Nuova polemica sulla giustizia, con il ministro Nordio che respinge le critiche del procuratore Gratteri e rivendica gli interventi su organici e uffici giudiziari. Al confronto si aggiunge anche Antonio Tajani, che difende la riforma e nega qualsiasi intento di scontro con la magistratura
"Siamo rammaricati per questa ennesima sterile polemica che non asseconda quel clima di pacatezza e razionalità giustamente invocato dal Presidente della Repubblica". Con queste parole il ministro della Giustizia Carlo Nordio interviene dopo le dichiarazioni del procuratore Nicola Gratteri sull'efficienza del sistema giudiziario. Nordio sottolinea come il governo abbia già avviato interventi strutturali: "oltre alla copertura della piante organiche della magistratura, abbiamo provveduto al potenziamento delle strutture amministrative attraverso la stabilizzazione di circa 10.000 addetti all'Ufficio del processo, a suo tempo assunti a tempo determinato". Il Guardasigilli ricorda inoltre la regolarizzazione della posizione dei giudici onorari finora "privi di garanzie salariali e previdenziali" e l'assunzione di circa 20.000 addetti alle funzioni amministrative dal 2022 a oggi.
Gratteri: "Chiudere i piccoli tribunali, non riaprirli"
Di segno opposto la valutazione del procuratore di Napoli Gratteri, che a margine dell'inaugurazione dell'anno formativo della Scuola Superiore della Magistratura indica le priorità per migliorare la giustizia: "Bisognerebbe coprire tutte le scoperture e rivedere la geografia giudiziaria, anziché riaprire tribunali, come nel caso di Bassano del Grappa, sarebbe necessario chiudere quelli troppo piccoli, perché non funzionano bene". Gratteri insiste sulla necessità di accorpamenti: "Ogni nuovo ufficio giudiziario comporta un procuratore e una struttura amministrativa. Bisogna fare sinergia, altrimenti saranno sempre più in difficoltà". Il procuratore cita anche la proposta di riforma del codice di procedura penale: "Se un'ordinanza di custodia cautelare dovrà essere valutata da tre giudici, nei piccoli tribunali si creerà un livello di incompatibilità ingestibile". Secondo Gratteri, questo genererà una catena di richieste di applicazione di magistrati da altri uffici "che però vivono gli stessi problemi: sarà come il cane che si morde la coda".
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La replica di Nordio: "I numeri ci danno ragione"
Nordio risponde immediatamente: "Prendo atto delle dichiarazioni del procuratore Gratteri. Rilevo che, per la prima volta da mezzo secolo, stiamo colmando gli organici della magistratura con sei concorsi, alcuni già definiti". Il ministro afferma che entro fine anno saranno in servizio 10.853 magistrati, "che contribuiranno ad accelerare la definizione dei processi. I nostri numeri lo smentiscono ancora una volta".
Tajani: "La riforma non è contro la magistratura"
Nel dibattito interviene anche il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che collega la questione alla campagna referendaria: "Dovremo spiegare che questa riforma serve a cambiare l'Italia, non a indebolire la magistratura né a rafforzare il governo". Tajani ribadisce il rispetto per la funzione giudiziaria: "Possiamo criticare qualche magistrato politicizzato, ma non stiamo facendo la guerra ai magistrati. La partita non è sul governo, è sull'Italia".