Ballottaggi Comunali 2018: centrodestra dilaga, crollo Pd, Imola ai 5S

Politica

Vittoria del centrodestra a guida Lega, che si conferma prima forza della coalizione. Cadono roccaforti rosse come Pisa, Siena e Massa. Il M5s conquista anche Avellino. Bilancio amministrative: 11 capoluoghi al centrodestra, 5 al centrosinistra, 1 al M5S. (LO SPECIALE)

La Lega vola e trascina il centrodestra, il centrosinistra crolla e il Movimento 5 stelle si deve accontentare di un bottino magro (COME SI SONO COMPORTATI GLI ELETTORI). È questo il bilancio dei ballottaggi della tornata di elezioni amministrative, che conferma il trend del primo turno e delle Politiche del 4 marzo. Al centrodestra, nel totale tra primo e secondo turno, vanno 11 capoluoghi, mentre il centrosinistra perde storiche roccaforti come Pisa, Massa e Siena e ne ottiene soltanto 5. Il Movimento 5 stelle è ridimensionato ma riesce a farsi largo in 5 città, fra le quali due città “pesanti” come la “rossa” Imola e Avellino. Nel centrosinistra, e in particolare tra le fila del Partito democratico, si è già aperto il dibattito sulla sconfitta elettorale. E c’è diversità di opinioni su come ripartire (TUTTI I RISULTATI - LO SPECIALE COMUNALI).

Il centrodestra trionfa trascinato dalla Lega

La Lega si conferma prima forza del centrodestra come già accaduto alle Politiche del 4 marzo e al primo turno delle Comunali. Il Carroccio trascina la coalizione, che fa un balzo in avanti conquistando 19 comuni superiori ai 15mila abitanti: ne amministrava 32 prima del voto, ora esprime la giunta di 51 città. Matteo Salvini ha parlato di "storiche vittorie della Lega in Comuni amministrati dalla sinistra da decenni”. “Più la sinistra insulta”, ha detto, “più i cittadini ci premiano”. A Silvi, in provincia di Teramo, Andrea Scordella è il primo sindaco leghista in Abruzzo. L’ispettore di polizia è riuscito a ribaltare il risultato del primo turno e ha sconfitto il sindaco uscente del centrosinistra Francesco Comignani. In controtendenza i risultati in Puglia, dove il centrodestra conquista un solo comune degli 11 andati al ballottaggio, quello di San Nicandro Garganico. A Imperia si rivede Claudio Scajola, scomparso dalla ribalta nazionale dopo la vicenda della "casa a sua insaputa". Per l’ex ministro è una rivincita: con il ballottaggio è diventato per la terza volta sindaco della sua città contro l'altro candidato di centrodestra, Luca Lanteri, sostenuto dal presidente della Liguria Giovanni Toti. "Ho vinto da solo contro il resto del mondo", ha detto Scajola.

Netta sconfitta per il centrosinistra

Sul fronte opposto il centrosinistra deve fare i conti con la debacle elettorale. La sconfitta più dura da digerire è sicuramente quella in Toscana, dove sono andate perdute roccaforti rosse come Massa, Pisa, e Siena. Ma anche in altre regioni la coalizione ha ceduto comuni tradizionalmente a trazione centrosinistra, come Ivrea e Terni. Tra i pochi successi la conferma ad Ancona, unico capoluogo di Regione al voto, della sindaca uscente, Valeria Mancinelli, o nel terzo municipio di Roma, che ha visto la vittoria di Giovanni Caudo, ex assessore all’Urbanistica della giunta Marino. Una nota lieta arriva da Brindisi, città commissariata da un anno e strappata al centrodestra: il nuovo sindaco è Riccardo Rossi. Il bilancio finale parla delle regioni centrali e settentrionali come quelle dove si registrano le sconfitte più pesanti.

Si apre il dibattito nel centrosinistra

Sulla sconfitta nel fronte del centrosinistra è già aperto il dibattito. L'ex ministro Carlo Calenda è drastico e apre a un "fronte repubblicano” andando "oltre il Pd": "Navigazione a vista sta portando il centrosinistra all’irrilevanza - scrive - Ripensare tutto: linguaggio, idee, persone, organizzazione. Allargare e coinvolgere". Sì ad un ripensamento, no al superamento del partito è invece la posizione del segretario reggente Maurizio Martina. "Sono d'accordo sul ripensamento complessivo - afferma - abbiamo tanto da cambiare nei linguaggi e nelle idee ma non sono d'accordo sul superamento del Pd. Credo nella ricostruzione di un campo progressista, democratico di centrosinistra con un Partito democratico rinnovato al centro".

Il Movimento 5 stelle arretra

Tra le fila del Movimento 5 stelle non si può parlare certo di trionfo, ma resta qualche motivo di consolazione: due conquiste di peso come Avellino, dove Vincenzo Ciampi strappa la cittadina al centrosinistra, e Imola, ex roccaforte del Pd. Osservando il quadro complessivo i pentastellati arretrano, ma – spiega l’Istituto Cattaneo – si confermano “macchina da ballottaggio”, ovvero un movimento in grado di “attrarre i consensi degli elettori dei candidati esclusi dopo il primo turno”. I 5 stelle infatti hanno conquistato i municipi di 5 delle 7 città in cui erano riusciti ad andare al ballottaggio. Un tasso di vittoria del 71,4%, superiore a quello di tutte le altre forze politiche. Esultano i leader del Movimento: "I migliori auguri ai nostri due nuovi sindaci e ringrazio tutti gli attivisti che si sono fatti il mazzo", commenta Luigi Di Maio. “Davide ha battuto di nuovo Golia", afferma. "Da Nord a Sud il M5s ha battuto i vecchi partiti che gli italiani - sottolinea Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture - hanno punito ancora una volta". A Ragusa invece il M5S viene sconfitto: il Comune passa a Fratelli d'Italia.

L’affluenza

Capitolo affluenza: rispetto al primo turno è stata in netto calo. Quella definitiva registrata alle 23 alla chiusura delle urne è stata infatti del 47,61% (Sicilia esclusa), mentre al primo turno era stata del 60,42%. Nell’isola, invece, l’affluenza è stata del 40,10%, anche qui in calo rispetto al 60,68% del primo turno.

Penalizzato alle urne chi governa

La tendenza registrata dall’Istituto Cattaneo è che governare, anche a livello locale, non aiuta a vincere le elezioni. Il governo comunale ha infatti cambiato colore in 60 città su 111, il 54% dei casi. Il centrosinistra, che governava nella maggioranza dei comuni, ha pagato il prezzo più alto, subendo ben 39 cambi di colore su 61. Ma anche il centrodestra ha subito un non marginale numero di alternanze ai suoi danni (13 su 32), mentre il M5s e le liste civiche hanno perso rispettivamente 3 e 5 comuni dove governavano. Tra primo e secondo turno il centrodestra ha sorpassato il centrosinistra nell’amministrazione dei comuni superiori ai 15.000 abitanti al voto. Lo schieramento guidato dal Pd o composto da altre forze del campo del centrosinistra guidava 61 comuni (su 111) prima delle elezioni e oggi si ferma a 39, con il centrodestra che è passato da 32 a 51. Crescono leggermente le liste civiche, mentre il M5s passa (considerando anche i municipi romani) da 6 a 5.

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