Nicita (Pd): "Insulto di La Russa in Senato? Ha offeso le istituzioni"

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Un fuori programma registrato durante la seduta del Senato del 5 marzo ha acceso lo scontro politico tra maggioranza e opposizione. Il senatore dem racconta di aver appreso solo in seguito dell’espressione attribuita al presidente dell’aula e respinge l’ipotesi di chiarimenti privati. Per l’esponente Pd la vicenda non riguarda una questione personale ma il rispetto del ruolo istituzionale del Parlamento

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La polemica nasce da un video della seduta del Senato del 5 marzo, nel quale si sente la voce del presidente dell'aula, Ignazio La Russa, pronunciare una frase offensiva rivolta a un collega: "Come si chiama quel coglione che continua a urlare?". Il destinatario sarebbe il senatore del Partito democratico Antonio Nicita. L’audio non è stato percepito chiaramente nell’emiciclo ma è emerso nella registrazione della diretta televisiva. Il filmato è poi stato rilanciato sui social e in alcune trasmissioni televisive, amplificando il caso politico. Secondo quanto riportato da la Repubblica in un'intervista, lo stesso Nicita ha raccontato di aver scoperto l’episodio solo il giorno successivo grazie ai colleghi che gli hanno inviato il video.

Nicita: "Non è una questione personale"

Il senatore dem, 58 anni, originario di Siracusa, ha spiegato di non aver percepito l’insulto durante il dibattito. In quel momento, ha ricordato, in aula era in corso l’intervento del senatore M5S Ettore Licheri dopo gli interventi dei ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani sul tema della guerra. "Non stavo urlando", ha detto Nicita, sottolineando di aver fatto al massimo "qualche battuta", pur riconoscendo di avere "una voce baritonale". Il punto, tuttavia, non sarebbe il comportamento personale: "Non voglio scuse private. Prima voglio intervenire in aula. Non è una questione personale: è stata offesa l’intera istituzione".

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Il nodo delle scuse e il possibile Giurì

Secondo quanto riferito dallo stesso Nicita, il presidente del Senato avrebbe cercato di contattarlo per porgere delle scuse. Il senatore Pd ha però scelto di non incontrarlo prima di un chiarimento pubblico in aula. Il regolamento di Palazzo Madama prevede infatti la convocazione del Giurì d’onore in caso di offese tra senatori. Una procedura che, in questo caso, avrebbe una particolarità: la convocazione spetta proprio al presidente del Senato. "Sarebbe un caso inedito", ha osservato Nicita, ricordando che non si registrano precedenti di un presidente dell’assemblea coinvolto direttamente in un episodio di questo tipo.

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La versione dello staff del presidente

Successivamente è arrivata anche la spiegazione dello staff di La Russa. Il portavoce del presidente del Senato, Emiliano Arrigo, ha riferito che La Russa si sarebbe detto "dispiaciuto" per quanto accaduto. Secondo la sua ricostruzione, la frase sarebbe stata "un borbottio rivolto a se stesso" e non un insulto diretto a un collega. Nicita ha parlato di "stupore" per quanto accaduto e ha sottolineato l’importanza dell’esempio dato dal Parlamento ai cittadini. "Ogni giorno ospitiamo scolaresche a cui spieghiamo il valore del dialogo istituzionale", ha ricordato il senatore Pd. "Mi chiedo cosa possano pensare i cittadini davanti a episodi di questo tipo". Nonostante le tensioni, Nicita ha assicurato che continuerà a intervenire in aula "nel rispetto delle regole", rivendicando il proprio ruolo di docente universitario ed ex commissario Agcom e definendo i suoi interventi "tecnici, non da pasdaran". 

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