Mes, scontro M5s-Pd. I 5 stelle: "Netta contrarietà". Gualtieri: "Analizzare pro e contro"

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Restano distanti le posizioni sull’attivazione del Fondo Salva Stati. "Restiamo contrari, se debito deve essere facciamolo con lo scostamento di bilancio", ha ribadito il capo politico del M5s Crimi. Il segretario del Pd in una lettera aperta ha chiesto che sull'attivazione del fondo non ci siano più tergiversazioni. Il ministro Gualtieri tenta la mediazione: "Possiamo esaminare con tutti gli esperti M5s i pro e i contro al momento giusto" per trovare una soluzione

Prosegue lo scontro all’interno del governo tra M5s e Pd sull’utilizzo del Mes, il Fondo Salva Stati, per far fronte all’emergenza economica provocata dal coronavirus (CORONAVIRUS: GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE - LO SPECIALE). Netta contrarietà continua a essere espressa da parte della squadra pentastellata. Il leader dei dem Nicola Zingaretti chiede invece di smetterla di "tergiversare". Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri tenta una mediazione: "Possiamo esaminare con tutti gli esperti M5s i pro e i contro al momento giusto" per trovare una soluzione. In un post su Facebook in cui annuncia i nuovi vertici di Alitalia, il premier Giuseppe Conte, evita di affrontare l'argomento e ribadisce: il governo non è fermo ma prosegue, "senza sosta", la sua azione. "Ci siamo ripromessi di raggiungere ambiziosi obiettivi, ambientali e occupazionali, e siamo ben determinati a rispettare questo impegno", sottolinea Conte.

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Ieri in tarda serata il M5s, dopo una riunione di governo, è tornato a ribadire il suo no al Mes. Il capo politico Vito Crimi ha fatto sapere di non aver apprezzato che sull'argomento esponenti dei partiti di maggioranza "si stiano muovendo con modi e accenti che non si conciliano con questa fase cruciale per il Paese”. "Restiamo contrari, se debito deve essere facciamolo con lo scostamento di bilancio", ha aggiunto. "Così non si può andare avanti", ha spiegato una fonte autorevole pentastellata puntando il dito sull'impasse nella quale sembra essersi arenata l'azione dell'esecutivo per la ripresa. "Se fosse frutto di un accordo tra Conte e Berlusconi in cambio di una maggiore apertura di FI al governo il M5S si opporrebbe", ha poi ribadito.

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Il Pd pressa invece perché la maggioranza dia parere favorevole all’utilizzo del fondo. In una lettera aperta ieri Nicola Zingaretti, con nettezza finora inedita, ha chiesto che sull'attivazione del fondo non ci siano più tergiversazioni. "Possiamo esaminare con grande attenzione e con tutti gli esperti del M5s in modo pragmatico i pro e dei contro, lo faremo al momento giusto e sono certo che tutti insieme raggiungeremo la soluzione più razionale”, ha tentato di mediare il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ospite di In onda su La7. "Il Mes - ha precisato - è comunque debito e deficit, se sono spese aggiuntive va fatto uno scostamento, se si pagano fatture già fatte" invece non serve. "Sarebbe opportuno un approccio pragmatico", ha ribadito. "Su circa 37 miliardi di cui si parla" del Mes, visti i tassi di interesse, "a oggi si tratta di circa 500 milioni l'anno che in 10 anni fanno 5 miliardi che si risparmierebbero". Il ministro ha ricordato che il Mes fornisce "risorse, che vanno a debito pubblico non sono a fondo perduto come il recovery plan, ma tuttavia hanno tasso interesse", che sarebbe "dello 0,08 sul decennale e 0,07 sul settennale”.

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