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Legge di bilancio, M5S: intesa su reddito di cittadinanza e flat tax

6' di lettura

Vertice di governo in vista della nota di aggiornamento al Def. Il vicepremier Salvini: "Incontro utile, andiamo avanti anche con decreti sicurezza e immigrazione". Assente Di Maio, che dalla Cina assicura: "L'esecutivo non è nel caos"

Parla di "riunione molto positiva" la Lega, dopo il vertice di questa mattina a Palazzo Chigi con al centro, soprattutto, la legge di bilancio 2019. Fonti del Carroccio, citando uno dei partecipanti al vertice, hanno riferito che "Tria ha preso atto della volontà politica della Lega e del Movimento 5 Stelle di realizzare formule importanti di cambiamento, dal reddito di cittadinanza (CHE COS'È) per gli italiani alla riforma delle pensioni". Indiscrezioni, queste, che arrivano dopo che in giornata Salvini ha spiegato che nella manovra "non ci sarà l'aumento dell'Iva". Sulla riunione, nonostante la sua assenza (è ancora impegnato nella missione in Cina), è intervenuto anche Di Maio: "Credo che si stia giocando con me, con Tria, con Conte per dare una narrazione di un governo nel caos", ma l'esecutivo sta "lavorando ogni giorno, e la riunione di stamattina è un tassello fondamentale", per preparare una manovra che metta "al centro gli italiani e non banche, lobby e interessi personali". Intanto, da fonti M5S si apprende che dal vertice sono emersi tre punti fermi: reddito di cittadinanza, quota 100 e flat tax. "Non ci sono tabù intorno al 2% da parte di nessuno, l'importante è la credibilità della politica economica", fanno sapere dal Movimento.

Conte: prima scriviamo le riforme poi valutiamo l’impatto economico

"I decimali della manovra saranno numeri che inseriremo - ho detto oggi al vertice e i ministri erano concordi - alla fine. Prima scriviamo le riforme, prima valutiamo l'impatto economico e sociale di queste riforme e poi traiamo le conclusioni". Lo afferma il premier Giuseppe Conte intervistato in piazza a San Giovanni Rotondo. "Sulla crescita non ci possiamo accontentare di queste misure, come 0,9% o 1,1%", sottolinea il premier che conclude: "Dalle riforme ci aspettiamo un volano della crescita".

Fonti Lega: "C'è l'impegno di Tria a trovare soluzioni"

Fonti della Lega hanno poi riferito che "ora c'è l'impegno di tutti ad affinare le proposte e dello stesso ministro Tria a cercare soluzioni". A tal proposito, tecnici di maggioranza sarebbero al lavoro per verificare impatti di crescita e spesa sui conti pubblici. In una nota, la Lega ha inoltre confermato, tra le altre cose, quota 100 sulle pensioni (62+38), la riforma fiscale e ha proposto un sistema snello di ammodernamento delle opere pubbliche che consentirebbe un miglioramento delle infrastrutture da affiancare all'apertura di cantieri più impegnativi.

Fraccaro: "Non ci impicchiamo su numeri"

Tra i presenti al vertice, oltre a Conte e Tria, per il M5S c'erano il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro e il viceministro Laura Castelli. Presenti, inoltre, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, i ministri Enzo Moavero Milanesi, Paolo Savona e il viceministro Massimo Garavaglia. "Siamo sulla buona strada. Non ci impicchiamo sui numeri ma siamo impegnati sulle cose da fare", ha commentato il ministro Fraccaro, lasciando Palazzo Chigi dopo il vertice. Il lavoro che il governo sta facendo, ha aggiunto, "è ottimo e stiamo lavorando bene". Fraccaro poi ha proseguito dicendo che le norme sulla trasparenza delle fondazioni ci saranno nel ddl anticorruzione, "come promesso". Per quanto riguarda l'approdo del testo in Parlamento: "Siamo agli ultimi passaggi".

