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Reddito di cittadinanza, ecco cosa prevede la bozza

7' di lettura

Oltre 1 milione e 400mila le famiglie che potranno beneficiare della misura. Tra loro anche quelle di stranieri con un permesso di lungo soggiorno e residenti in via continuativa in Italia da almeno 10 anni. Il 47 % dei beneficiari al Centro Nord, Campania prima regione

Una platea di 1.437.000 famiglie, la partenza ad aprile 2019 e l’inclusione dei cittadini stranieri. Sono alcuni dei dettagli che emergono da una bozza del decreto, composto da 27 articoli, che istituirà reddito di cittadinanza e quota 100. La misura voluta dal M5S prevedrà, a regime, un totale di 8,5 miliardi di spesa: tra questi, 1,64 miliardi saranno per i nuclei composti da una sola persona (387.000 in totale, pari a un quarto del totale) e 1,4 miliardi per le 198.000 famiglie coinvolte con cinque componenti o più. Fra i nuclei beneficiari della misura, il 47% si trova al Centro Nord e il 53% al Sud e nelle Isole. Per numeri assoluti, le prime sei regioni in classifica sono, nell'ordine: Campania, Sicilia, Lazio, Lombardia, Puglia e Piemonte. Inclusa nel decreto anche la riforma di Inps e Inail: confermato il ritorno del cda, ma il ministero smentisce il commissariamento.

Le famiglie straniere

Per quanto riguarda il dibattuto tema degli stranieri, dalla bozza emerge che il reddito potrà essere chiesto oltre che dai cittadini italiani in condizione di povertà, anche dai comunitari e dagli extracomunitari purché abbiano un permesso di lungo soggiorno e siano residenti in via continuativa in Italia da almeno 10 anni al momento della presentazione della domanda. Le famiglie composte da soli stranieri che potrebbero accedere al beneficio secondo le tabelle allegate al testo sono 259.000 per una spesa di 1,58 miliardi.

La misura del beneficio

Il beneficio è di 500 euro (6.000 euro l'anno) moltiplicato per la scala di equivalenza e 280 euro al mese (3.360 euro l'anno) per il sostegno all'affitto. Con il mutuo il sostegno casa è di 150 euro (1.800 l'anno). Si va quindi da 780 euro per un nucleo con un solo componente, a 1.330 euro per una famiglia di tre adulti e due minorenni. La pensione di cittadinanza è di 630 euro al mese (7560 l'anno) per scala di equivalenza più 150 euro al mese (1.800 l'anno) per il sostegno all'affitto. Il beneficio del Rdc non può essere complessivamente superiore a 9.360 euro per scala di equivalenza e non può essere inferiore a 480 euro annui. Il reddito viene riconosciuto per 18 mesi e può essere rinnovato dopo la sospensione di un mese. Decorre dal mese successivo a quello della richiesta. 

I criteri per l’accesso

Per ottenere il sussidio, il nucleo famigliare deve avere un reddito Isee inferiore a 9.360 euro. Potrà comunque essere intestatario della prima casa e potrà avere anche una seconda casa purché la rendita catastale non superi la soglia di 30.000 euro. Quanto al "patrimonio mobiliare" non deve essere superiore a 6.000 euro accresciuto di 2.000 euro per ogni componente della famiglia, fino a un massimo di 10.000 euro, incrementato di ulteriori 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo. Questi massimali sono aumentati di 5.000 euro per ogni figlio con disabilità.

Tra gli esclusi i carcerati e chi si è licenziato 

Per avere il Rdc non bisogna avere acquistato un'auto nei sei mesi prima o aver comprato negli ultimi due anni una vettura di cilindrata superiore a 1.600 cc, nonché moto superiori a 250 cc. Nessuno in famiglia deve avere navi e imbarcazioni da diporto. Non ha poi diritto al reddito chi è in carcere (per tutta la durata della pena), chi è ricoverato in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica. Niente Rdc nemmeno per le famiglie in cui un componente si è licenziato dal lavoro negli ultimi 12 mesi (fatte salve le dimissioni per giusta causa). Il reddito di cittadinanza è compatibile con il godimento della Naspi.

