Referendum, vince il Sì. Veneto, vota il 57%. Lombardia vicina al 39%

6' di lettura

Alta l'affluenza nella regione guidata da Zaia. Caos in quella del governatore Maroni: il dato definitivo completo è arrivato solo nella serata di lunedì. Il governo: "Pronti ad aprire trattativa”. COSA SUCCEDE ORA - ANALISI DEL VOTO

Sarà trattativa. Il sì per l'autonomia vince forte in Veneto sia in termini di affluenza (57,2%) sia di plebiscito per il Sì (98,1%). In Lombardia delude il voto elettronico: i numeri definitivi completi sono arrivati solo nella serata di lunedì. Il dato finale dell'affluenza si attesta a poco meno del 39% (oltre 3 milioni i votanti) e i favorevoli all'autonomia sono stati il 95%. (IL SITO UFFICIALE)

Verso le trattative

“È stata una lezione di democrazia per tutta Europa", ha commentato il leader della lega Matteo Salvini. La vittoria del Sì non fa diventare automaticamente le due Regioni autonome, ma dà ai presidenti Zaia e Maroni la legittimazione popolare per avviare le trattative con Roma. Il governatore del Veneto ha ribadito che chiederà maggiori poteri in 23 materie e le conseguenti risorse fiscali ("i nove decimi delle tasse"). Sui prossimi passi, Zaia ha detto: “Questo voto è un Big Bang. Noi non perdiamo tempo. Ora approviamo il disegno di legge. Questo testo avrà una decina di giorni di confronto col territorio, poi ci sarà la seconda lettura in giunta e diventerà legge in Consiglio regionale. Poi si aprirà il tavolo a livello nazionale. In qualche mese Roma può chiudere questa partita". E al ministro Martina, che apre al dialogo ma chiude alla possibilità di discutere di competenze sul fisco, ha risposto: "Io ero rimasto al punto, e lo dico anche da ex ministro, che Martina si occupa dell'agricoltura e penso che il nostro interlocutore sia il presidente del Consiglio". Il governatore lombardo Maroni, a proposito del presidente del Consiglio, ha detto di aver avuto un "cordiale" colloquio con Paolo Gentiloni. "Mi ha confermato - ha detto Maroni - il via libera al confronto su tutte le materie previste dalla Costituzione, con anche il coinvolgimento del ministero dell'Economia" su quella del coordinamento del sistema tributario. Anche il sottosegretario agli affari regionali Gian Claudio Bressa ha già annunciato di essere “pronto ad aprire una trattativa per definire le condizioni e le forme di maggiore autonomia”.

Problemi alle voting machine in Lombardia

In Lombardia, per la prima volta, è stato usato il voto elettronico e i risultati sarebbero dovuti arrivare entro due ore dalla chiusura dei seggi. C’è stato, però, qualche intoppo. “Si sono registrate alcune criticità tecniche nella fase di riversamento dei dati delle Voting machine”, si legge sul sito della Regione in un avviso pubblicato alle 3 di notte. I risultati e l’affluenza definitivi sono stati comunicati ufficialmente solo nella serata di lunedì. Con il 100% delle 24mila Voting machine scrutinate, l'affluenza è stata del 38,33%, per un numero di votanti di circa 3 milioni. Il Sì raccoglie il 95,29%, il No il 3,95, le schede bianche lo 0,8. Astensione molto alta a Milano.

Attacco hacker in Veneto

Voto tradizionale con scheda cartacea, invece, in Veneto. Anche qui c'è stato qualche rallentamento, ma solo sui numeri finali, perché un attacco hacker ha colpito i siti di raccolta dati e messo ko il sito della Regione. I dati definitivi sono stati comunicati lunedì mattina su quello del Consiglio regionale. Vicenza è la provincia dove è stata registrata la maggiore affluenza con il 62,7%, mentre a chiudere c'è Rovigo con il 49,9%, unica tra le sette province venete al di sotto del 50%. Padova ha registrato il 59,7%, Treviso 58,1%, Venezia 53,7%, Verona 55,5%, Belluno 51,4%. Per quanto riguarda i Sì, nella provincia di Belluno ha prevalso con il 97,4%; in quella di Padova, Rovigo e Venezia ha raggiunto il 98%; ancor più alta la percentuale nel Trevigiano, pari al 98,1%; nel Veronese e nel Vicentino la percentuale tocca il 98,3%.