Di Maio: reddito cittadinanza solo a italiani

In un'intervista, il ministro Di Maio ha parlato di alcuni temi che sembrava potessero creare tensioni con la Lega. Ad esempio la platea del reddito di cittadinanza, che il Carroccio preme perché sia riservata "solo gli italiani". Di Maio ha rassicurato gli alleati: "Abbiamo corretto la proposta di legge" iniziale "anni fa", "è impossibile, con i flussi immigratori irregolari, non restringere la platea e assegnare il reddito di cittadinanza ai cittadini italiani". "È una precisazione che accogliamo con grande piacere", ha replicato Salvini. Il presidente del Cnel ed ex ministro del Lavoro Tiziano Treu, invece, ha commentato: "È inaccettabile, secondo il diritto europeo, che una prestazione assistenziale come il reddito di cittadinanza possa essere data solo agli italiani. La Corte europea di giustizia - ha spiegato - si è pronunciata più volte su prestazioni simili ribadendo l'estensione anche agli stranieri con permesso di lungo soggiorno".

Sul deficit: vediamo prima quanto ci serve

Parlando di deficit e spending review, Di Maio ha aggiunto: "Il tema non è di quanto sforare ma quante risorse ci servono per migliorare la qualità della vita degli italiani, per mandare in pensione e assumere giovani, per dare un reddito" di cittadinanza, "meno tasse con la flat tax" alle imprese. "La maggior parte delle risorse arriverà dai tagli agli sprechi, se andranno a regime tra un anno e mezzo facciamo un po' di deficit, tanto l'economia crescerà e poi rientriamo, lo hanno fatto tutti i Paesi che oggi stanno crescendo", ha sottolineato.

Tria esclude aumento dell’Iva e rassicura sul contratto di governo

Oggi, intanto, l'Istat ha diffuso i dati dei conti del 2017, che saranno la base per l'aggiornamento delle stime del governo. Ieri Tria ha provato a rassicurare tutti: ha escluso l'aumento dell'Iva e al contempo ha ribadito che nella manovra ci sarà spazio per gli interventi messi nero su bianco nel contratto di governo, anche se saranno introdotti con gradualità per salvaguardare il necessario equilibrio dei conti. Il ministro dell’Economia, quindi, ha spiegato di avere tutte le intenzioni di rispettare il contratto gialloverde: dalla sterilizzazione degli aumenti dell'imposta sul valore aggiunto all'introduzione del reddito e della pensione di cittadinanza senza dimenticare la pace fiscale che, ha precisato, "non significa varare un nuovo condono" ma piuttosto vuol dire disegnare un "fisco amico".

Le tensioni nel governo

Nonostante i segnali di pace, però, nei giorni scorsi gli alleati di maggioranza si sono trovati a incrociare le armi ora fra di loro, ora con il responsabile dell'Economia. Per questo motivo è stato programmato il vertice di maggioranza di oggi, in vista del varo della nota di aggiornamento al Def. La nuova riunione, convocata al termine di un incontro fra Salvini e i suoi (e dopo quello del centrodestra a Palazzo Grazioli), aveva anche l'obiettivo di cercare di rispondere a una lunga serie di domande: la Lega, infatti, delinea ogni giorno che passa sempre di più il profilo delle misure su cui vuole mettere la propria firma (riforma Fornero, pace contributiva e fiscale, flat tax per aziende e partite Iva) ma allo stesso tempo fissa anche i paletti per quanto riguarda quelle che dovrebbero essere targate M5S. Un atteggiamento che provoca irritazione negli alleati pentastellati, che per voce del leader Di Maio hanno precisato: "Un governo serio trova le risorse, perché sennò è meglio tornare a casa". Di Maio ieri ha risposto anche all’Ocse che, dopo aver abbassato le stime dell'aumento del pil nel 2018 dall'1,4% al 1,2%, ha chiesto: “Non disfare la riforma Fornero”. “Non si intrometta”, ha replicato il vicepremier.

Data ultima modifica 21 settembre 2018 ore 18:45

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