solo componente, che per effetto della scala di equivalenza hanno una soglia di accesso al beneficio relativamente più alta, e quelle con redditi più bassi. Il 12,1% dei monogenitori con figli minori riceverà il reddito (99mila nuclei), con importo medio 5.142 euro". il reddito andrà anche al 5,3% dei monogenitori con figli adulti (5,2%, circa 76mila nuclei). Le coppie con figli minorenni sono "circa 260mila e percepiranno in media 6.470 euro, un sussidio inferiore a quello delle coppie con figli tutti adulti (7.041 euro) che hanno, a parità di numero di componenti, una scala di equivalenza più alta". L'Istat nelle sue simulazioni osserva anche che al contributo per l'affitto (280 euro mensili massimo) non viene applicata la scala di equivalenza, quindi "la scala di equivalenza effettiva che si ottiene dividendo per 780 gli importi massimi del Rdc per le diverse tipologie familiari, è inferiore rispetto a quella nominale, soprattutto per le famiglie di inquilini, per quelle più numerose e, fra queste, quelle con minori".

Anche 120mila laureati tra i beneficiari

Tra i potenziali beneficiari del reddito di cittadinanza in età da lavoro, spiega l’Istat, ci sono anche circa 120 mila laureati, compreso chi ha anche un titolo di studio post-universitario. La stragrande maggioranza, oltre il 62% (1 milione e 120mila persone, ha conseguito invece il diploma di terza media o la licenza elementare (241mila persone, il 13,4%). Il 30,9%, 553mila persone, ha un diploma di scuola superiore.

Boeri: "C'è rischio di dover recuperare da 100mila famiglie"

Il presidente dell'Inps Tito Boeri ha sottolineato il rischio di dover fare in un secondo momento "azioni di recupero" perché "non abbiamo allo stato attuale strumenti per fare verifiche sul patrimonio mobiliare" sulle famiglie che faranno richiesta del reddito di cittadinanza. Sui potenziali furbetti del reddito, Boeri spiega che "secondo le nostre stime sono più di 100mila nuclei a cui potremo andare a chiedere indietro circa 10mila euro. Un'azione di recupero che non sarà molto popolare". Per Boeri, sarebbe stato "meglio attrezzarsi prima" per i controlli.

Boeri: "Rilevanti effetti di scoraggiamento al lavoro"

Un altro rischio evocato dal presidente dell'Inps è quello di "effetti di scoraggiamento al lavoro rilevanti" perché il reddito di cittadinanza "fissa un livello di prestazione molto elevato per un singolo" e questo "spiazza i redditi da lavoro", ha affermato Boeri. Il presidente dell'Inps afferma che quasi il 45% dei dipendenti privati del Sud ha "redditi da lavoro netti inferiori a quelli garantiti dal reddito di cittadinanza a un individuo che dichiari di avere un reddito uguale a zero". Secondo l'Inps il 30% dei percettori del reddito riceverà un trasferimento uguale o superiore a 9.360 euro netti mentre il valore mediano sarà di 6.000 euro.

Corte dei conti: "Tenere alta attenzione contro abusi"

Preoccupazioni sono state espresse anche dalla Corte dei conti, sempre in audizione al Senato: "Nonostante la previsione di un sistema di vincoli e sanzioni nel reddito di cittadinanza potenzialmente efficace nel contrastare gli abusi", sottolinea la magistratura contabile, "in un contesto, come quello italiano, in cui è elevata la quota di economia sommersa e sono bassi i livelli salariali effettivi, dovrà essere alta l'attenzione affinché non cresca la quota di spesa pubblica improduttiva e non si spiazzi l'offerta di lavoro legale". Per la Corte, inoltre, l'attuale situazione dei Centri per l'impiego rende "difficile, in tempi brevi, il loro rilancio".

I costi del reddito di cittadinanza

Nel 2019 il costo totale del reddito di cittadinanza è stimato dall’Istat in circa 6,6 miliardi di euro su base annua. L'istituto di statistica ricorda che secondo la Relazione tecnica del Decretone nel 2019 sarebbero necessari 5.620 milioni per nove mensilità (oltre a 274 milioni per il proseguimento del Rei). Il costo annuo del reddito secondo la relazione tecnica è di 7.493 milioni di euro.

Data ultima modifica 04 febbraio 2019 ore 20:59

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