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Pacchetto Sicurezza, dal fermo preventivo allo ‘scudo’ penale: le misure in arrivo

Politica
©Getty

Introduzione

Si è tenuta lunedì 2 febbraio la riunione annunciata dalla premier Giorgia Meloni, all’indomani degli scontri a Torino al corteo di Askatasuna, “per parlare delle minacce all'ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione”. La premier, che si è recata all’ospedale Le Molinette “per portare, a nome dell'Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri”, ha dunque aperto le porte all’arrivo di nuove misure per la sicurezza. Ma che cosa si sa finora delle novità in arrivo?

Quello che devi sapere

Cosa prevede il pacchetto sicurezza

Il pacchetto sulla sicurezza a cui sta lavorando l’esecutivo dovrebbe essere composto da un decreto legge e da un disegno di legge. L’idea del governo - con il Consigilio dei ministri atteso per giovedì pomeriggio - e della maggioranza parlamentare è quella di introdurre misure che vadano a intervenire sull’ordine pubblico, sulle manifestazioni, criminalità giovanile e immigrazione. Le misure in arrivo dovrebbero essere molte: dal fermo preventivo per bloccare i violenti prima che arrivino in piazza alla stretta sui coltelli per i minorenni, fino allo 'scudo' ma non solo per gli agenti, anche per tutti i cittadini, e alle zone rosse.
 

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Il fermo preventivo e il Daspo urbano

Sul tavolo c’è la possibilità per gli ufficiali e gli agenti di polizia di trattenere nei propri uffici, per un massimo di 12 ore, persone individuate durante i controlli preventivi in vista di manifestazioni e ritenute pericolose per il pacifico svolgimento dei cortei. Sempre in chiave ordine pubblico, il potenziamento del daspo urbano (Dacur) con l'estensione del divieto di accesso alle aree urbane a chi risulta denunciato o condannato per reati commessi durante le proteste di piazza. 

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La flagranza differita e lo ‘scudo’ penale

Le misure in arrivo, comunque, non dovrebbero fermarsi qui: ci sarebbe infatti anche l’ipotesi di arresto in flagranza differita nei confronti di chi compie danneggiamenti in occasione di manifestazioni. Tra i provvedimenti allo studio c’è anche lo 'scudo' penale ma per tutti, non solo per le forze dell'ordine, che preveda la non iscrizione nel registro degli indagati in presenza di "cause di giustificazione" in caso di reati. Dunque gli agenti non verrebbero più iscritti automaticamente nel registro degli indagati quando agiscono nell'adempimento del dovere o nell'uso legittimo delle armi. Per tutti i cittadini la misura si applicherebbe nei casi di legittima difesa.    

La “tolleranza zero” sui coltelli

E ancora, il governo lavora alla ‘tolleranza zero’ sui coltelli, con particolare attenzione ai minorenni con l'introduzione del divieto di vendita di lame agli under 18, anche online. La violazione è punita con la sanzione da 500 a 3mila euro, aumentata fino a un massimo di 12mila euro in caso di reiterazione. Verranno ampliati i reati per cui si può applicare l'ammonimento del questore nei confronti di ragazzi di età compresa tra 12 e 14 anni. In generale, si prevede il divieto assoluto di porto di coltelli con lama superiore a 5 centimetri e per tutti gli altri senza un giustificato motivo.

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L’istituzione delle ‘zone rosse’

Il pacchetto sicurezza in arrivo dovrebbe poi introdurre multe ai genitori che omettono di vigilare sui figli minori responsabili di atti di violenza. Si pensa infine di dare la possibilità, che oggi è prevista solo in casi eccezionali ed urgenti, ai prefetti di individuare delle 'zone rosse' in aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, dove non possono sostare soggetti segnalati dall'autorità giudiziaria per reati contro la persona, stupefacenti o per il porto di armi.

Le posizioni della politica

Sul pacchetto sicurezza - al termine del vertice a Palazzo Chigi a cui hanno partecipato la premier, Tajani e Salvini, i ministri di Interno, Giustizia e Difesa, e i vertici delle forze dell'ordine - Giorgia Meloni ha lanciato un appello alle opposizioni: “Anche alla luce delle dichiarazioni della segretaria del Pd Elly Schlein”, ha detto la presidente del Consiglio, l’invito è quello di una “stretta collaborazione istituzionale” con la proposta di presentare "una risoluzione unitaria" da votare in Parlamento. Le risposte del centrosinistra sono state però fredde. Il presidente del M5s, Giuseppe Conte, ha scritto: “Il Governo adesso vuole davvero ascoltare le nostre proposte? È davvero disponibile a fare le cose con serietà e responsabilità senza approfittare del singolo episodio per tattiche strumentali? Se sì, noi ci stiamo e siamo disponibili a verificarlo". Mentre il Pd ha dichiarato di aver “già chiesto attraverso la sua segretaria Elly Schlein di non fare strumentalizzazione politica su questo tema, ma se il Governo intende approvare già mercoledì nuove misure già annunciate e propagandate in queste settimane, su di esse ci confronteremo nella sede opportuna che è il Parlamento, attraverso l'esame di un provvedimento di legge". 

 

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Quando arriverà il pacchetto sicurezza

In ogni caso, l’attesa per le nuove norme non sarà lunga: secondo quanto trapelato finora si terrà giovedì pomeriggio alle 17 - e non mercoledì come inizialmente programmato - il prossimo Consiglio dei ministri. Sul tavolo, come emerso anche dalla riunione di governo di lunedì a Palazzo Chigi con Giorgia Meloni, dovrebbe arrivare proprio il nuovo pacchetto sicurezza, che come detto dovrebbe contare un decreto legge e un disegno di legge.

 

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