Manovra, governo pone fiducia sul testo al Senato. Salta norma su lavoratori sottopagati
PoliticaIntroduzione
Il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha posto, in Aula al Senato, la fiducia sul maxiemendamento "interamente sostitutivo" alla Manovra. La Legge di Bilancio è approdata il 22 dicembre, a Palazzo Madama, dopo il via libera della Commissione Bilancio. Fissata poi una nuova riunione, sempre della Commissione, nella mattinata di martedì 23 dicembre. Dovrebbero saltare dal testo - si apprende da fonti parlamentari di Palazzo Madama - almeno cinque norme, e tra queste ci
sarebbe anche l'emendamento che concedeva uno 'scudo' ai datori di lavoro
che non hanno corrisposto un salario equo ai lavoratori, anche in caso di
condanna ai sensi dell'articolo 36 della Costituzione.
Una volta superato il voto del Senato, la Manovra verrà immediatamente trasmessa alla Camera dei Deputati. A Montecitorio la discussione generale inizierà il 28 dicembre, mentre il giorno successivo il governo porrà la questione di fiducia sul testo. La votazione finale è prevista per martedì 30. Entro il 31 dicembre deve avvenire l'approvazione definitiva, altrimenti scatta l'esercizio provvisorio, una condizione che il governo punta a evitare.
"Sono soddisfatto. È come arrivare in vetta, il sentiero è tortuoso ma l'importante e arrivare in vetta, non c'è un'altra strada", aveva detto in mattinata il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. "Della nostra prudenza beneficeranno i governi futuri", ha poi aggiunto, intervenendo al Senato al termine della discussione generale.
Quello che devi sapere
Salta norma su lavoratori sottopagati
Usciranno dalla Manovra, secondo quanto è trapelato nella serata del 22 dicembre, cinque misure. Tra queste, anche la norma che consentiva agli imprenditori che, sulla base di quanto stabilito dai giudici, non avevano pagato adeguatamente i propri lavoratori, di non corrispondere gli arretrati. Sempre secondo quanto si apprende, le misure dovrebbero uscire il 23 dicembre dal maxi-emendamento.
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Le norme in uscita
In uscita anche:
- la norma sulla inconferibilità di incarichi nelle amministrazioni statali, regionali o locali a soggetti provenienti da enti di diritto privato regolati o finanziati dalle stesse,
- e quella che riduce da 3 anni a 1 anno il divieto di svolgere, alla cessazione del rapporto di lavoro, attività professionale presso soggetti privati destinatari dell'attività della Pubblica Amministrazione presso la quale sono stati ricoperti incarichi che comportano poteri negoziali.
- Verso lo stralcio anche le disposizioni in materia di magistrati fuori ruolo, tra cui la riduzione da 10 a 4 anni dell'anzianità di servizio per poter essere autorizzati al collocamento fuori ruolo e l'emendamento sulla revisione della disciplina del personale della Covip.
Iperammortamento per le imprese
Nel testo approvato in Commissione viene sottolineato che sarà riconosciuto fino al 30 settembre 2028 l'iperammortamento per gli investimenti delle imprese in beni strumentali. La misura è maggiorata del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro, e nella misura del 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro in relazione "agli investimenti in beni prodotti in uno degli Stati membri dell'Unione europea" o in Stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo, effettuati dall'1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Rientrano anche altre misure per le aziende: arrivano 1,3 miliardi per il credito d'imposta Transizione 4.0, i cui fondi sono andati esauriti, e 532,64 milioni sono per le aziende che hanno fatto domanda per il credito d'imposta per la Zes unica.
Oltre 300 contratti a termine per garantire Patto su migrazioni
Un altro emendamento approvato in Commissione prevede assunzioni con contratti a termine di 240 funzionari e 77 assistenti da aprile per assicurare l'attivazione di 24 sezioni aggiuntive per il riconoscimento della protezione internazionale e, dunque, per garantire quanto previsto dal Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, adottato dall'Unione europea il 14 maggio 2024. La misura "è in deroga ai limiti di spesa previsti e ha una soglia di spesa di 14,61 milioni per il 2026", si legge nel dossier del servizio studi del Parlamento.
