Andrea Delmastro, chi è il deputato FdI che si è dimesso da sottosegretario alla Giustizia
PoliticaIntroduzione
Classe 1976, biellese, Andrea Delmastro Delle Vedove si è dimesso nel pomeriggio di oggi, 24 marzo, da sottosegretario alla Giustizia del governo Meloni. Da giorni il deputato di Fratelli d'Italia era finito nella bufera politica per la vicenda delle quote possedute in una società e in un ristorante in cui figurava anche Miriam Caroccia, figlia di Mauro, uomo vicino al clan criminale dei Senese attivo nella Capitale. In passato Delmastro era stato coinvolto nei casi Cospito e Pozzolo. Ecco chi è l'ormai ex sottosegretario.
Quello che devi sapere
Gli studi, l'abilitazione come penalista, la militanza politica
Nato a Gattinara (Vercelli), Delmastro è figlio di Sandro, avvocato e deputato di Alleanza Nazionale per due legislature. Dopo la laurea in giurisprudenza all'università di Torino, segue le orme del padre abilitandosi come penalista iscritto all'Ordine degli avvocati di Biella. Insieme alla carriera, inizia sin da adolescente a militare nelle fila del Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano diventando a soli 16 anni segretario provinciale. Mantiene l'incarico anche quando, dopo la svolta di Fiuggi, il movimento cambia nome in Azione Giovanile.
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La carriera politica
Nel 1999, Delmastro viene eletto consigliere provinciale a Biella in quota An, incarico che manterrà per una consiliatura. Dopo un mandato come assessore ai Lavori pubblici nella giunta di centrodestra nel Comune di Biella, nel 2012 aderisce alla scissione di Giorgia Meloni dal Popolo della Libertà e alla nascita di FdI. Esponente del partito in Piemonte, viene eletto per la prima volta deputato nel 2018 diventando in pochi anni uno dei dirigenti più vicini alla leader. Dopo la vittoria alle elezioni del 2022 giura come sottosegretario al ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio ottenendo la delega al corpo di polizia penitenziaria.
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Caso Cospito
Il 20 febbraio 2025 Delmastro viene condannato in primo grado dal Tribunale di Roma a otto mesi di reclusione per rivelazione di segreto d'ufficio in relazione al caso di Alfredo Cospito, l'anarchico detenuto in regime di 41-bis. L'indagine era partita due anni prima in merito a informazioni riservate che il sottosegretario avrebbe comunicato al deputato e collega di partito, Giovanni Donzelli.
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Caso Pozzolo
Delmastro finisce nuovamente nella bufera ad inizio 2024 quando, in qualità di testimone, viene coinvolto nelle indagini per lo sparo avvenuto la notte di Capodanno alla festa di Rosazza (Biella). Protagonista della vicenda è Emanuele Pozzolo, allora deputato di FdI, accusato di aver tirato fuori il suo mini revolver per mostrarlo ai presenti da cui poi è partito il colpo che ha ferito Luca Campana, genero del caposcorta del sottosegretario.
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La difesa del sottosegretario
La festa era stata organizzata dalla sindaca di Rosazza, Francesca Delmastro, sorella dell'allora sottosegretario alla Giustizia. Andrea Delmastro ha fatto di sapere di non aver nemmeno visto l'arma e di essere già “andato via” quando si è verificato l’incidente. “Ero a 300 metri di distanza, nel piazzale. Quando sono rientrato ho sentito la moglie del mio agente urlare. Poi mi hanno raccontato che era partito un colpo di pistola", ha detto in un'intervista al Corriere della Sera.
Le dichiarazioni sulle condizioni detentive
A novembre 2024 finisce al centro delle polemiche per dichiarazioni sui detenuti al 41-bis. "Non lasciamo respirare chi è nel blindato, intima gioia", ha detto commentando l'arrivo di una nuova autovettura blindata utilizzata per il trasporto. Già in quell'occasione erano arrivate richieste di dimissioni da parte dell'opposizione, a partire da Italia Viva. La polemica segue di pochi mesi quella scoppiata dopo la visita ferragostana nelle carceri del Salento quando motiva con queste parole la scelta di non incontrare i detenuti: "Non mi inchino alla Mecca dei detenuti”.
Le critiche alla riforma Nordio
Frizioni con il resto del governo si registrano inoltre a seguito di critiche rivolte contro la riforma della Giustizia proposta dal ministro Nordio e bocciata nel referendum del 22 e 23 marzo scorso. "Dare ai pubblici ministeri un proprio Csm è un errore strategico che, per eterogenesi dei fini, si rivolterà contro", ha detto Delmastro in un colloquio con Il Foglio.
Le quote nel ristorante
L'ultima vicenda che vede coinvolto Andrea Delmastro in ordine di tempo scoppia a ridosso della tornata referendaria del 2026. La miccia del caso è accesa da un articolo del Fatto Quotidiano e in particolare la storia di una società, "Le 5 Forchette Srl", di cui il sottosegretario deteneva una quota. La Srl aveva l'unità locale a Roma in via Tuscolana, al civico 452, dove è stato aperto il ristorante “Bisteccheria d’Italia". Tra la fine di febbraio e il marzo scorso, dopo la sentenza definitiva della Cassazione nella maxi indagine dei magistrati di piazzale Clodio, Delmastro ha ceduto definitivamente la sua quota.
I rapporti con i Caroccia
Della compagine societaria faceva parte, come detto, in qualità di amministratore unico Miriam Caroccia, all’epoca 18enne figlia di Mauro, attualmente in carcere a Viterbo dove sta scontando una condanna definitiva a 4 anni per l'indagine della Dda di Roma sul clan di stampo camorristico capeggiato da Michele Senese, detto “O' Pazz”. Repubblica ha pubblicato una foto che ritrae Delmastro insieme a Mauro Caroccia. Lo scatto risale al 2023, circa un anno prima dell’avvio della partnership imprenditoriale con la figlia dell’uomo. La foto, realizzata in uno dei ristoranti della famiglia Caroccia, è accompagnata da una didascalia: “Sottosegretario alla Giustizia Delmastro. Anche lui ha scelto il vero baffo”.
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Le dimissioni insieme a Giusi Bartolozzi
La polemica politica si infiamma sopratutto sui rapporti tra Delmastro e la famiglia Caroccia. Il quotidiano Domani rivela che il sottosegretario sarebbe tornato nel ristorante Bisteccheria d'Italia e pubblica un'immagine scattata a fine gennaio 2026. Il Fatto Quotidiano, invece, mostra uno scatto che risalirebbe allo scorso 3 giugno in cui vengono immortalati il sottosegretario alla Giustizia insieme a Giusi Bartolozzi, la capo di gabinetto del ministero di via Arenula che come Delmastro ha rassegnato le dimissioni.
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