La Presidente del Consiglio, a Palazzo Madama, sottolinea: "Questo governo non si sottrae al confronto parlamentare". E spiega: l'esecutivo "non è complice di decisioni altrui". In questo frangente "servono responsabilità, lucidità e rapidità nelle decisioni"
La premier Giorgia Meloni riferisce al Parlamento la linea del governo sulla crisi in Medio Oriente, dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran (LE NEWS IN DIRETTA). Nel suo intervento al Senato, la Presidente del Consiglio ha chiarito subito: "Il governo non si sottrae al confronto parlamentare". Poi, entrando nel merito del conflitto, ha spiegato che questa è "una crisi tra le più complesse della storia recente". "Servono responsabilità, lucidità e rapidità nelle decisioni", ha sottolineato Meloni. Nel pomeriggio, poi, sarà la volta delle comunicazioni alla Camera, verso le 16.
Meloni: "Il governo non è complice di decisioni altrui"
"Qui non c'è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell'impegno portato avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi giorni", ha poi chiarito Meloni, risponendo alle critiche delle opposizioni. L'intervento della premier è arrivato a 12 giorni dall'inizio della guerra. Secondo le opposizioni si è trattato di una scelta tardiva, tanto che hanno accusato a più riprese Meloni di "scappare" dal Parlamento e affidare le sue riflessioni a interviste o "monologhi" sui social.
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"Intervento Usa e Israele fuori da diritto internazionale"
Meloni ha anche sottolineato che, "è in questo contesto di crisi del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l'intervento americano e israeliano contro il regime iraniano". Dall'altro lato, la premier ha ricordato che "non possiamo permetterci un regime degli ayatollah in possesso dell'arma nucleare, unita a una capacità missilistica che potrebbe presto essere in grado di colpire direttamente l'Italia e l'Europa ancora di più".