Nomina presidente Anac, il leghista Altieri dopo polemiche: “Ritiro la mia disponibilità”
PoliticaSi è conclusa con il passo indietro di Trifone Altieri la giornata di polemiche legate alla nomina del leghista come nuovo presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione. Dopo il Cdm di giovedì in cui era stata avviata la procedura per la designazione, le opposizioni oggi erano andate all’attacco e con una lettera - annunciando battaglia nelle commissioni parlamentari - avevano chiesto a Meloni di ritirare una designazione definita inopportuna se non viziata da incompatibilità. In serata, la decisione di Altieri
Si è chiusa con il passo indietro di Trifone “Nuccio” Altieri la giornata di polemiche nate dopo la nomina dell'esponente leghista come nuovo presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione. "Ho deciso, per ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale di ritirare la mia disponibilità", ha fatto sapere in serata Altieri, all'indomani del Cdm che aveva avviato la procedura per la sua nomina a presidente dell'Anac. La decisione di Altieri è arrivata dopo che le opposizioni, qualche ora prima, hanno scritto direttamente alla premier Giorgia Meloni per chiederle di ritirare la nomina. Non solo: le opposizioni, che avevano definito questa designazione inopportuna se non viziata da incompatibilità, nella lettera avevano annunciato battaglia nelle commissioni parlamentari. Per ottenere il parere favorevole all'incarico come presidente dell’Anac, infatti, servono i due terzi dei voti. Meloni in giornata non sembrava preoccupata e, ai giornalisti che le hanno chiesto il perché della scelta, aveva risposto: "Cosa devo dire? Perché era nelle nostre competenze farlo". "Conto che tutto sia assolutamente regolare", aveva commentato invece il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. In serata, poi, è arrivato il passo indietro di Altieri. Al momento l’Anac è guidata dal giurista Giuseppe Busia, che resta in carica fino alla formalizzazione di un successore.
Altieri: "Ritiro la mia disponibilità"
"Pur possedendo i requisiti e le competenze necessari per ricoprire l'incarico, dopo essermi confrontato con il presidente Meloni e i vicepresidenti Salvini e Tajani, ho deciso, per ragioni di opportunità politica, istituzionale e personale di ritirare la mia disponibilità", ha spiegato in una nota Altieri. "Ringrazio il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i vicepresidenti Matteo Salvini e Antonio Tajani per la fiducia dimostrata nei miei confronti con la designazione alla presidenza dell'Autorità nazionale anticorruzione. Sono dispiaciuto per gli attacchi mediatici e le polemiche che hanno accompagnato questa scelta, nonostante il mio percorso professionale e l'esperienza maturata in importanti realtà istituzionali e industriali", ha aggiunto. Poco dopo, fonti dell'esecutivo hanno commentato: "Il governo prende atto del ritiro della candidatura dell'onorevole Trifone Altieri alla presidenza dell'Anac, che ringrazia per la disponibilità, apprezzando le valutazioni di opportunità politica che hanno portato a tale decisione".
La lettera delle opposizioni a Meloni
La nota di Altieri è arrivata dopo una giornata di polemiche che ha riacceso lo scontro politico. In realtà, è stata criticata anche la nomina del deputato della Lega Giulio Centemero a commissario della Consob. Tuttavia, le polemiche si sono concentrate soprattutto su Altieri. Tanto che le opposizioni, unite, hanno scritto alla premier Meloni. "Come forze politiche di opposizione esprimiamo la più netta contrarietà e una forte preoccupazione istituzionale in merito alla designazione del nuovo presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. L'Anac non è un'estensione dell'esecutivo, né un terreno di spartizione politica delle forze di maggioranza. La natura stessa dell'Autorità esige al vertice una figura caratterizzata da indiscutibile terzietà, assoluta indipendenza dai partiti e una comprovata e specifica competenza tecnica nel contrasto alla corruzione e nella vigilanza sui contratti pubblici", si legge nella lettera siglata dai capigruppo di Pd, M5s, Avs, Italia viva, +Europa, Azione. E ancora: "La scelta di un profilo proveniente dai ranghi attivi della politica e della coalizione di governo contrasta apertamente con i requisiti di indipendenza indispensabili per garantire la credibilità dell'Autorità, sia di fronte ai cittadini italiani sia di fronte alle istituzioni europee che monitorano la trasparenza degli appalti e dei fondi pubblici".
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Chi è Altieri
Trifone Altieri è entrato nella Lega nel 2017, dopo aver militato in Forza Italia e aver avuto brevi esperienze in Conservatori e riformisti e in Direzione Italia. Salvini, il 18 settembre 2024, gli ha affidato il ruolo di responsabile del dipartimento Difesa della Lega: fonti del partito, però, hanno spiegato che il politico pugliese non ha mai ricoperto l'incarico (che non è più presente nell'organigramma della Lega), perché Altieri aveva subito comunicato ad Armando Siri l'indisponibilità a ricoprirlo in quanto già componente del consiglio d'amministrazione di Leonardo. Siri, coordinatore dei dipartimenti, lo ha certificato in una lettera il 27 settembre, in cui ha precisato che la delibera per il conferimento dell'incarico era "da intendersi revocata ad ogni effetto".
La puntualizzazione che non ha spento le polemiche
La puntualizzazione della Lega sul ruolo di Altieri era arrivata dopo le accuse delle opposizioni, che hanno citato la legge che regola la nomina del vertice dell'Autorità nazionale anticorruzione. Il terzo comma dell'articolo 13 del decreto legislativo 150 del 27 ottobre 2009, hanno ricordato, sancisce che "il presidente e i componenti dell'Autorità non possono essere scelti tra persone che rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano rivestito tali incarichi e cariche nei tre anni precedenti la nomina e, in ogni caso, non devono avere interessi di qualsiasi natura in conflitto con le funzioni dell'Autorità". Ma le polemiche non si erano fermate. Per Giuseppe Conte quella di Meloni "è una scelta grave". Angelo Bonelli, al di là dell'appartenenza a un partito, ha sottolineato che "Altieri presiede Fincantieri Infrastrutture, una società pubblica che vive di appalti. Il controllore che viene dal controllato?". Dopo la lettera delle opposizioni, fonti dell'esecutivo avevano precisato: "Il governo ribadisce di aver adottato la delibera di proposta della candidatura di Trifone Altieri alla presidenza dell'Anac dopo aver preventivamente valutato e ritenuto insussistenti eventuali profili di incompatibilità". Le stesse fonti avevano aggiunto: il governo "precisa che, prima di procedere, sono stati informati per le vie brevi i due principali partiti di opposizione, senza che da parte loro siano state manifestate contrarietà o riserve". Poco dopo, tuttavia, è arrivata la nota con il passo indietro di Altieri.