Manovra, si tratta con la Ue. Moscovici: sì a dialogo, ma deficit va ridotto

i titoli di sky tg24 delle 17 del 4 dicembre

6' di lettura

Procede l’esame degli emendamenti: opposizioni chiedono chiarimenti su andamento della trattativa e modifiche al deficit. Tria in Commissione: scelta è politica. Conte: certo di una soluzione con Europa. La legge di bilancio potrebbe arrivare in Aula mercoledì alle 20

Procedono a rilento i lavori in commissione Bilancio alla Camera, dove con alcune ore di ritardo è ripreso l'esame degli emendamenti alla manovra il cui approdo in Aula per la discussione generale slitta ancora: non più mercoledì alle 14, come detto in precedenza, ma alle 20, con l’ipotesi che la fiducia possa essere posta giovedì mattina. La sospensione dei lavori, che dovevano ricominciare alle 10.30, era arrivata in seguito alle richieste di tutte le opposizioni di avere spiegazioni sull'andamento della trattativa dell'esecutivo con la Ue e sulle modifiche al deficit. In serata il ministro dell’Economia Tria è intervenuto in commissione e ha detto: "Varie opzioni sul tavolo, la scelta è politica". Intanto Conte difende il suo silenzio sulle cifre e si dice "certo di una soluzione con l'Ue". In giornata ha annunciato l'invio di una nuova proposta all'Ue per evitare la procedura d'infrazione e smentisce l'obiettivo del deficit al 2%. "Il 2% -  dice il vicepremier Matteo Salvini - è un numero su cui si esercitano giornalisti e commissari Ue. Noi facciamo una manovra seria che non dipenderà dallo zero virgola ma dai contenuti". Il governo tratta quindi ancora con l’Ue per evitare la procedura di infrazione, e il commissario Pierre Moscovici si dice positivo: sì al dialogo, ma il deficit va ridotto.

Moscovici: dialogo intenso

"Nell'ultima settimana abbiamo notato un tono diverso" da parte del governo italiano, "una volontà di cooperare. Le autorità italiane sono pronte ad ascoltare il nostro punto di vista e anche di cercare di risolvere i problemi". Queste le parole del commissario Ue durante la conferenza stampa seguita all'Eurogruppo che si è concluso nella notte a Bruxelles. "Per l'Italia si lavora su due gambe -aggiunge - una è il dialogo, che noi speriamo vada al meglio, e l'altra è la procedura". 

Conte: stallo su manovra? Mio è silenzio operoso

Il premier italiano in giornata si è recato alla kermesse dell'Anfia e ha detto che "le parole hanno un peso, il mio è un silenzio operoso e virtuoso", riferendosi alla manovra. "Sui saldi non vi anticipo nulla. Il silenzio è d'oro in una trattativa. Finché non avremo definito la soluzione finale con l'Ue non anticiperò alcunché". Ma ha anche rassicurato che "questo governo è impegnato affinché la discussione con Bruxelles sulla nostra legge di Bilancio si chiuda favorevolmente. I mercati finanziari hanno già percepito questo clima più positivo e lo spread sta già scendendo". Conte si è detto vicino "alle tematiche di impresa, a chi lavora ogni giorno per produrre benessere per se stesso e per gli altri" e ha aggiunto che "l'Italia è salda, economicamente e politicamente". Poi ha spiegato che "la battuta d'arresto del Pil nel terzo trimestre è solo temporanea, la crescita tornerà robusta sostenuta dalla nostra politica economica". 

Conte e la proposta per l'Ue

In mattinata Conte, in un'intervista ad Avvenire, ha spiegato che quello con Bruxelles, "è un negoziato vero. Il mio obiettivo è evitare all'Italia una procedura d'infrazione che fa male al nostro Paese e rischia di far male anche all'Europa. Sto mettendo a punto una mia proposta che l'Unione Europea non potrà non prendere in considerazione". Una proposta, spiega il premier, che "non compromette affatto gli interessi degli italiani e quindi nemmeno le riforme programmate. Ho alcune prime proiezioni sull'effetto economico di quota 100 e Reddito di cittadinanza. Ciò può darmi un margine di manovra da spendere e utilizzare nel negoziato". E sulla riduzione del deficit aggiunge: "Se recuperiamo delle somme, ragionevolmente ci potrà essere. Ma in questo momento non fornisco nessun numero"

Tria: “È necessario prendere decisioni politiche"

Ma oggi è anche il giorno dell’Ecofin a Bruxelles, al termine del quale Tria è intervenuto sulla manovra dicendo che ora sono "necessari atti concreti, studiamo soluzioni varie" ma "è necessario prendere decisioni politiche", perché “si tratta di conciliare le priorità del Governo e le riforme che vuole mettere in campo con l'avvicinamento alle necessità secondo le regole giuridiche della Commissione per poter evitare la procedura”. E sul tema della recessione, evocata ieri da Goldman Sachs, il ministro spiega che “quando si è in condizioni più complicate o in recessione questo pone dei punti a favore del fatto che bisogna sostenere l'economia, ma certo crea altri problemi per quanto riguarda i conti pubblici. Speriamo di non andare in recessione e di fare una manovra che ostacoli questo rallentamento dell'economia, questo è l'obiettivo".

Dopo l'ok della commissione Bilancio della Camera, la manovra dovrebbe arrivare in Aula mercoledì alle 20. Ecco le proposte finora approvate:

La carta d’identità elettronica alle Poste

Uno degli emendamenti approvati prevede che la carta d'identità elettronica possa essere richiesta anche alle Poste. Il Viminale, infatti, potrà stipulare convenzioni "con soggetti dotati di una rete di sportelli diffusa su tutto il territorio nazionale che siano Identity provider e che abbiano la qualifica di certification authority accreditata dall'Agenzia per l'Italia digitale".

Il tempo pieno alla scuola primaria

Via libera della commissione anche all'incremento del tempo pieno nella scuola primaria, le cui modalità saranno stabilite con decreto del ministro dell'Istruzione entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge. Per assicurare l'allungamento di orario è autorizzato un aumento di spesa "corrispondente a 2.000 posti aggiuntivi" con un costo di circa 24 milioni di euro nel 2019, in aumento gli anni successivi.

Fino a 10 milioni di euro per le vittime di usura

La commissione Bilancio ha dato il suo ok all'introduzione di livelli minimi e massimi per l'indennizzo delle vittime di reati violenti e assegna 10 milioni l'anno, fino al 2021, per le vittime di usura. "Per le vittime di reati violenti - aggiunge l'emendamento - l'indennizzo per ciascun avente diritto è del 50% dell'importo liquidato dal giudice con un tetto massimo di 50 mila euro. L'indennizzo sarà corrisposto nella misura di 40mila euro nel caso risulti ignoto l'autore del reato o nel caso non sia stata chiesta una provvisionale in sede penale".

Meno vincoli per i Comuni virtuosi

Infine, come prevede un emendamento del Pd approvato in commissione, ci saranno meno vincoli di spesa per i Comuni virtuosi che approvano il bilancio entro il 31 dicembre dell'esercizio precedente. Tra i vincoli che scompaiono ci sono la comunicazione delle spese pubblicitarie, le spese per missioni, l'acquisto, la manutenzione e il noleggio di autovetture, nonché l'acquisto di buoni taxi e l'acquisto e la locazione di immobili. Sale intanto a 15mila euro il tetto del contante per i turisti stranieri.

Data ultima modifica 04 dicembre 2018 ore 21:41

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