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Elezioni regionali Umbria, Salvini attacca gli avversari: sono disperati, li spianiamo

come e quando si vota

5' di lettura

Il leader leghista a Città di Castello per sostenere la candidata di centrodestra Donatella Tesei: "Conte ha capito che la pacchia sta finendo, Di Maio si chiude nei teatri perché non lo va a sentire nessuno”. Meloni: perderanno. Berlusconi: cadrà il fortino rosso

Ultimo giorno di campagna elettorale prima delle Regionali in Umbria di domenica 27 ottobre. (LO SPECIALE) Mentre a Narni si svolge l’evento conclusivo di Pd e M5s, che presentano il candidato comune Vincenzo Bianconi, (CHI È) anche Salvini è sul territorio, a Città di Castello, per sostenere Donatella Tesei, scelta dalla coalizione di centrodestra. Il leader della Lega, parlando di Conte, Di Maio e Zingaretti, attacca: "Sono proprio disperati. Sono nel panico, perché hanno capito che quello di domenica è un voto politico e sanno che prenderanno una mazzata che se la ricorderanno per 50 anni. Li spianiamo". "Sono molto contenta che questa mattina in Umbria sia arrivato mezzo governo italiano per mettere la faccia sulla sconfitta che subiranno domenica”, chiosa Giorgia Meloni da Orvieto. Berlusconi a Todi: "Dopo mezzo secolo cadrà il fortino rosso". (I CANDIDATI - COME E QUANDO SI VOTA - URNE APERTE DALLE 7 ALLE 23)

Salvini: “Conte ha detto che il voto in Umbria non conta più di tanto”

"Qualcuno pensa che gli umbri siano fessi e che basta arrivare il venerdì promettendo tutto - dice Salvini - Qui c'è una giunta di sinistra andata a casa e persone arrestate e per questo in Umbria con le elezioni gli umbri daranno una lezione di coraggio, orgoglio, onestà e trasparenza". Una "lezione dedicata anche al signor Conte" il quale, ha sottolineato ancora Salvini, "ha detto che il voto in Umbria non conta più di tanto perché ci sono meno abitanti che nella provincia di Lecce".

Salvini: “Loro sono radical chic, io invece sto in mezzo al popolo”

"Il signor Conte ha capito che per lui la pacchia sta finendo - dice ancora il leader della Lega - Io riempio le piazze e quando vado a visitare un'azienda o faccio un incontro non dico di chiudere le porte come fa Conte, l'uomo della pochette e dal ciuffo tinto. È andato da Cucinelli, il re del cachemire, questa è proprio la sinistra al caviale. Loro sono radical chic, io invece sto in mezzo al popolo, questa è la differenza politica e culturale". Poi l’affondo all’ex alleato Luigi Di Maio: "Si chiude nei teatri perché appena mette il naso fuori non lo va a sentire nessuno. Mi hanno detto che l'altra sera in una piazza c'erano 37 persone”, prosegue Salvini, secondo cui in Umbria "Di Maio sta facendo quello che si faceva nella preistoria della politica: viene qui e con il cantiere alle spalle, a tre giorni dal voto, come i vecchi democristiani, promette più strade, più ponti e pure più pilu per tutti, alè". (CONTE PALLEGGIA CON CUCINELLI. VIDEO)

Meloni: “Questa Regione vuole un'amministrazione che si occupi dei suoi problemi”

Secondo la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, “lunedì sarà ancora più chiaro che i cittadini italiani non vogliono essere governati da queste persone e vogliono potersi scegliere liberamente un governo, come accade in tutto il mondo”. E attacca: “I decreti del terremoto fatti all'ultimo minuto, piuttosto che i soldi dati ai dipendenti della Regione, non serviranno: questa Regione vuole libertà e un'amministrazione che si occupi dei suoi problemi. E questo la sinistra non lo può più fare". Poi le critiche alla manovra, definita da Giorgia Meloni “scandalosa, fatta solo e unicamente per mettere le mani nelle tasche degli italiani. Parliamo di 10 miliardi di nuove tasse, 3 miliardi di presunto recupero dell'evasione fiscale ma che in realtà sono caccia al gettito, di quasi 16 miliardi spesi in deficit per pagare solo 700 milioni di investimenti, mentre tutto il resto dei soldi è destinato alle solite marchette elettorali. Un'altra ragione in più per Fratelli d'Italia per fare un'opposizione durissima a questo governo, nella speranza che vada a casa il prima possibile".

Berlusconi: “Dopo mezzo secolo per i cittadini cadrà il fortino rosso”

In Umbria, a Todi, c’è anche Silvio Berlusconi: "Il voto in Umbria oltre che ad essere importante per gli umbri avrà anche un significato simbolico per il governo nazionale". "Temono un nostro risultato positivo, per questo dicono che non avrà ripercussione", aggiunge il leader di Forza Italia, riferendosi al centrosinistra. "Dopo mezzo secolo - dice ancora Berlusconi - per i cittadini cadrà il fortino rosso, in giunta entreranno persone nuove e tra le prime cose da fare ci sarà da ristrutturare la sanità, così da permettere anche il rientro di alcuni medici che se ne erano andati". Poi, parlando del centrodestra: "Il leader viene espresso dal partito che ha più voti e in questo momento è giusto che lo esprima la Lega che ha molti voti". "Il centrodestra - rivendica il leader di Forza Italia - lo abbiamo creato noi 25 anni fa e abbiamo portato dentro l'arco costituzionale la Lega facendola diventare da secessionista a federalista e gli eredi del fascismo e con noi sono rimasti per tutto questo tempo. Sabato scorso a Roma ho avuto la soddisfazione di vedere dichiarata pubblicamente da Salvini e Meloni l'assoluta necessità che la coalizione fosse una sola".

Data ultima modifica 25 ottobre 2019 ore 15:29

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