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Carburanti, da Cdm ok al dl per ridurre prezzi. Meloni: “Taglio di 25 centesimi al litro”

Politica
©Ansa

"Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali", è il titolo del decreto legge contro il caro carburanti che ha ottenuto il via libera dal Consiglio dei ministri ed è stato firmato da Mattarella. Vale poco più di mezzo miliardo di euro. La principale misura è un taglio delle accise per 20 giorni. Previsti anche aiuti all'autotrasporto, alla pesca e un potenziamento dei poteri di Mr Prezzi. Meloni: "Faremo il possibile per evitare speculazioni e impatti crisi"

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Il Consiglio dei ministri - iniziato alle 19 a Palazzo Chigi e durato circa mezz'ora - ha dato il via libera al decreto legge per ridurre il prezzo dei carburanti, dopo l'innalzamento dovuto alla crisi in Medio Oriente per la guerra in Iran (GLI AGGIORNAMENTI LIVE). In serata il decreto è stato firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che si trova a Salamanca (in Spagna) per ricevere una laurea honoris causa. Il titolo del provvedimento, che vale poco più di mezzo miliardo di euro, è "Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali". Un provvedimento che le opposizioni invocano dall'inizio della guerra e che ora a tre giorni dal referendum ha - è la critica immediata del Pd - un sapore tutto "elettorale". Il decreto legge introduce un taglio di "25 centesimi al litro" sul prezzo dei carburanti e ha l'obiettivo di fermare subito "gli aumenti ingiustificati" e "la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi", ha invece rivendicato la premier Giorgia Meloni. "Prevede un sostanzioso taglio delle accise, che già dalle prossime ore si trasformerà in una riduzione del prezzo della benzina e del diesel", ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. "Un sostanzioso aiuto, a tempo: perché bisogna vedere cosa succede in Medioriente", ha aggiunto il vicepremier, che prima del Cdm ha partecipato al tavolo con le compagnie petrolifere.

 "Eventuali ulteriori interventi saranno valutati all'esito del Consiglio europeo del 19 marzo", si legge nel comunicato finale di Palazzo Chigi.

Il Cdm

Il Consiglio dei ministri è iniziato alle 19 e finito dopo circa 30 minuti. Era stato convocato dopo le riunioni avvenute in mattinata a Palazzo Chigi, in particolare quella a cui hanno partecipato la premier Giorgia Meloni, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto, con al centro appunto il dossier carburanti. Dopo il Cdm Meloni è partita per Bruxelles, dove partecipa al Consiglio Ue.

Le misure

La principale misura approvata in Cdm è un taglio delle accise sui carburanti per 20 giorni (con conseguente calo dell'Iva), che si traduce nei 25 centesimi di meno alla pompa. La norma, di cui tutti saranno beneficiari, "assorbe" il rafforzamento della social card che era stata ipotizzata in una bozza ma avrebbe riguardato solo i redditi bassi. Previsti anche aiuti all'autotrasporto e alla pesca. C'è poi il rafforzamento dei poteri ispettivi di Mr. Prezzi e le "sanzioni" che colpiranno benzinai ma anche fornitori che si dovessero dimostrare speculatori. A quanto si apprende, per il taglio delle accise e per i crediti d'imposta a favore di autotrasportatori e pescherecci sono stati stanziati tra i 500 e i 600 milioni di euro. Si tratta di un primo pacchetto di misure a tempo ma, spiegano fonti di governo, "siamo pronti a proseguire" se la crisi innescata dalla guerra in Iran non dovesse rientrare.

Meloni: “Obiettivo è fermare impennata prezzi”

Dopo il Cdm, Meloni ha pubblicato un video sui social per illustrare il decreto legge contro il caro carburanti legato alla crisi in Medio Oriente. "È una crisi che tutti lavoriamo perché finisca nel più breve tempo possibile", ha detto. E ancora: è "un pacchetto di misure che ha un obiettivo chiaro nell'immediato, cioè fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi. E il messaggio che vogliamo dare ai cittadini è semplice: noi continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per impedire che si speculi su ciò che sta accadendo e per evitare che le conseguenze della crisi possano impattare sulle famiglie e sulle imprese di questa nazione".

