"Siamo stati invitati come Paese osservatore, secondo noi è una buona soluzione rispetto al problema che chiaramente abbiamo della compatibilità costituzionale” ha fatto sapere la premier Meloni. Ma le opposizioni attaccano. “Subalternità politica a Trump ormai insostenibile per il nostro Paese e contraria agli interessi nazionali”, ha detto Elly Schlein. “Una vergogna a cui ci opporremo fermamente”, ha aggiunto Chiara Appendino
Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani è pronto a riferire in Parlamento sulla posizione dell’Italia sul Board of Peace, il consiglio creato da Donald Trump. Le comunicazioni in Aula alla Camera si svolgeranno martedì 17 febbraio alle 13.30. La decisione dell’esecutivo sarebbe nata da un confronto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il titolare della Farnesina. L’ente avrebbe come scopo quello di "promuovere la stabilità, ripristinare un governo affidabile e legittimo e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti”.
Meloni: “Italia al Board come osservatore”
La questione politica si è riaccesa ieri, quando la premier Giorgia Meloni da Addis Abeba ha fatto sapere: “Siamo stati invitati come Paese osservatore, secondo noi è una buona soluzione rispetto al problema che chiaramente abbiamo della compatibilità anche costituzionale con l'adesione al Board of Peace. Dall'altra parte ho sempre detto che con tutto il lavoro che l'Italia ha fatto, sta facendo e deve fare in Medio Oriente per stabilizzare una situazione molto complessa e fragile, una presenza italiana ed anche europea sia necessaria. Quindi penso che risponderemo positivamente a questo invito a partecipare come Paese osservatore, a quale livello lo dobbiamo ancora vedere, perché l'invito è arrivato” il 13 febbraio. La riunione del Board è stata convocata da Donald Trump a Washington per giovedì prossimo.
Tajani: “Orientati a partecipare a riunione Board”
Sempre ieri sul tema si era espresso anche lo stesso ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco: “Siamo orientati a partecipare" alla riunione in programma a Washington il 19 febbraio sul Board of Peace, "vedremo in quale formato", se da osservatore o in altre modalità, ma "è importante partecipare, per la ricostruzione di Gaza, anche la Commissione europea parteciperà”. Infatti il governo dell’Ue parteciperà con la commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica. A Washington sono attese in totale una ventina di delegazioni.
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Schlein: “Meloni su Board of Peace aggira la Costituzione”
Dure le reazioni dell’opposizione: “L'annuncio di Meloni sull'ingresso dell'Italia come membro osservatore nel Board of Peace, il club a pagamento voluto da Trump per rimpiazzare l'ONU, e la difesa imbarazzante dell'ideologia Maga dalle parole di Merz, sono due elementi che confermano una subalternità politica a Trump ormai insostenibile per il nostro Paese e contraria agli interessi nazionali”, ha attaccato la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. "Altro che guida, Meloni si colloca ai margini del progetto europeo, inseguendo le imposizioni di Trump invece di rafforzare i legami dell'Unione e di battersi per l'autonomia europea superando l'unanimità e rilanciando gli Eurobond. Entrare in un organismo sovranazionale senza che vi siano condizioni di parità significa tentare di aggirare la nostra Costituzione, che si dimostra uno strumento sempre più attuale a tutela dell'interesse nazionale e dei cittadini", ha aggiunto la leader Dem.
Appendino (M5s): “Una vergogna a cui ci opporremo fermamente”
Chiara Appendino, deputata del M5S ed ex sindaca di Torino, ha aggiunto: “È inaccettabile che l'Italia partecipi come osservatore al Board per Gaza voluto da Trump: un'iniziativa che altro non è se non un fondo speculativo sulla pelle dei palestinesi. Questa decisione di Giorgia Meloni, che si conferma totalmente subalterna al dominio Usa, non solo tradisce lo spirito pacifista dell'Articolo 11 della Costituzione, ma lega il nostro Paese a un'operazione che ignora la stabilità per puntare alla distruzione del diritto internazionale e delle legittime aspirazioni del popolo palestinese. Siamo di fronte a un progetto neocolonialista che nega ogni prospettiva di pace e si rende complice del genocidio sta accadendo a Gaza. Per l'ennesima volta, Meloni sceglie di stare dalla parte sbagliata della storia. L'Italia non può e non deve essere complice di questo scempio: ci opporremo con tutta la nostra forza".