Il sostituto procuratore presso la Direzione nazionale antimafia sostiene Nicola Gratteri senza se e senza ma. Il referendum sulla giustizia si avvicina e lo scontro tra magistratura e politica continua
Il magistrato Nino Di Matteo ha espresso il suo punto di vista sul Referendum durante una delle presentazioni di “Perché No – Guida al Referendum su magistratura e politica in poche e semplici parole”, il nuovo libro del Direttore de Il fatto quotidiano Marco Travaglio. La sua posizione non lascia spazio ad interpretazioni: voterà no. “Chi ha proposto la riforma denigra la magistratura. Quando ci bombardano di giudizi negativi ci delegittimano agli occhi del popolo” ha sottolineato durante il dibattito.
Di Matteo: “La mafia ha bisogno che agli occhi del popolo la magistratura risulti delegittimata”
Il nuovo intervento del sostituto procuratore nazionale potrebbe riaccendere le polemiche montate lo scorso mese in merito alla votazione del Referendum sulla Giustizia prevista per il 22-23 marzo. “A coloro i quali cercano di strumentalizzare il mio pensiero – ha sottolineato Di Matteo rispondendo al Ministro della Giustizia Nordio - voglio precisare che, proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno, oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa riforma costituzionale, invece di risolvere il problema, finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un controllo politico sul Csm e sull’intera magistratura”.
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Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, all’inizio dello scorso mese aveva usato le stesse parole di Di Matteo e questo aveva causato indignazione e sgomento da parte di tutto il centrodestra: “Voteranno per il sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente". Il ministro della Giustizia Carlo Nordio – cercando di screditare la posizione di Gratteri - aveva ironizzato: “Mi chiedo se l'esame psico-attitudinale che abbiamo proposto per l'inizio della carriera dei magistrati non sia necessario anche per la fine della carriera".