L’assegno di ricollocazione

I beneficiari del reddito di cittadinanza che non siano stati convocati dai centri per l'impiego trascorsi 60 giorni dalla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, avranno diritto all'assegno di ricollocazione. Questo accadrà nel 2019 in fase di prima applicazione del reddito. L'assegno consiste in un importo da utilizzare dai soggetti che forniscono servizi di assistenza intensiva alla ricerca di lavoro (per esempio: centri per l'impiego o agenzie per il lavoro accreditate).

Il "patto per il lavoro"

I beneficiari, inoltre, devono firmare un “patto per il lavoro”, ovvero fare formazione, ricerca attiva di lavoro, sostenere i colloqui e accettare ameno una di tre offerte di lavoro "congrue". Nei primi sei mesi di fruizione del reddito va accettata un'offerta entro 100 chilometri dalla residenz,a ed entro 250 chilometri oltre il sesto mese di fruizione. Nel caso di rinnovo del beneficio, se in famiglia non ci sono minori né disabili, bisogna accettare l'offerta ovunque nel territorio italiano. In questo caso, si continua a percepire il Rdc per i successivi tre mesi dall'accettazione dell'offerta.

Incentivi per imprese ed enti di formazione

L'impresa che assume a tempo pieno e indeterminato chi ha il Rdc, e non lo licenzia per 2 anni, ha uno sgravio contributivo pari alla differenza tra 18 mensilità di Rdc e quello già goduto dal beneficiario. L'importo è aumentato di una mensilità se si assumono donne o soggetti svantaggiati e comunque non è inferiore a 5 mesi. Inoltre, gli enti di formazione bilaterale e gli enti interprofessionali che stipulano un patto di formazione alla fine del quale chi ne è coinvolto ottiene un lavoro, avranno un  contributo pari alla metà della differenza tra 18 mesi e i mesi già usufruiti.

Prelievi massimi di 100 euro e norme “anti furbi”

Con la carta del Reddito di cittadinanza si potranno prelevare contanti per un massimo di 100 euro al mese se si è single, aumentati secondo la scala di equivalenza a seconda dei componenti del nucleo familiare (comunque non oltre 210 euro al mese). Vietato spendere i soldi per gioco d'azzardo, pena la revoca del beneficio. Ai beneficiari del Rdc saranno inoltre estese le agevolazioni sulle tariffe elettriche e del gas per le famiglie svantaggiate. Chi invece cercherà di “fare il furbo”, fornendo “dati o notizie non rispondenti al vero, incluso l'occultamento di redditi o patrimoni a fini Isee”, sarà punito con la reclusione da 1 a 6 anni, oltre alla decadenza del beneficio e al recupero di quanto indebitamente percepito. Le sanzioni si hanno anche nel caso un componente della famiglia svolga attività di lavoro irregolare. Chi sgarra, potrà tornare a chiedere il Rdc solo dopo 10 anni.

La pensione di cittadinanza

Per i nuclei familiari composti esclusivamente da persone che hanno più di 65 anni in condizione di povertà, il reddito di cittadinanza diventa pensione di cittadinanza. Per accedere alla misura bisognerà avere un reddito familiare inferiore a 7.560 euro annui. La pensione comunque sarà integrativa rispetto ai redditi della famiglia.

Le risorse destinate alla misura

I limiti di spesa sono di 6 miliardi e 110 milioni nel 2019, 7 miliardi e 755 milioni nel 2020, 8 miliardi e 17 milioni nel 2021 e 7 miliardi e 841 milioni a decorrere dal 2022. Per il 2019 e il 2020 è poi autorizzata una spesa di 250 milioni per le professionalità impiegate per organizzare l'avvio della misura. Anapl servizi è autorizzata ad assumere a tempo indeterminato il personale finora a tempo (entro i limiti di spesa di 1 milione).

Data ultima modifica 05 gennaio 2019 ore 21:00

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