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Legge Bilancio, via libera definitivo della Camera. Meloni: "Manovra seria e responsabile"

Politica
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In Aula a Montecitorio ieri il testo blindato ha ricevuto la conferma della fiducia chiesta dal governo. Poi la seduta notturna con l'esame degli ordini del giorno. L’Assemblea è tornata a riunirsi stamattina per le dichiarazioni di voto, con il via libera arrivato con 216 sì

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Via libera della Camera alla Manovra per il 2026 con 216 sì. I voti contrari sono stati 126, gli astenuti 3. Si tratta dell'ok definitivo da parte del Parlamento alla legge di Bilancio. Ieri in serata il testo blindato aveva ricevuto la conferma della fiducia chiesta dal governo. I voti favorevoli sono stati 219, i voti contrari 125. Subito dopo sono cominciate le votazioni sullo stato di previsione e, a seguire, l'esame degli ordini del giorno, oltre 200. La seduta è proseguita in notturna e si è prolungata fino circa alle 6 di questa mattina. Nelle dichiarazioni di voto odierne, la segretaria del Pd Elly Schlein è stata molto critica: "Una manovra che non affronta le prime preoccupazioni degli italiani è sbagliata, è una manovra di austerità, che prevede la crescita zero". Sui banchi del governo erano presenti, tra gli altri, i ministri Giancarlo Giorgetti, Antonio Tajani, Carlo Nordio, Luca Ciriani e il viceministro Maurizio Leo (TUTTE LE MISURE PREVISTEDOMANDE E RISPOSTE SULLA MANOVRA).

Meloni: “Manovra seria e responsabile con limitate risorse”

Dopo il via libera, la premier Giorgia Meloni ha scritto sui social: “Il Parlamento ha approvato la Legge di Bilancio 2026. È una manovra seria e responsabile, costruita in un contesto complesso, che concentra le limitate risorse a disposizione su alcune priorità fondamentali: famiglie, lavoro, imprese e sanità. Proseguiamo nel percorso di riduzione dell'IRPEF per il ceto medio, nel sostegno alla natalità e al lavoro, nel rafforzamento della sanità pubblica e nel supporto a chi investe, produce e crea occupazione. Abbiamo lavorato per rendere strutturali misure già avviate e per rafforzare quelle che incidono realmente sulla vita quotidiana degli italiani, mantenendo fede agli impegni assunti. Un altro passo avanti per dare certezze alla Nazione e continuare a costruire un'Italia più solida, competitiva e capace di guardare al futuro con fiducia”.

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Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha invece detto: "Il punto fondamentale di questa manovra è una cosa di cui si è parlato per tanto tempo ma di cui si è parlato pochissimo in Aula: di fatto abbiamo detassato gli aumenti contrattuali, oltre ad aver chiuso tutti i contratti pubblici da anni fermi; questo significa aumenti concreti dei salari e degli stipendi dei lavoratori dipendenti. Una cosa che ci chiedevano sia i sindacati che i datori di lavoro. L'abbiamo fatta, mi dispiace che se ne parli pochissimo. Tassare al 5% gli aumenti contrattuali e all'1% i salari di produttività credo che sia un segnale importantissimo”.

Giorgetti: “Stop aumento età pensionabile già dal 2027 se possibile”

Il titolare del Mef ha poi aggiunto che “sulle pensioni qui dicono che abbiamo allungato l'età pensionabile, in realtà l'intervento del governo ha ridotto di due mesi nel 2027 l'aumento dell'età pensionabile perché in automatico sarebbe aumentata di tre mesi. Naturalmente nel corso del 2026 se le cose continueranno ad andare bene sui conti pubblici come fino ad oggi cercheremo anche di ridurre quel mese in più che partirebbe dal 2027”.

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"Sulla spesa per le armi, noi non abbiamo tolto un euro in questa legge di bilancio alla spesa sociale per destinarlo alla spesa per le armi”, ha detto ancora il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti parlando alla Camera. "Il dibattito sulla spesa per la difesa ci sarà dalla prossima primavera quando e se usciremo dalla procedura di infrazione", ha aggiunto, precisando che, prima l'Italia deve "andare sotto il 3%: non è affatto scontato che questo avvenga, ma è naturalmente il mio auspicio". A quel punto, ha spiegato Giorgetti, "valuteremo se chiedere la deroga per l'aumento della spesa per la difesa in modo da non toccare in alcun modo le spese destinate a sanità, scuola, istruzione".

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I nodi irrisolti

Molti dei nodi che hanno caratterizzato tutto l'esame parlamentare sembrano non essere sciolti e destinati a riversarsi anche nei prossimi mesi. A partire da quello delle pensioni che resta un capitolo aperto, soprattutto per la Lega. Che mette nero su bianco in un ordine del giorno la richiesta di sterilizzare l'innalzamento dell'età pensionabile che scatta dal 2027. "La Lega chiede di ridurlo ulteriormente, vedremo durante il 2026", dice il ministro Giancarlo Giorgetti. Del resto, aggiunge il titolare del Tesoro, l'aver previsto in manovra una gradualità dello scalino è stato "coperto con oltre un miliardo". Sempre il Carroccio chiede, via ordini del giorno, anche di valutare un ritorno alla flat tax incrementale e a quella per i giovani under 30 e under 35. Per quanto riguarda Forza Italia l'obiettivo resta il sostegno ai ceti medi. Il prossimo anno, sottolinea il leader Antonio Tajani vogliamo "continuare la riduzione della pressione fiscale: dobbiamo allargare la base dell'Irpef almeno a 60mila e continuare ad abbassare la pressione fiscale e cercare di avere stipendi più ricchi". Un obiettivo, il primo, sul quale il Mef non chiude.

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