Esulta Zaia, soddisfatto Maroni

“Penso che con questa elezione si dimostri che non esiste il 'partito dell'autonomia', ma esistono i veneti che si esprimono a favore di questo concetto. Vincono i veneti, il senso civico dei veneti del 'paroni a casa nostra'. Nell'alveo della Costituzione si possono fare le riforme”, aveva detto il presidente del Veneto Luca Zaia nella conferenza durante la notte. Aveva parlato dopo mezzanotte, emozionato, anche il governatore della Lombardia Roberto Maroni. Si era detto "pienamente soddisfatto per il risultato". "Non faccio la competizione con Zaia – aveva spiegato –, non mi interessa la percentuale, sono contento che ci abbia superato, ora possiamo unire le forze per la battaglia del secolo". "Ringrazio i tre milioni di lombardi che mi hanno dato un mandato storico per avere la vera autonomia, nell'ambito dell'unità nazionale", aveva detto ancora il governatore leghista. L'affluenza "è stata ampiamente superiore alle mie previsioni del 34%: qualcuno dirà che non basta? Non mi interessa. Non sono affatto deluso. Sono felice", aveva aggiunto. Il governatore pensa alla fase successiva. Martedì l'avvio della discussione in Consiglio regionale. Poi la composizione di una delegazione trasversale da guidare a Roma, alla quale è invitato anche Giorgio Gori del Pd. Infine la richiesta di trattare tutte le materie concorrenti e anche il residuo fiscale entro le elezioni politiche.

Le reazioni degli schieramenti

I risultati, quindi, fanno esultare la Lega Nord. L'affermazione dei Sì rinsalda anche l'asse con Forza Italia e rafforza l'idea di Silvio Berlusconi che un centrodestra unito possa avere chance di vittoria. Un percorso, però, da costruire vista la contrarietà di Giorgia Meloni alla consultazione popolare appena conclusa. Esulta anche il Movimento Cinque Stelle, da sempre sostenitore della democrazia diretta. Sul piede di guerra, invece, il Partito Democratico: in Veneto i Dem invitano Zaia a ricordare che il risultato è frutto anche del loro impegno, mentre in Lombardia il Pd evidenzia la scarsa affluenza.

I prossimi passi

I governatori di Veneto e Lombardia, quindi, sono pronti ad avviare l'iter formale per il negoziato con Roma sulle 20 materie concorrenti (tra queste spiccano il coordinamento della finanza pubblica e tributario, lavoro, energia, infrastrutture e protezione civile) e le tre esclusive dello Stato: giustizia di pace, istruzione e tutela dell'ambiente e dei beni culturali. L'intesa tra lo Stato e la Regione interessata dovrà poi concretizzarsi in una proposta di legge che dovrà essere approvata a maggioranza assoluta da entrambe le Camere.

La Provincia di Belluno

I cittadini del Bellunese, oltre che sull'autonomia regionale, erano chiamati a esprimersi anche sul quesito relativo a una maggiore autonomia per la Provincia: il quorum è stato raggiunto nonostante siano mancati i circa 44mila voti dei residenti all'estero. “Per noi – ha detto il presidente della Provincia, Roberto Padrin – si tratta di un risultato eccezionale. Già martedì è prevista una riunione con tutti i sindaci per far approvare loro un documento condiviso che farà da piattaforma per le nostre richieste sia alla Regione sia allo Stato”.

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Data ultima modifica 23 ottobre 2017 ore 14:21

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