Rider in Italia, chi sono e quanto vengono pagati

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Sono circa 10mila, di solito hanno meno di 30 anni e lo fanno per pochi mesi prima di passare ad altro. È la fotografia dei lavoratori della gig economy che si occupano della consegna a domicilio

All'incirca 10mila, soprattutto giovani o giovanissimi, che in genere portano cibo a domicilio come “lavoretto” per arrotondare, magari durante il percorso di studi, prendendo in media circa 12,5/12,8 euro lordi l'ora e che lo fanno per pochi mesi per poi passare ad altro. È la fotografia dei “rider”, i lavoratori della gig economy che si occupano delle consegne a domicilio e che Luig Di Maio ha voluto incontrare come primo atto da ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. I dati sono stati illustrati al Festival dell'Economia di Trento da due dei maggiori player del settore del food delivery, Deliveroo e Foodora, nel corso di un confronto proprio sui nuovi lavori della Gig Economy

I numeri di Deliveroo

Deliveroo, ha spiegato il country manager per l'Italia Matteo Sarzana, "ha più di 2mila rider" nelle 17 città dove è presente: "Il 78% è under 30. In media le ore lavorate sono 10 e più della metà sta con noi meno di 4 mesi". Solo il 17% resta tra i 6 mesi e un anno mentre appena il 15% lavora per la piattaforma più di 12 mesi. "Metà dei rider sono studenti, un terzo lo fa come secondo lavoro, anche per altre piattaforme e solo 1 sesto dichiara di non essere occupato". L'inquadramento è con la collaborazione occasionale con ritenuta d'acconto e la paga media oraria è di 12,80 euro l'ora.

I numeri di Foodora

Numeri simili per Foodora Italy, come ha mostrato il ceo Gianluca Cocco: "I nostri rider sono inquadrati come cococo, quindi con le tutele previste da quel contratto, e il compenso è fissato a 5 euro a consegna, inclusivo di contributi, su base oraria viene proiettato a 12,50 euro l'ora. 9 su 10 ha tra 18 e 34 anni, circa 8 su 10 sono studenti o lavoratori che vedono questa come una attività integrativa e le ore lavorate per circa 8 su 10 non superano le 25 ore settimanali. Quasi 9 su 10 si dicono soddisfatti o neutrali".

La paga

"Il 70% dei nostri rider - risponde Sarzana - è passato per scelta dalla paga oraria a quella a consegna" e la piattaforma, come garanzia, si impegna a mettere la differenza se non si raggiunge la media di 1,5 consegne l'ora. In più "abbiamo lanciato una polizza globale che copre danni contro terzi e infortuni, garantendo il riconoscimento di una diaria nel momento in cui accada qualcosa per cui non può essere eseguita la prestazione".

Flessibilità e orari

"Il 96% dei rider dichiara che sceglie questo lavoro per le caratteristiche di flessibilità" e che non prevede, tra l'altro, "nessun tipo di penalizzazione" nel ranking interno. Ci sono "fasce orarie in cui, proprio perché' non ci sono penalizzazioni, rimangono scoperti degli ordini, tra il 18-24%, quando piove superano il 50%".

Rider e Gig economy

Non solo rider, il pianeta della “gig economy” in Italia conta ormai tra 700mila e un milione di addetti, che vanno dai servizi di “clouding”, come l'elaborazione dati, ai più tradizionali come l'offerta di babysitting o di pulizie magari a chi affitta casa su Airbnb. Secondo quanto emerge dal rapporto della Fondazione Rodolfo Debenedetti,  i rider rappresentano appena il 10% di questa nuova galassia di lavoratori e di questi sono appena circa 10mila quelli che lavorano per le piattaforme di food delivery. Se questi ultimi sono in media under 30, negli altri campi l'età media sale, visto che il 25% di questi lavoratori ha tra 30 e 50 anni e il 70% ha alti livelli di istruzione. Il 50% dei gig worker lo fa per 1-4 ore a settimana e il 20% tra 5 e 9 ore.

Chi sono i “gig workers”

Dall'analisi sull'Italia emerge che circa la metà di chi fa questi lavori è donna, con livelli di studio elevato. Solo per 150mila, lo 0,4% dell'intera popolazione, si tratta dell'unico lavoro. Questi lavoratori vengono contrattualizzati nel 10% dei casi come cococo mentre il 50% con la collaborazione occasionale a ritenuta d'acconto. Più del 50% viene pagato a consegna, mentre meno del 20% è pagato a ora. Il guadagno medio si attesta sugli 839 euro per chi lo fa come lavoro principale mentre 343 euro per chi lo fa come 'lavoretto' (in media circa 12 euro lordi l'ora).

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