Crisi di governo, l'appello di Franceschini: "Moderati ed europeisti si uniscano a noi"

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Intervistato da Repubblica, il ministro ai Beni culturali commenta il voto al Senato con cui il premier ha incassato la fiducia: "Una crisi sarebbe stata un salto nel buio per l'Italia". Ma ricorda: quello di palazzo Madama va visto come "un punto di partenza". Ora l'obiettivo è "allargare la maggioranza a tutti i moderati che stanno con grande disagio in una alleanza a guida Salvini e Meloni, per sostenere una linea europeista e approvare una legge proporzionale che liberi il Paese da alleanze forzate"

"Una crisi sarebbe stata un salto nel buio per l'Italia". A sostenerlo è il ministro per i Beni culturali e capodelegazione del Pd, Dario Franceschini, in un'intervista a Repubblica. Dopo il voto del Senato, dove il premier Conte ha ottenuto la maggioranza relativa con 156 sì, per Franceschini "c'è un governo che ha preso la fiducia e ora è nella pienezza dei poteri. E sappiamo quanto serva questo nel mezzo di una pandemia". L'obiettivo ora, ha spiegato il ministro, è "allargare la maggioranza a tutti i moderati che stanno con grande disagio in una alleanza a guida Salvini e Meloni, per sostenere una linea europeista e approvare una legge proporzionale che liberi il Paese da alleanze forzate" (GLI AGGIORNAMENTI LIVE SULLA CRISI - COSA SUCCEDE ORA - LA FIDUCIA AL SENATO).

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"Approveremo subito lo scostamento, i nuovi ristori e manderemo entro febbraio il Recovery plan in Europa", ha quindi aggiunto Franceschini che ha anche ricordato che quello di ieri a palazzo Madama "non è un punto di arrivo, ma di partenza, su cui costruire una prospettiva politica". "Anche se avessimo 161 voti al Senato sarebbe un traguardo simbolico, ma la sostanza non cambierebbe. Un governo è forte se può contare su almeno 170 senatori. Ora quindi dobbiamo lavorare per rafforzarlo", ha sottolineato. “Si tratta di fare di necessità virtù come quando, grazie a un patto tra avversari politici per evitare il voto e la vittoria dei sovranisti, nacque questo governo", ha spiegato ancora.

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E sull'offerta di allargare la maggioranza a tutti i moderati "che stanno con grande disagio in una alleanza a guida Salvini e Meloni", Franceschini ricorda che "per Forza Italia è un'occasione: in quel partito c'è una contraddizione che prima o poi esploderà", ha osservato. Mentre per quanto riguarda la nascita di un partito di Conte, Franceschini ha sottolineato che "non è un tema all'ordine del giorno, molto dipenderà dalla legge elettorale con cui si andrà a votare".

 

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