Nelle grandi città casa fuori da Isee fino a 200mila euro
Tetto più alto, a 200mila euro, del valore della casa per l'esclusione dall'Isee per le abitazioni che si trovano nei comuni capoluogo delle aree metropolitane. È quanto prevede una modifica alla Manovra approvata in commissione Bilancio al Senato. La Legge di bilancio già eleva da 52.500 euro a 91.500 euro il limite del valore dell'abitazione escluso dal computo, incrementandolo di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. In sede di conversione è stato poi aggiunto l'ulteriore innalzamento del tetto a 200mila euro per i nuclei residenti nelle città metropolitane (Roma Capitale, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Cagliari, Catania, Messina, Palermo, Sassari).
Pensioni, stretta sull'anticipo
Non si potrà andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare. Viene cancellata, infatti, la possibilità, in vigore dal 2025, di computare, su richiesta, anche il valore di una o più rendite di forme pensionistiche di previdenza complementare per il raggiungimento degli importi mensili richiesti per accedere alla pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi e se si è pienamente nel regime contributivo.
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Tagli per i lavoratori precoci e usuranti
Aumentano ulteriormente i tagli all'anticipo pensionistico per i lavoratori precoci. L'emendamento del governo alla Manovra aumenta i tagli di 50 milioni nel 2033 e di 100 milioni dal 2034. Previsti tagli pari a 40 milioni annui dal 2033 anche al Fondo per il pensionamento anticipato per i lavoratori impegnati in mansioni usuranti: così il fondo a disposizione passa da 233 a 194 milioni.
Novità per il Tfr
Si estende la platea delle aziende che dovranno conferire il Tfr al fondo Inps. Nel biennio 2026-2027 quelle che hanno raggiunto i 60 dipendenti dovranno attenersi a questa misura e successivamente lo dovranno fare tutte quelle con 50 dipendenti. Dal 2032 verranno toccate anche quelle più piccole con 40 dipendenti. Torna anche il meccanismo di adesione automatico alla previdenza complementare per tutti i neo assunti che scatterà da luglio. Ci saranno, comunque, 60 giorni per comunicare una decisione diversa.
La detassazione dei contratti
L'aliquota agevolata per la tassazione degli incrementi contrattuali resta al 5% come previsto in Manovra ma riguarderà i redditi fino a 33mila euro e i rinnovi effettuati anche nel 2024 e non solo nel 2025 e nel 2026.
La rottamazione quinquies
Via libera alla rottamazione quinquies senza l'ampliamento chiesto dalla Lega. Che però incassa una modifica dei tassi di interesse sulle rate: dal 4% scendono al 3%. Potranno essere estinte le cartelle tra il primo gennaio 2000 e il 2023, derivanti dall'omesso versamento di imposte o contributi previdenziali. Dura 9 anni con 54 rate bimestrali.
Le assicurazioni
Con l’emendamento del governo rientra un secondo contributo chiesto alle assicurazioni: si tratta di 1,3 miliardi attraverso il versamento a titolo di acconto dell'85% del contributo sul premio delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti dovuto per l'anno precedente.
Ponte sullo Stretto
Sono rifinanziati, con complessivi 780 milioni nel 2032 e 2033, gli stanziamenti per il Ponte sullo Stretto di Messina.
Il Piano Casa
Calano rispetto a quanto inizialmente previsto le risorse: per il 2026 arrivano 110 milioni, altri 100 per il 2027, a fronte di complessivi 300 per il biennio inizialmente previsti.
Farmaci innovativi, meno fondi
Scende di 140 milioni, dal prossimo anno, il Fondo di oltre 1 miliardo per i farmaci innovativi. Il taglio è previsto a copertura della misura che prevede dal 2026 un ulteriore aumento del tetto della spesa farmaceutica il prossimo anno passando dallo 0,2 allo 0,3%.
Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione
Sul fronte dei tagli, oltre alla sforbiciata di 10 milioni per la Rai, viene colpito anche il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, con le risorse ridotte di 300 milioni di euro per il 2026 e di 100 milioni per ciascuno degli anni 2027 е 2028.
