Di Maio annuncia il “decreto dignità”. Non salta il tetto sul contante

Luigi Di Maio (Ansa)
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Il ministro anticipa l’arrivo del DL nel primo Cdm ‘politico’. Tra le misure contenute: via redditometro e spesometro, contrasto a precarietà, delocalizzazione imprese e spot gioco d'azzardo. Poi spiega: voglio eliminare costi dei pagamenti elettronici per commercianti

Il primo decreto di Luigi Di Maio si chiamerà "decreto dignità". Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha annunciato che il DL arriverà "in Consiglio dei ministri il prima possibile, nel primo Cdm ‘politico’, visto per ora siamo ancora impegnati in un Consiglio dei ministri tecnico" sulla squadra di governo. Il reddito di cittadinanza scalerà invece nella Legge di Bilancio.

Cosa prevede il decreto dignità?

Secondo le anticipazioni di Di Maio, il “decreto dignità” avrà quattro punti fondamentali: il primo riguarda le imprese e in particolare l’eliminazione di spesometro, redditometro e studi di settore. Il secondo punto prevederà una stretta alle delocalizzazioni: chi prende fondi dallo Stato non potrà andare all’estero. Spazio poi alla lotta alla precarietà e al contrasto al gioco d’azzardo. In giornata Di Maio ha anche stoppato l'ipotesi, auspicata da Salvini, di eliminare il tetto sull'uso del contante: "Nel contratto questo punto non c'è. Lavoriamo su altri fronti: per esempio quello che vivono tanti commercianti in Italia, nel pagamento elettronico: dobbiamo eliminargli i costi". Su questa idea del vicepremier leghista si è espresso negativamente anche Alessandro Di Battista, secondo cui sarebbe un provvedimento che farebbe felice "il mondo del crimine".

Di Maio spiega le misure

Il decreto dignità serve a "ridare dignità" ad alcune categorie del Paese che sono "in seria difficoltà", ha sottolineato Di Maio. Il vicepremier ha spiegato che verranno "eliminate scartoffie inutili come split payment, redditometro, spesometro, studi di settore: tutti strumenti che stanno rendendo un inferno la vita degli onesti e non stanno perseguendo i disonesti". Il secondo punto del decreto, ossia quello sulle delocalizzazioni, è rivolto soprattutto alle multinazionali. "Vengono qui, assumono per prendere soldi e poi scappano lasciando le famiglie in mezzo alla strada. Non esiste", ha detto Di Maio. C’è poi la volontà di combattere la pubblicità del gioco d’azzardo perché “nuoce gravemente alla salute fisica, sociale ed economica dei cittadini”. Infine, lotta alla precarietà significa "ridurre il rinnovo illimitato dei contratti a tempo determinato e dare garanzie a categorie nuove come quelle dei rider".

Di Maio: tutele a rider, saremo tra Paesi più avanzati

Proprio su questo punto, Di Maio ha spiegato che “all'interno del decreto ci saranno tutele per i giovani del lavoro 4.0, che non hanno un contratto, né uno status giuridico, che non hanno una tutela assicurativa e hanno seri problemi di precarietà e sicurezza". Si tratta di un primo provvedimento che "contribuirà a migliorare la vita degli italiani. Non voglio celebrarlo come svolta storica ma sui rider credo diventeremo tra i Paesi più avanzati al mondo”. (CHI SONO I RIDER)

Di Battista: ok dl dignità ma anche anticorruzione

Sull’annuncio di Luigi Di Maio è intervenuto anche Alessandro Di Battista, ex parlamentare del M5s: “Il decreto 'dignità' "conterrà proposte che aspettiamo da 30 anni! Allo stesso tempo occorre portare avanti con rapidità un pacchetto anti-corruzione durissimo”. Su Facebook ha aggiunto: “Ora queste proposte possono diventare leggi dello Stato. Coraggio!”.

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