Faccia a faccia a Palermo sulla riforma tra il ministro, che rivendica interventi già avviati, e il leader M5S, che denuncia un tentativo di controllare la magistratura. Il confronto si è sviluppato anche sulle nomine e sull'autonomia dei pm. Il guardasigilli difende la formazione dei pubblici ministeri. In mattinata tensioni anche dopo le parole del procuratore Gratteri sulla geografia giudiziaria, cui si aggiungono le valutazioni di Tajani, che difende la riforma e nega intenti di scontro con la magistratura
"Quando avremo vinto apriremo un confronto con il mondo dell'avvocatura, i magistrati e il mondo accademico per la fase delle leggi di attuazione". Il ministro della Giustizia Carlo Nordio lo annuncia durante il confronto sul referendum sulla giustizia a Palermo, moderato dall'avvocato Raffaele Bonsignore e condiviso con il leader del M5S Giuseppe Conte. Nordio precisa che la riforma "non impedisce affatto la possibilità di ricorrere in Cassazione contro le decisioni disciplinari" e assicura che "in sede di confronto ci sarà ampia possibilità di discussione". Poi aggiunge: "Finora non c’è stato perché alla notizia della riforma l'Anm ha risposto con lo sciopero". Conte replica duramente: "Perché non l'avete fatto in Parlamento il confronto con le opposizioni invece di blindare la riforma? Ora ci volete far credere che in fase attuativa, semmai dovesse vincere il sì al referendum, vi confronterete con le opposizioni?". Per il leader M5S, "questa riforma non garantisce l'efficienza, voi volete solo una giustizia addomesticata".
Le accuse reciproche nel confronto di Palermo
Nel confronto di Palermo, il ministro Carlo Nordio ha respinto l'idea che la riforma miri a indebolire la magistratura: "Non ho mai avuto intenzione di umiliare la magistratura. E non abbiamo toccato e non toccheremo la norma che stabilisce che il pm dispone della polizia giudiziaria. Qui si fa il processo alle intenzioni". Il ministro ha poi insistito sulla necessità di una formazione più solida per i pubblici ministeri: "Poiché il pm è capo della polizia giudiziaria, deve essere preparato. Oggi ti trovi a 26 anni a dare direttive a un colonnello senza avere la preparazione: non esiste una scuola di tecnica delle indagini".
Giuseppe Conte ha replicato con durezza, accusando il governo di voler condizionare l'autonomia dei magistrati: "Non credete alle chiacchiere: avremo una componente togata maggioritaria disarticolata e una componente laica attrezzatissima con un mandato politico per influenzare nomine e trasferimenti. Al pm che indaga sulla Santanché chi glielo farà fare di rovinarsi la carriera? È il mondo delle favole".
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Conte: "Disegno di politica criminale"
Conte ha poi ampliato le critiche: "State realizzando un disegno di politica criminale fin dall'inizio. Ricordo la legge sui rave, poi modificata dopo gli errori. Avete inasprito decine di pene, eliminato l'abuso d'ufficio, ridimensionato il traffico di influenze, e lei ministro Nordio ha fatto una crociata contro le intercettazioni". Il leader M5S ha contestato anche l'impianto costituzionale della riforma: "Se l'obiettivo fosse stata la separazione delle carriere bastava una norma ordinaria. Invece avete modificato sette articoli della Costituzione per costruire due Csm e una sola Alta Corte e soprattutto per disarticolare la magistratura".
Nordio: "Con nostra riforma elevata l'indipendenza del pm"
Nordio ha ribattuto rivendicando l'impianto del testo: "Noi abbiamo elevato l'indipendenza del pm perché l'attuale articolo 107 della Costituzione prevede che la sua figura sia disciplinata da legge ordinaria. Con la riforma ne abbiamo enfatizzato la autonomia. Ma forse chi è contrario alla riforma non ha letto bene il nostro testo".
Nordio: "Gratteri non assume pacatezza chiesta da Mattarella"
In mattinata un'altra polemica sulla giustizia era sorta dalle parole di Gratteri. "Siamo rammaricati per questa ennesima sterile polemica che non asseconda quel clima di pacatezza e razionalità giustamente invocato dal Presidente della Repubblica". Con queste parole il ministro della Giustizia Carlo Nordio interviene dopo le dichiarazioni del procuratore Nicola Gratteri sull'efficienza del sistema giudiziario. Nordio sottolinea come il governo abbia già avviato interventi strutturali: "oltre alla copertura della piante organiche della magistratura, abbiamo provveduto al potenziamento delle strutture amministrative attraverso la stabilizzazione di circa 10.000 addetti all'Ufficio del processo, a suo tempo assunti a tempo determinato". Il Guardasigilli ricorda inoltre la regolarizzazione della posizione dei giudici onorari finora "privi di garanzie salariali e previdenziali" e l'assunzione di circa 20.000 addetti alle funzioni amministrative dal 2022 a oggi.
Gratteri: "Chiudere i piccoli tribunali, non riaprirli"
Di segno opposto la valutazione del procuratore di Napoli Gratteri, che a margine dell'inaugurazione dell'anno formativo della Scuola Superiore della Magistratura indica le priorità per migliorare la giustizia: "Bisognerebbe coprire tutte le scoperture e rivedere la geografia giudiziaria, anziché riaprire tribunali, come nel caso di Bassano del Grappa, sarebbe necessario chiudere quelli troppo piccoli, perché non funzionano bene". Gratteri insiste sulla necessità di accorpamenti: "Ogni nuovo ufficio giudiziario comporta un procuratore e una struttura amministrativa. Bisogna fare sinergia, altrimenti saranno sempre più in difficoltà". Il procuratore cita anche la proposta di riforma del codice di procedura penale: "Se un'ordinanza di custodia cautelare dovrà essere valutata da tre giudici, nei piccoli tribunali si creerà un livello di incompatibilità ingestibile". Secondo Gratteri, questo genererà una catena di richieste di applicazione di magistrati da altri uffici "che però vivono gli stessi problemi: sarà come il cane che si morde la coda".
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La replica di Nordio: "I numeri ci danno ragione"
Nordio risponde immediatamente: "Prendo atto delle dichiarazioni del procuratore Gratteri. Rilevo che, per la prima volta da mezzo secolo, stiamo colmando gli organici della magistratura con sei concorsi, alcuni già definiti". Il ministro afferma che entro fine anno saranno in servizio 10.853 magistrati, "che contribuiranno ad accelerare la definizione dei processi. I nostri numeri lo smentiscono ancora una volta".
Tajani: "La riforma non è contro la magistratura"
Nel dibattito interviene anche il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che collega la questione alla campagna referendaria: "Dovremo spiegare che questa riforma serve a cambiare l'Italia, non a indebolire la magistratura né a rafforzare il governo". Tajani ribadisce il rispetto per la funzione giudiziaria: "Possiamo criticare qualche magistrato politicizzato, ma non stiamo facendo la guerra ai magistrati. La partita non è sul governo, è sull'Italia".