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Manovra, Tria: "Varie opzioni sul tavolo, la scelta è politica". Le opposizioni protestano

4' di lettura

Il ministro dell'Economia interviene in commissione Bilancio alla Camera, ma non risponde alle domande delle opposizioni che, in segno di protesta, abbandonano i lavori. L'esame degli emendamenti va avanti a oltranza

"Sono in atto studi e simulazioni per cercare di capire quali siano i margini e trovare possibili soluzioni condivise. Quello che stiamo analizzando per ora sono solo opzioni possibili e fino a quando non ci sarà una decisione politica rimangono solo possibili". È quanto ha affermato il ministro dell'Economia Giovanni Tria nel corso di un intervento sulla manovra in commissione Bilancio alla Camera, dove continua l'esame degli emendamenti. Tria, che oggi è stato anche all'Econfin di Bruxelles, ha poi sottolineato come "c'è un'interlocuzione con la Commissione Ue, un dialogo che diventa sempre più costruttivo con la finalità di riuscire ad evitare che l'Italia entri in procedura di infrazione". "Qualsiasi accordo – ha però ribadito il ministro - è subordinato al fatto che non si toccano le priorità di intervento comunicate al Parlamento. L'azione deve consentire di mantenere quello che voi state discutendo".

“In corso valutazioni su quota 100 e reddito”

Il ministro si è soffermato sui pilastri della manovra: "Le due misure principali, quota 100 e reddito, per ora hanno disegni non definiti e poiché da un punto di vista finanziario questo si è tradotto nel mettere risorse in un fondo, la prima questione è vedere se ci sono spazi politici e finanziari per un negoziato concreto attraverso interlocuzioni tra Inps e Mef e capire se una definizione maggiore di queste misure richiede meno risorse di quelle poste nel fondo", spiega.

Non risponde alle domande delle opposizioni

L’intervento di Tria in commissione è iniziato con uno scontro polemico con le opposizioni, che pretendevano un dibattito sulla manovra, anziché ascoltare solo una comunicazione. "Sono sbarcato da un aereo e sono venuto qui. Non ho aderito ad un'audizione, ma ad un'informativa. Il tema è da informativa non da audizione, non sono in grado di fare un'audizione. Se non siete d'accordo me lo dite e io, non vi offendete, me ne vado", ha minacciato il titolare di via XX Settembre.

Le opposizioni abbandonano la Commissione per protesta

Al termine dell’intervento di Tria, le opposizioni hanno abbandonato i lavori della commissione Bilancio in segno di protesta. Partito democratico, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Leu hanno annunciato la decisione di abbandonare la seduta. È rimasto un solo rappresentante per gruppo. "È evidente che a fronte di quanto abbiamo sentito da Tria non riscontriamo un senso nel proseguire i lavori", ha detto il capogruppo dem, Luigi Marattin. "Tria ci ha parlato in modo confuso di una trattativa in Commissione europea", ha aggiunto. Sulla stessa linea Andrea Mandelli (FI). Fabio Rampelli, di FdI, prima confermare l'uscita di commissari del gruppo dall'aula ha sottolineato come "la prima legge di Bilancio del governo è stata un disastro. C'è stata confusione e incertezza".

Tria: “È necessario prendere decisioni politiche"

Oggi è stato anche il giorno dell’Ecofin a Bruxelles, al termine del quale lo stesso Tria ha detto che ora sono "necessari atti concreti, studiamo soluzioni varie. E sul tema della recessione, evocata ieri da Goldman Sachs, il ministro spiega che “quando si è in condizioni più complicate o in recessione questo pone dei punti a favore del fatto che bisogna sostenere l'economia, ma certo crea altri problemi per quanto riguarda i conti pubblici”.

Le parole di Moscovici, Conte e Salvini

Il governo tratta con l’Ue per evitare la procedura di infrazione e il commissario Pierre Moscovici si dice positivo: sì al dialogo, ma il deficit va ridotto: "Nell'ultima settimana abbiamo notato un tono diverso" da parte del governo italiano, "una volontà di cooperare. Le autorità italiane sono pronte ad ascoltare il nostro punto di vista e anche di cercare di risolvere i problemi". Il premier Conte ha invece difeso il suo silenzio sulle cifre: “Il mio è un silenzio operoso e virtuoso. Sui saldi non vi anticipo nulla. Finché non avremo definito la soluzione finale con l'Ue non anticiperò alcunché. Sto mettendo a punto una mia proposta che l'Unione Europea non potrà non prendere in considerazione”. Il vicepremier Matteo Salvini ha aggiunto che "il 2% è un numero su cui si esercitano giornalisti e commissari Ue. Noi facciamo una manovra seria che non dipenderà dallo zero virgola ma dai contenuti".

I lavori in Commissione

Dopo che le opposizioni hanno abbandonato i lavori della Commissione Bilancio in segno di protesta dopo l'intervento del ministro dell'Economia, Giovanni Tria, l'esame degli emendamenti ha preso velocità. La volontà è di chiudere al più presto e di votare il mandato al relatore. L'Aula è convocata alle 20.

Data ultima modifica 04 dicembre 2018 ore 21:31

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