Manovra, ok della commissione, oggi in Aula. Conte: "Con Ue tratto solo io"

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Via libera della commissione Bilancio della Camera. Il testo con il maxiemendamento sarà esaminato oggi dall'assemblea di Montecitorio. Probabile che giovedì arrivi la richiesta di fiducia. Il premier: "Ritardare le riforme non significa tradirle"

La commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera alla manovra. L’esame, dopo che le opposizioni hanno abbandonato i lavori, è stato concluso approvando in modo veloce diverse modifiche. La commissione ha poi dato mandato ai relatori, Silvana Comaroli e Raphael Raduzzi, di riferire in Aula su un maxiemendamento, visto che il governo si è già riservato la possibilità di porre la fiducia sul testo. Testo che sarà esaminato dall'assemblea di Montecitorio a partire da oggi alle 20. Probabile che la richiesta di fiducia arrivi giovedì. Il presidente del Consiglio, in un’intervista a Repubblica, avverte: “Ho una maledetta fretta di realizzare reddito di cittadinanza e revisione della Fornero, ma ci sono tempi tecnici. Ritardare le riforme non significa tradirle”. Giuseppe Conte aggiunge: “Confermo che sul Global Compact deciderà il Parlamento. Personalmente auspico libertà di coscienza”. E sul dialogo con l’Ue: “Tratto solo io”. (TUTTI GLI EMENDAMENTI ALLA MANOVRA)

Conte: "Prendiamo tempo per fare le cose bene"

Per quanto riguarda i due pilastri della manovra, ovvero quota 100 e reddito di cittadinanza, Conte spiega che si tratta di norme complesse e "ci sono tempi tecnici necessari ad attuarle". "Ritardare non vorrebbe dire tradirle, solo prendere il tempo che serve a fare le cose per bene", aggiunge. "Se vi dicessi tutti gli aspetti complessi di una riforma come quella del reddito di cittadinanza, e non ve li dico - scherza il premier - capireste che non è una cosa che posso fare domattina. Ci sono implicazioni giuridiche, di diritto del lavoro, diritto amministrativo. C’è l'impatto sociale ed economico. Ci stiamo lavorando seriamente da tempo. Ieri sono rimasto qui fino alle 23 per seguire un tavolo tecnico. Tutti gli enti che hanno un minimo ruolo sono coinvolti".

"Sono io il presidente del Consiglio"

Il presidente del Consiglio rivela che la mancata citazione della procedura nella nota conclusiva dell'Eurogruppo, lunedì notte, "era stata discussa nella colazione avuta al G20 con il presidente Juncker. Come da parte nostra c’è l'impegno a moderare le dichiarazioni, da parte delle istituzioni europee serviva un segnale. Quando si tratta, entrambe le parti devono abbassare i toni". Il premier non evoca direttamente gli attacchi scomposti di appena un mese fa da parte di Luigi Di Maio e Matteo Salvini, ma dice: "Avete visto com’è cambiato il linguaggio? Io non sono mai voluto andare allo scontro con l'Europa, se sul Def abbiamo scritto 2,4 per cento non era per andare allo scontro, ma perché era quello che ritenevamo servisse. Ricordatevi che non ho mai dato un decimale prima. Adesso, se ho la possibilità di ridurre per alcune misure l'impatto economico, sono qui. Non ho mai detto non parlo con Junker". Lo hanno fatto altri, ma su questo il premier è netto, quasi stizzito: "Con la Commissione devo parlare io, mica era atteso qualcun altro. Sono io il presidente del Consiglio. E non ho mai interrotto il dialogo. Adesso, se posso recuperare le risorse, rimodulare il saldo finale, cambiare qualcosina, non vuol dire che torno indietro. Se mi portano dei conteggi che mi consentono di scrivere 2,3% o 2,1%, le riforme le realizzo comunque".

Sì incentivi per auto elettriche

Intanto, tra le misure della manovra, sono stati confermati gli incentivi per le auto elettriche e tassa per le inquinanti. Ok all'assunzione di 18mila bidelli. Introdotta anche una norma anti bagarini. Previste nuove regole per il congedo di maternità e aumentato il bonus per l'iscrizione agli asili nido. Ritirata, invece, la proposta sulle accise della Liguria.

Stop alla carta sconti per famiglie di immigrati

Niente più carta sconti per le famiglie di immigrati. L'emendamento della Lega sulla famiglia, approvato tra le modifiche alla manovra, limita la platea dei destinatari della carta istituita nel 2016 per famiglie italiane o "straniere" residenti in Italia alle sole famiglie italiane "ovvero appartenenti a Paesi membri dell'Ue". Rispetto alla norma precedente rimane il vincolo dei tre figli a carico, ma viene alzato il limite di età da 18 a 26 anni. Scompare anche il riferimento all'Isee per definire le modalità di rilascio affidate ad un Dpcm.

Tasi, i Comuni possono mantenere la maggiorazione

Confermata la maggiorazione Tasi nei Comuni che dal 2015 l'hanno già applicata. Lo prevede un altro emendamento alla manovra che permette così di 'salvare' i bilanci di molte amministrazioni. L'aliquota potrà essere mantenuta allo stesso livello individuato fino a quest'anno, cioè ad un massimo dello 0,8 per mille in più dell'aliquota ordinaria, rimanendo in Comuni come Roma e Milano all'11,4 per mille anziché al 10,6 per mille.

Data ultima modifica 05 dicembre 2018 ore 15:00

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