Pd: "Emendamento blitz reintroduce la caccia selvaggia"
Il Pd accusa la maggioranza di "riesumare il ddl caccia selvaggia con un ennesimo emendamento alla Legge di Bilancio, cambia ancora la legge 157 che tutela la fauna selvatica e regola l'attività venatoria. E lo fa a colpi di blitz e forzature, chinata com'è alle assurde richieste della lobby armiero-venatoria". Lo affermano le deputate Eleonora Evi e Patrizia Prestipino. "Così si regalano biodiversità e natura alla caccia privata, consentendo alle aziende faunistico venatorie di operare a fini di lucro e trasformandole in un vero e proprio parco giochi per ricchi per sparare a piacimento, aziende per il divertimento di figli dei potenti come Trump jr, mentre le aree protette sono sempre più derubricate, lottizzate e sempre meno finanziate nonostante la loro prioritaria funzione di conservazione e tutela della biodiversità", concludono.
Anas fuori da Fs
Non un emendamento ma un ordine del giorno della Lega impegna il governo a dare attuazione all'uscita di Anas da Ferrovie dello Stato con il ritorno al ministero dell'economia. Il trasferimento 'senza corrispettivo' al Mef delle azioni di Anas sarà sancito dopo l'approvazione del bilancio 2025 di Fs, previa delibera dell'assemblea degli azionisti di Fs.
Spoil system e Authority
Un emendamento approvato prevede per le Authority la possibilità di risoluzione "di diritto" dei contratti subordinati a tempo determinato di personale di livello dirigenziale ed inquadrato con la qualifica almeno di direttore o equivalenti" nel caso di "processi di riorganizzazione della struttura organizzativa" anche di singoli servizi, uffici o divisioni.
Fondi per studi sull’attività russa
E in un momento storico di grande tensione con la Russia di Vladimir Putin, "per tutelare gli interessi nazionali", in Manovra è stanziato "un contributo di 200.000 euro" per ciascuno degli anni 2026 e 2027 in favore della Fondazione Med-Or per ricerche, studi e pubblicazioni "sull'attività di influenza russa" in Europa e in Nord Africa, con particolare riferimento "ai rischi militari, alle azioni di sabotaggio delle infrastrutture critiche, alle interferenze nei processi elettorali e all'infiltrazione nel sistema politico e mediatico". Sempre in ottica sicurezza, dal 2026 vengono stanziati 4,7 milioni di euro in più all'anno per "rafforzare e stabilizzare il contingente del personale dell'Arma dei Carabinieri in servizio di sorveglianza e scorta presso le sedi estere".
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Giorgetti: "Rivendico tassa sui pacchi"
Mentre sulla tassa sui pacchi, il ministro dell'Economia, Giorgetti, intervenendo al Senato il 22 dicembre, in replica alla discussione generale sulla Manovra, ha spiegato: "Ci sono anche i negozi fatti da persone, uomini e donne che di fronte a questa concorrenza non fair sono costretti a chiudere". "Si è detto che sia una maggior tassazione a carico dei consumatori: no. Qualcuno anche in Europa ha capito che se non si faceva nulla, l'overcapacity di alcuni paesi asiatici, con l'invasione di questi piccoli pacchi avrebbe distrutto anche con riflessi economici e sociali la rete del commercio. Non è solo una politica fiscale, io la rivendico, sono tra quelli che in Europa l'ha proposta".
Giorgetti in Senato: "Parlamento perde centralità"
"I Parlamenti sono nati per approvare i bilanci e alcuni grandi democrazie europee non sono in grado di approvare il bilancio e anche l'iter di approvazione nel parlamento italiano - ve lo dice uno che ne ha visti tanti - è andato via via perdendo la centralità, la dimensione che dovrebbe essere propria, con di fatto un monocameralismo che constatiamo da diversi anni: questo dovrebbe interrogare tutti noi su come le democrazie parlamentari dovrebbero aggiornarsi per essere al passo coi tempi e mantenere le prerogative per cui sono nate", ha detto ancora Giorgetti nel suo intervento al Senato.
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