Di Maio incontra i rider: "Simbolo di una generazione abbandonata"

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Il ministro del Lavoro sottolinea la necessità di dare diritti come "assicurazione e paga dignitosa". E aggiunge: "Ci rivedremo tra una settimana”. I lavoratori: "Aprire tavolo condiviso". Il vicepremier si è confrontato anche con imprenditori "Drappo bianco"

Luigi Di Maio, vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, ha incontrato i rider, i fattorini che in bici fanno consegne a domicilio e che chiedono il riconoscimento di diritti e tutele. L'obiettivo di questo appuntamento, hanno riferito alcuni lavoratori, è arrivare ad "aprire un tavolo condiviso". "Mi sono insediato al ministero del Lavoro e come primo atto ho voluto incontrare i rider, una categoria di lavoratori che fa parte dei nuovi lavori, simbolo di una generazione abbandonata che non ha né tutele e a volte nemmeno un contratto", ha detto Di Maio. Il vecepremier e capo politico del M5s ha poi sottolineato la necessità di dare loro diritti come "l'assicurazione ed una paga minima dignitosa". Quello con i fattorini è il primo appuntamento messo in agenda dal ministro nella sede di via Veneto. 

Lavoro meno precario e più dignitoso

"Li ho voluti incontrare perché iniziamo un percorso che passa attraverso un modello di lavoro meno precario, più dignitoso e che abbia salario orario minimo", ha detto ancora Di Maio. "E' un primo piccolo passo ma vogliamo dare un segnale a chi ha un lavoro e chiede un po' di dignità. Lo possiamo fare con le leggi, con una paga minima oraria e soprattutto favorendo un confronto tra i grandi gruppi internazionali e i ragazzi che chiedono i diritti minimi e non chiedono la luna", ha detto. Poi, il neo-ministro e vicepremier, in una diretta Facebook subito dopo l’incontro, ha detto ai rider: “Ci rivedremo tra una settimana. Dobbiamo trovare una soluzione”.

Vertice anche con imprenditori “Drappo bianco”

Dopo aver incontrato i rider, Di Maio, nella veste di titolare del Lavoro e dello Sviluppo economico, ha attraversato via Veneto e ha fatto il suo ingresso al Mise, che si trova a pochi passi di fronte a quello del Lavoro. Qui Di Maio ha incontrato il movimento “Drappo bianco”, imprenditori e non solo, vessati dal fisco e dalla burocrazia. "Deve finire l'era delle leggi anti evasione che combattono quelli le tasse le hanno sempre pagate. Se si devono fare leggi anti evasione, devono andare nella direzione di colpire gli evasori”, ha detto il ministro. "Oggi si sta rendendo la vita degli imprenditori e dei professionisti un inferno. Bisogna iniziare con provvedimenti a costo zero che riguardano la burocrazia: spesometro, redditometro, split payment, studi di settore. Questa roba va eliminata e dove possibile sostituita con meccanismi digitali in cui l'imprenditore non ha oneri, semmai è lo stato che deve incrociare le banche dati e accertare se c'è qualche furbo".

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