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Pacchetto Sicurezza, Meloni: “Ora approccio più duro”. Opposizioni all’attacco

Politica
Ansa/Ipa

Introduzione

Ieri è arrivato il via libera dal Cdm alla stretta sulla sicurezza, con i correttivi e le garanzie volute dal Quirinale: misure di prevenzione severe per arginare disordini ai cortei. Rafforzata la legittima difesa. Serve "un approccio più duro", dice la Meloni rivendicando le norme e puntando il dito contro quello che ha definito "un certo doppiopesismo della magistratura”. Salvini insiste sulla cauzione. Nordio: "Evitiamo le nuove Br”, ma le sue parole non piacciono all’opposizione: “Irresponsabile se evoca Brigate Rosse”.

Quello che devi sapere

La soddisfazione di Meloni

La premier Giorgia Meloni ha rivendicato, dopo due ore di Consiglio dei ministri, il nuovo pacchetto sicurezza, frutto di un serrato confronto preventivo con il Quirinale. Uno Stato che "non si gira dall'altra parte", difende "chi ci difende" e restituisce "sicurezza e libertà ai cittadini”, dice la presidente del Consiglio, che assicura: "Non misure spot ma un ulteriore tassello" della strategia dell'esecutivo, convinta che serva "un approccio più duro" sul tema. 

 

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L’attacco alla magistratura

Il nuovo approccio si rende necessario anche perché finora "un certo doppiopesismo della magistratura" ha reso "difficile" difendere i cittadini, aggiunge la premier. Si dice "indignata" per la scarcerazione di alcuni dei responsabili degli scontri di Torino. E ha preferito un'intervista tv alla conferenza stampa a Palazzo Chigi dove ha mandato i suoi ministri. Meloni ha difeso l'intero pacchetto, come ha chiesto di fare anche al resto del governo in Cdm. Assicura che non c'è alcuno "scudo penale". Semmai quello ce l'hanno avuto finora "i centri sociali" perché "scudo penale è quando qualsiasi cosa fai non ti succede niente". Da ora in poi invece, "non c'è più obbligo di iscrizione nel registro degli indagati quando è palese che ti sei difeso".

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Nordio: "Evitiamo le nuove Br”

Con il pacchetto sicurezza, sintetizza il ministro della Giustizia Carlo Nordio in conferenza stampa "cerchiamo, con un'attività di prevenzione, di evitare" che "si ripetano" i "tristi momenti" delle Brigate rosse. In Cdm il Guardasigilli ha spiegato a lungo lo "scudo penale", esortando a non chiamarlo così perché tale non è, chiarisce, perché varrà per tutti (e fa l'esempio dei medici) e "non dà impunità". Spiega anche l'utilità del registro alternativo a quello degli indagati (il "registrino" lo chiamano i ministri) altrimenti "il pm potrebbe fare accertamenti a vita".    

 

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Le parole di Piantedosi

Non si introducono norme "liberticide" garantisce Matteo Piantedosi, riferendosi a una delle novità più controverse, il fermo preventivo di 12 ore di cui, nella stesura finale, il magistrato deve essere informato e può decidere il rilascio immediato se mancano le condizioni. "C'è stata una proficua interlocuzione con il Colle, ci sono state giuste sottolineature ma il testo del fermo preventivo è sempre stato così", insiste Piantedosi, secondo cui nel giro di un paio di giorni il decreto andrà in Gazzetta ufficiale, entrando in vigore mentre gli occhi saranno puntati sulla sicurezza delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina.

 

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Le altre novità

Tra le novità del decreto le norme “anti-maranza” con la stretta sui coltelli e le multe a genitori ed esercenti, la stabilizzazione delle zone rosse con la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città, pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che torna procedibile d'ufficio. C'è il divieto di partecipare a manifestazioni per i condannati per terrorismo o lesioni agli agenti (e un'altra decina di reati gravi), e sanzioni pesanti per i cortei non autorizzati o che deviano dal percorso. Non c'è la cauzione che la Lega auspicava e che, avverte Salvini, il suo partito "porterà in Parlamento". Ma con le multe (fino anche a 20mila euro), è sicuro Piantedosi, "già si anticipa il concetto di responsabilizzare" chi organizza i cortei.   

Opposizioni all'attacco: "Nordio irresponsabile”

Le opposizioni sono invece andate all'attacco, con qualche distinguo, del nuovo pacchetto varato dal governo. Critiche pesanti verso Carlo Nordio che parla di misure per evitare il ritorno ai tempi delle Brigate rosse. Il decreto è un nuovo provvedimento di "propaganda e paura", accusa il Pd mentre per +Europa si tratta di "un salto di qualità illiberale" del governo.

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Conte e la stretta sui borseggiatori

Il leader M5s Giuseppe Conte, rimarca, tra le critiche, anche una nota positiva: la stretta su ladri e borseggiatori. "Apprendiamo da Giorgia Meloni - sottolinea il leader pentastellato - che dopo anni a dire 'no' alle proposte del M5S per colpire ladri e borseggiatori con la procedibilità d'ufficio senza querela, ora al governo si sono svegliati dal lungo sonno per inserire in un provvedimento quel che hanno sempre respinto in Parlamento. Buongiorno". Per il resto il presidente pentastellato si concentra in particolare sull'inefficacia delle misure varate. "Cercasi - ironizza - vere misure per la sicurezza nelle strade delle nostre città" mentre mancano investimenti per "aumentare gli agenti, i presidi e i controlli nelle strade". Un punto, questo, sul quale tutta l'opposizione concorda.

Pd contro Nordio

"La destra - sottolinea il capogruppo Dem in Senato Francesco Boccia - continua a confondere la forza dello Stato con l'ostentazione della repressione. La sicurezza si costruisce con investimenti, organici adeguati, formazione, prevenzione, presidio del territorio e rispetto pieno delle libertà costituzionali". "Grave e irresponsabile è poi l'uso delle parole. Evocare le Brigate Rosse come ha fatto il ministro Nordio - aggiunge - non è solo una forzatura storica: è un errore politico profondo".

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Bonelli: “Governo alza tensione”

"È da irresponsabili evocare il ritorno delle Brigate Rosse. Il governo lavora per alzare la tensione sociale nel Paese", accusa da Avs Angelo Bonelli. "Questo governo - calcola il deputato di Alleanza Verdi e sinistra - ha prodotto tre decreti sicurezza: 48 nuovi reati, 57 aggravanti e oltre 410 anni di carcere. Eppure i dati del Ministero dell'Interno dicono che la microcriminalità è aumentata. L'insicurezza è reale e si combatte potenziando le forze dell'ordine, garantendo stipendi dignitosi agli agenti e rafforzando investigazione e prevenzione, non con la propaganda penale". Per +Europa con il segretario Riccardo Magi, le nuove norme rappresentano un "salto di qualità nella visione scellerata che questo governo ha dei concetti di giustizia e sicurezza, ma anche di Stato nel suo rapporto con il potere, con i cittadini e con i diritti individuali".

 

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