Introduzione
Il fermo preventivo - distinto dalle misure cautelari disposte da un giudice dopo l'iscrizione di un capo d'imputazione - è poco diffuso in Europa, ma alcune legislazioni prevedono strumenti che, in forme diverse, consentono alla polizia di trattenere temporaneamente una persona per ragioni di sicurezza pubblica
Quello che devi sapere
Danimarca e Svezia
Copenaghen applica una forma di arresto preventivo chiamata forvaring, riservata ai recidivi responsabili di gravi reati violenti. Inoltre, la polizia può trattenere una persona fino a 12 ore senza autorizzazione giudiziaria nei casi in cui vi sia un rischio concreto per la sicurezza pubblica, come durante scontri o disordini. Fino al 2009 il limite era di 6 ore.
La normativa svedese prevede un fermo analogo, con possibilità di trattenimento fino a 24 ore.
Germania
Il fermo preventivo tedesco (polizeiliche vorläufige Festnahme), per molti aspetti simile a quello italiano, è disciplinato dal codice di procedura penale. Può essere disposto quando una persona è colta in flagranza, quando esiste un pericolo di fuga, quando l'identità non può essere accertata immediatamente o quando sussistono i presupposti per un mandato di arresto. Se non viene liberato, l'arrestato deve essere portato davanti al giudice competente senza indugio, e comunque entro il giorno successivo.
Spagna
La Spagna non prevede un fermo preventivo generalizzato per ragioni di ordine pubblico, come quello valutato dal governo italiano. La legge sulla sicurezza cittadina del 2015, nota come Ley Mordaza (Legge bavaglio) consente l'identificazione da parte degli agenti solo in presenza di indizi di partecipazione a un'infrazione o per prevenire un reato. Se l'identificazione non è possibile sul posto o la persona si rifiuta, può essere accompagnata in commissariato "ai soli fini identificativi", per un tempo strettamente necessario e comunque non superiore a 6 ore.
Regno Unito
Con il Police, Crime, Sentencing and Courts Act 2022 (Legge sulla polizia, la criminalita, le sentenze e i tribunali) e il Public Order Act 2023 (Legge sull'ordine pubblico), la polizia britannica ha ampliato i propri poteri di intervento sulle proteste. Le norme consentono arresti preventivi basati sul rischio di disordini, anche prima che una manifestazione inizi o si intensifichi, soprattutto in presenza di tattiche considerate estreme, come il locking-on (incatenarsi a strutture o luoghi pubblici).
Italia
Il governo punta a varare rapidamente un pacchetto sicurezza - composto da un decreto e da un disegno di legge - dopo gli episodi di violenza a Torino. Il nodo più delicato resta il fermo di prevenzione, su cui permangono dubbi di costituzionalità. Le prime bozze prevedevano un trattenimento fino a 12 ore, mentre la Lega propone un’estensione a 24-48 ore. Si valuta l'introduzione di un passaggio giurisdizionale per coinvolgere un magistrato. Tra le altre misure in discussione: "Scudo" per gli agenti, con una procedura che ritardi l'iscrizione nel registro degli indagati quando sia ravvisabile una causa di giustificazione; Cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni, proposta soprattutto dalla Lega, ma considerata di difficile applicazione e potenzialmente in contrasto con i principi costituzionali; Potenziamento del Dacur (divieto di accesso ai centri urbani), che presenta criticità operative segnalate anche dalle forze dell'ordine.
Il dibattito politico
La maggioranza è consapevole della necessità di evitare rilievi del Quirinale, bilanciando sicurezza e libertà di espressione. Forza Italia chiede norme "efficaci e armonizzate" con i principi del diritto italiano. Sul piano politico, Giorgia Meloni ha invitato le opposizioni a una collaborazione istituzionale, proponendo una risoluzione unitaria in vista dell'intervento del ministro dell'Interno in Parlamento. Le reazioni del centrosinistra, in particolare del M5S, restano fredde. La Lega continua a spingere per un pacchetto più ampio e ha convocato a Milano il Consiglio federale con il decreto sicurezza come primo punto all'ordine del giorno.
Il quadro europeo
La cornice europea mostra come il fermo preventivo non sia un unicum, ma assuma forme molto diverse da Paese a Paese. Ovunque, però, si cerca di trovare un equilibrio tra sicurezza pubblica e tutela delle libertà fondamentali, tema che continua a generare grande dibattito tra governi, giuristi e opinione pubblica.
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