Iran, Meloni: "Crisi complessa, Italia non in guerra. Tasse a chi specula su carburanti"
PoliticaLa Presidente del Consiglio alle Camere: "Questo governo non si sottrae al confronto parlamentare". Intervento Usa e Israele? "È fuori dal diritto internazionale". Poi assicura: "Noi non siamo in guerra e non ci vogliamo entrare"
La premier Giorgia Meloni riferisce al Parlamento la linea del governo sulla crisi in Medio Oriente, dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran (LE NEWS IN DIRETTA), nell'ambito delle comunicazioni per il Consiglio europeo della prossima settimana. In mattinata ha parlato al Senato, poi è passata alla Camera (direttamente per le repliche). A Palazzo Madama ha subito chiarito: "Il governo non si sottrae al confronto parlamentare". Entrando nel merito del conflitto, ha spiegato che questa è "una crisi tra le più complesse della storia recente" e che "servono responsabilità, lucidità e rapidità nelle decisioni". Precisa che l'Italia non intende entrare in guerra e assicura che ci saranno interventi contro le aziende che speculano contro i rincari energetici. Al Senato la risoluzione di maggioranza è stata approvata con 102 voti a favore, 66 contrari e un astenuto. Nella parte legata alla guerra, il documento impegna l'Italia a "condannare il ruolo destabilizzante dell'Iran in tutta la regione, esprimendo il suo pieno sostegno al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà". In serata via libera anche dall'Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier su Iran e Consiglio Ue: i sì sono stati 196, 122 i no e 3 gli astenuti.
Meloni: "Il governo non è complice di decisioni altrui"
"Qui non c'è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno isolato in Europa, né colpevole di conseguenze economiche che la crisi può avere su cittadini e imprese. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia dell'impegno portato avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi giorni", ha chiarito Meloni al Senato, risponendo alle critiche delle opposizioni. L'intervento della premier è arrivato a 12 giorni dall'inizio della guerra. Secondo i partiti di minoranza si è trattato di una scelta tardiva, tanto che hanno accusato a più riprese Meloni di "scappare" dal Parlamento e affidare le sue riflessioni a interviste o "monologhi" sui social. Alla Camera la premier ha anche aggiunto che "nelle grandi democrazie occidentali nessun capo del governo o presidente della Repubblica ad oggi è andato a confrontarsi in Parlamento su questa crisi", nemmeno quello che definisce "il campione della democrazia" Pedro Sánchez, spesso chiamato in causa in modo positivo dalle opposizioni.
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"Intervento Usa e Israele fuori dal diritto internazionale"
Meloni, nel suo intervento al Senato, ha sottolineato che, "è in questo contesto di crisi del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l'intervento americano e israeliano contro il regime iraniano". Dall'altro lato, la premier ha ricordato che "non possiamo permetterci un regime degli ayatollah in possesso dell'arma nucleare, unita a una capacità missilistica che potrebbe presto essere in grado di colpire direttamente l'Italia e l'Europa ancora di più".
Meloni al Pd: "Sì a Usa che ci liberano da nazifascismo ma no a intervento in Iran?"
Alla Camera, Meloni si è scagliata contro il Pd, accusandolo di elogiare gli americani quando "liberano l'Europa dal nazifascismo", ma di criticarli quando "liberano dalla dittatura altre parti del mondo". E ancora: "Viva i bombardamenti degli Stati uniti alla Serbia e la partecipazione italiana a quei bombardamenti senza passare in Parlamento, ma no agli interventi militari per fermare i massacri in Iran. Io non condivido questo strabismo", ha detto. Immediate le polemiche in Aula.
“Unico organismo competente per difendere diritto internazionale sarebbe Onu, ma ha problemi di efficacia”
Rispondendo alla Camera al deputato di Azione Matteo Richetti, che aveva detto come l'unica istituzione che può difendere il diritto internazionale sarebbe l'Unione europea, Meloni ha detto: “Io credo però che l'unico l'organismo che avrebbe la competenza di farlo sono le Nazioni unite, e su questo dovremmo essere d'accordo. Solo che lo sappiamo che c'è un problema di efficacia delle Nazioni unite". E ha ricordato "un ultimo caso, non meno grave" per criticarne il funzionamento: "Un mese dopo che il regime degli ayatollah ha massacrato migliaia di pacifici manifestanti in strada, le Nazioni unite hanno scelto un esponente del regime iraniano come vicepresidente della commissione che si occupa di lotta alla violenza”. Per questo servirebbe una riforma “seria” dell’Onu.
Meloni contro Pd e 5S: “Da voi solo propaganda a buon mercato”
La premier, per difendersi dalle opposizioni, ha anche detto che “quando nel 2020 al governo c'era Conte con alcuni ministri del Pd e gli Usa uccisero il generale iraniano Soleimani, allora nessuno, né Conte e neanche i ministri del Pd, disse che quella scelta era contraria al diritto internazionale e nessuno la condannò come chiedete di fare a me oggi”. E ha quindi aggiunto: “Sia chiaro quanta propaganda ci sia in quanto detto e quanta incoerenza. Io all'epoca dall'opposizione dissi che la situazione era complessa e che non meritava una tifoseria da stadio ma grande attenzione. Non definii Conte servo e vigliacco per un po' di propaganda a buon mercato, questa è la differenza fra chi è serio e chi è disposto a usare qualsiasi cosa per raggranellare consenso facile".
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Applauso bipartisan su strage bambine in Iran
Meloni ha ricordato al Senato la "strage delle bambine nel Sud dell'Iran", chiedendo che "si accertino le responsabilità". "Va preservata l'incolumità dei civili e dei bambini", ha sottolineato. Questo passaggio è stato l'unico che ha fatto nascere un applauso condiviso tra maggioranza e opposizioni.
