Africa, Meloni in Etiopia: "L'Italia continuerà a essere un ponte privilegiato con Europa"
MondoLa premier è intervenuta alla riunione plenaria della 39° sessione ordinaria dell'Assemblea dei Capi di Stato e di governo dell'Unione Africana, ad Addis Abeba. "L'Italia non deluderà la fiducia dell'Unione africana", ha rimarcato Meloni, sottolineando che "l'Italia ha nel dna il dialogo e il rispetto per gli altri"
"L'Italia intende continuare a essere un ponte privilegiato tra l'Europa e Africa". Ad affermarlo è stata la premier Giorgia Meloni, intervenendo alla riunione plenaria della 39° sessione ordinaria dell'Assemblea dei Capi di Stato e di governo dell'Unione Africana, ad Addis Abeba in Etiopia. "Ho l'onore di guidare una nazione che ha nel suo dna caratteristiche che storicamente la rendono un partner rispettato: la propensione al dialogo, la capacità di discussione, il rispetto per gli altri prima di ogni cosa", ha rimarcato la presidente del Consiglio, definendo l'Italia come "una nazione che ha costruito parte della sua identità e della sua politica estera sul profondo significato della parola cooperazione".
Meloni: "L'Italia non deluderà la fiducia dell'Unione africana"
Nel corso del suo intervento ad Addis Abeba, Meloni ha poi rimarcato che "l'invito a partecipare all'Assemblea dei capi di Stato e di governo dell'Unione africana, il forum dove questa organizzazione discute le sue fondamentali scelte politiche e determina la direzione strategia del continente, è un riconoscimento che può solo rendere orgogliosa l'Italia". L'Italia, ha proseguito la premier, "lo accetta con rispetto e senso di responsabilità". Poi ha aggiunto: "È una dimostrazione di fiducia che non deluderemo". La vera cooperazione, secondo Meloni, "non vede mai un soggetto attivo e uno passivo, ma esiste solo in una relazione tra pari, una relazione nella quale le specificità di ciascuno sono indispensabili per raggiungere un obiettivo comune". E ancora: "Se guardi qualcuno dall'alto in basso, non puoi cooperare con lui. Se vuoi depredarne le risorse, non stai cooperando con lui. Anche se vuoi semplicemente fare beneficenza, non puoi chiamarla cooperazione, perché la cooperazione è un'altra cosa. E ciò che l'Italia vuole fare è cooperare".
Meloni: "Il Piano Mattei al servizio dell'agenda dell'Unione africana"
Nel corso delle dichiarazioni congiunte con il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali, Meloni ha poi parlato del Piano Mattei, concepito "non come un piano italiano per l'Africa, ma come il contributo dell'Italia alla vostra agenda, con un'attenzione particolare quest'anno ai progetti legati all'acqua", ha precisato la premier. Si tratta, secondo la presidente del Consiglio, "di una piattaforma aperta per mettere il nostro know how, le nostre tecnologie e i nostri investimenti al servizio degli obiettivi che l'Unione africana ha delineato nell'Agenda 2063, a partire dalla creazione di un'area di libero scambio continentale integrata e prospera". Poi ha aggiunto: "È un obiettivo ambizioso, che sosteniamo e che richiederà interconnessioni economiche efficienti, sicure e rapide per essere realizzato. Come il Corridoio di Lobito, la dorsale ferroviaria e infrastrutturale che collegherà i mercati africani a quelli globali e avvicinerà persone, idee ed economie". Un progetto che Meloni ha definito "strategico" e "che vede l'Italia in prima linea insieme agli Stati Uniti e all'Unione europea".
Meloni: "Per un'Africa davvero libera è cruciale affrontare il tema del debito"
Durante il suo discorso, la premier ha poi sottolineato l'importanza di "affrontare la questione del debito" per "costruire un'Africa veramente libera e capace di determinare il proprio destino". Poi ha precisato: "L'Italia ha deciso di lanciare un ampio programma di conversione del debito dei Paesi africani, che prevede, tra i punti principali, la trasformazione completa del debito dei Paesi più fragili e vulnerabili in investimenti, e il rafforzamento del contributo ai fondi Ida della Banca Mondiale". Poi ha aggiunto: "Allo stesso modo, abbiamo introdotto specifiche clausole di sospensione del debito nei nostri prestiti bilaterali, consentendo ai Paesi africani colpiti da eventi climatici estremi di liberare spazio fiscale per sostenere le proprie popolazioni e ricostruire le infrastrutture essenziali". Per Meloni, "sono scelte fondate sulla giustizia e sulla responsabilità, fondamentali per liberare risorse vitali per lo sviluppo e per garantire pace e prosperità, anche nelle aree del continente oggi più colpite da instabilità, insicurezza e gravi crisi umanitarie, come il vicino Sudan e la parte orientale della Repubblica Democratica del Congo".
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Piano Mattei, Meloni in Etiopia
Meloni: "Formazione e lavoro in Africa per garantire il diritto a non emigrare"
Secondo Meloni, "per garantire il diritto a non dover emigrare" è necessario "offrire opportunità concrete di formazione e lavoro, valorizzare il capitale umano e migliorare la qualità dell'istruzione, investire nelle competenze e nei sistemi educativi, creare partenariati industriali e joint venture capaci di generare occupazione stabile e di qualità nei territori". Poi ha rimarcato: "Questa è la nostra missione, che si sta traducendo nelle numerose iniziative che l'Italia sta promuovendo, anche insieme all'Unione africana. E ciò che vorrei vedere oggi, in questo luogo solenne dedicato a un altro grande figlio di un'Africa libera e orgogliosa, Nelson Mandela, è una grande alleanza tra noi per mettere formazione, ricerca, università e innovazione al centro del nostro impegno comune". Un'alleanza "volta non a sottrarre talenti, ma a moltiplicarli, costruendo un modello di sviluppo che rispetti le persone e valorizzi le diverse identità", ha aggiunto.
Meloni: "La Storia riprende a correre e l'Africa non è un capitolo marginale"
Nel corso del suo intervento, Meloni ha poi dichiarato che "si dice spesso, nelle tante analisi dei tempi difficili e complessi che stiamo vivendo, che la Storia abbia ripreso a correre. È vero. E io credo che oggi stia correndo qui. L'Africa non è un capitolo marginale di questa Storia, tutt'altro, e chi non comprende questo scenario rischia di restare indietro". Secondo la premier, si tratta di "un continente con mille peculiarità e mille esigenze, talvolta molto diverse tra loro. Un continente ricco di risorse, materie prime e terre coltivabili, che può contare su una forza decisiva nell'era della conoscenza: il capitale umano". Poi ha specificato: "Per questo l'Italia ha concentrato gran parte delle proprie energie su progetti di formazione per i giovani, anche nel campo dell'Intelligenza artificiale".