I tre punti del decreto legge

Poi Meloni ha illustrato così il provvedimento: “Il decreto legge che è stato varato oggi prevede sostanzialmente tre cose: primo, riduciamo il prezzo del carburante di circa 25 centesimi al litro per tutti; secondo, introduciamo un credito d'imposta a favore degli autotrasportatori che è pari all'aumento di costi sul carburante che questi autotrasportatori sostengono, perché vogliamo evitare che l'aumento del gasolio si traduca anche in un aumento dei prezzi dei beni di consumo. È una misura che, tra l'altro, viene prevista anche per i nostri pescatori. Terzo e ultimo punto molto importante, soprattutto se collegato agli altri, è che prevediamo un meccanismo antispeculazione. Vogliamo cioè legare in modo stringente il prezzo applicato ai consumatori dai petrolieri e dai distributori all'effettiva variazione dei prezzi del greggio a livello internazionale, perché non vogliamo che queste risorse che stiamo investendo, che sono soldi degli italiani, finiscano nelle mani degli speculatori. È un meccanismo che consentirà di fermare subito gli aumenti ingiustificati, di assicurare che petrolieri e distributori abbassino il prezzo al distributore, contestualmente alla diminuzione del prezzo del greggio a livello internazionale".

Lollobrigida: “Sostegno concreto al settore ittico italiano”

Il decreto, quindi, comprende anche misure a favore delle imprese della pesca, che hanno subito un aumento eccezionale del costo dei carburanti: si prevede un credito di imposta di 10 milioni di euro destinato a coprire le spese per l'acquisto del carburante a partire da marzo, aprile e maggio del 2026 nella misura del 20%. "Il governo dà un sostegno concreto al settore ittico italiano, con il credito di imposta del 20% per l'acquisto dei carburanti", ha spiegato il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. "A partire da giovedì – ha precisato il ministro - le nostre marinerie, i nostri pescatori, potranno attutire i rincari del costo del carburante necessario a far lavorare le imbarcazioni. È una misura che ha un impatto sia sulle nostre imprese ittiche sia sui cittadini che potranno continuare a scegliere cibo di qualità senza ulteriori aumenti derivanti dall'aumento dei costi di produzione sopportati dai pescatori".

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Salvini: “Taglio accise sostanzioso”

Prima del Cdm Salvini oggi ha partecipato, nella Prefettura di Milano, a un tavolo organizzato con i rappresentanti delle principali compagnie petrolifere. "Stiamo lavorando già da stasera con un primo sostanzioso taglio delle accise che possa diventare uno sconto alla pompa già nelle prossime ore", aveva detto il ministro al termine del tavolo. "Sono soddisfatto, mi sembra che abbiano capito che famiglie e imprese non possono continuare a pagare benzina e gasolio a questi livelli", aveva aggiunto. Tornando al taglio delle accise aveva spiegato: "Parliamo di diverse centinaia di milioni di euro per un intervento sperimentale di un mese e la riduzione non sarà di pochi centesimi: l'obiettivo è tornare sotto i 2 euro al litro, possibilmente sotto 1,90". Salvini aveva aggiunto che il governo chiede "ai petrolieri un prezzo medio massimo" e "ai concessionari autostradali di tagliare una parte dei loro profitti". Quanto alla durata della misura, Salvini aveva sottolineato che "vedremo nel primo mese cosa succede in Medio Oriente, in Iran e nello stretto di Ormuz", avvertendo che "se la guerra andasse avanti per mesi il problema non è il costo, ma la disponibilità del carburante". Sulla possibilità di una revisione del blocco sul gas russo, poi, aveva detto: “Una cosa per volta. Ora mi interessa aiutare le famiglie e i lavoratori alle pompe di benzina e in autostrada. Ma continuo a rimanere convinto che riaprire un dialogo con la Russia è doveroso".

Il tavolo con le compagnie petrolifere

Riguardo al tavolo con le principali compagnie petrolifere, Salvini aveva spiegato: "Come promesso, abbiamo convocato qua in Prefettura le principali compagnie petrolifere perché l'obiettivo è nell'immediato di ridurre i prezzi alla pompa di benzina, quindi bloccare l'aumento, bloccare la speculazioni, aiutare famiglie e imprese e mettere un tetto al prezzo del gasolio e della benzina. Vogliamo farlo con la collaborazione delle compagnie petrolifere e dei distributori. Li abbiamo invitati per ascoltare da loro che tipo di proposte e di disponibilità mettono sul tavolo".

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