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"Rimpatriati 25mila italiani"
Poi, sugli italiani in Medio Oriente, la Presidente del Consiglio ha specificato: "Dobbiamo completare l'azione di messa in sicurezza delle decine di migliaia di italiani e dare assistenza a chi è rimasto bloccato. Abbiamo organizzato voli e convogli che hanno permesso di rimpatriare finora oltre 25mila connazionali dando priorità a chi era in transito e a chi era in situazione in particolare fragilità. E desidero ringraziare in modo particolare tutte le nazioni del Golfo per il grande aiuto che ci hanno dato in questo frangente, così come il ministero degli Esteri, l'intelligence e la Protezione Civile per questo importantissimo lavoro".
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"Nessuna richiesta per basi Usa, in caso deciderà il Parlamento"
Meloni ha anche affrontato il tema delle basi americane presenti nel nostro Paese: "Dipendendo da accordi che sono sempre stati aggiornati da governi di ogni colore: nel caso in cui dovesse giungere la richiesta spetterebbe sempre al governo" prendere una decisione, "ma ribadisco che la decisione, in quel caso", sarebbe affidata "al Parlamento". "Anche il governo spagnolo", ha aggiunto la premier, "di cui tanto si parla, ha detto tramite il suo portavoce che 'esiste un accordo bilaterale tra Spagna e Stati Uniti, e al di fuori di quell'accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi spagnole'. Il che significa che l'accordo non viene messo in discussione e che non vengono messe in discussione tutte le attività che rientrano nell'accordo. È quello che sta facendo anche l'Italia, e francamente stupisce che questa scelta venga condannata in patria ed esaltata in Spagna dalle stesse, identiche, persone. Un po' di logica, da questo punto di vista, non guasterebbe".
"Avanti con raccordo con Francia, Germania e Uk"
Mentre sul coordinamento con gli altri Paesi, la premier ha spiegato di aver "promosso un coordinamento con Francia, Germania e Regno Unito. Con il Cancelliere Merz, il Primo Ministro Starmer e il Presidente Macron abbiamo avuto modo di sentirci più volte, in questi giorni, per condividere le valutazioni sull'evoluzione della crisi e coordinare le rispettive risposte nazionali, a fronte di ripercussioni globali sia sul piano economico che sul piano della sicurezza, inclusa quella energetica e alimentare. Siamo determinati a mantenere questo raccordo per calibrare tempestivamente le strategie comuni e non risparmiare alcuno sforzo, d'intesa con i partner regionali, nel favorire iniziative che riportino stabilità nell'area".
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"Stiamo fornendo assetti di difesa aerea ai Paesi del Golfo"
Mentre sugli aiuti ai Paesi del Golfo, colpiti dagli attacchi iraniani, Meloni ha spiegato che, "come già discusso in Parlamento, stiamo fornendo assetti di difesa aerea, così come hanno fatto gli altri principali Paesi europei - in particolare Regno Unito, Francia e Germania. E questo non soltanto perché si tratta di nazioni amiche e partner strategici dell'Italia, ma anche perché in quell'area sono presenti decine di migliaia di cittadini italiani che dobbiamo proteggere, senza contare che, nel Golfo, sono di stanza circa 2.000 soldati italiani".
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"Pronti ad aumentare tasse a chi specula sui carburanti"
E non è mancato un passaggio sulla crisi dei carburanti innescata dal conflitto. "Riguardo all'attuale aumento dei prezzi dei carburanti, il messaggio che voglio dare agli italiani, ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese, è: consiglio prudenza. Perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso, se necessario, recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili", ha detto la premier. Reduce dalla riunione del G7 che ha intervallato l'intervento al Senato da quello alla Camera, Meloni ha poi precisato che "tra le misure per contenere i prezzi energetici, l'Agenzia Internazionale per l'Energia ha appena annunciato di aver deciso all'unanimità di immettere sul mercato 400 milioni di barili di riserve strategiche".
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"Spetta a Israele garantire sicurezza dei soldati Unifil in Libano"
Mentre sul Libano, dove Israele negli ultimi giorni ha intensificato i raid, Meloni ha chiarito: "La situazione è delicata". E ha quindi spiegato di essersi sentita con il premier israeliano Netanyahu, manifestandogli "la contrarietà dell'Italia a qualsiasi escalation" fermo restando il diritto di Israele alla sua difesa "agli attacchi di Hezbollah". In Libano, ha continuato, "sono presenti oltre mille soldati italiani della missione Unifil. La sicurezza del personale va garantita in ogni momento, reiteriamo la richiesta ad Israele".
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"Sviluppare difesa Ue a 360 gradi"
Tornando poi sugli scenari da conflitto, la Presidente del Consiglio ha ribadito che "i fatti hanno confermato che la prontezza europea della difesa va sviluppata a 360 gradi", proteggendo sia il "fianco Est", sia "il fianco meridionale", che "non possiamo consentire sia perso di vista".
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La risoluzione di maggioranza
Tra gli impegni presi dalla maggioranza nella risoluzione, c'è anche quello più generale di "ribadire l'importanza di salvaguardare l'integrità e la sicurezza delle frontiere terrestri, aeree e marittime dell'Unione europea, e ad assicurare che esse siano efficacemente protette". Si punta poi a "sostenere e valorizzare, in tutte le sedi europee e internazionali, il ruolo fondamentale delle operazioni marittime difensive Aspides e Atalanta" e "a farsi promotore, in raccordo con le istituzioni europee e gli Stati membri, di un eventuale adattamento e rafforzamento di tali missioni, qualora la situazione sul terreno lo richiedesse".