Caso Gregoretti, udienza a Catania. Salvini: “Abbiamo salvato vite e protetto un Paese”

Sicilia

In tribunale si discute la richiesta di rinvio a giudizio per sequestro di persona dell'ex ministro dell'Interno per i ritardi nello sbarco di 131 migranti il 31 luglio 2019. Convocati come testimoni gli ex ministri dei Trasporti, Danilo Toninelli, e della Difesa, Elisabetta Trenta. Conte sarà sentito a Roma il 28 gennaio

"Abbiamo salvato vite e protetto un Paese, quello che non è accaduto dopo perché dopo di me ci sono stati morti annegati e diritti negati. Mi dispiace solo di dovere far perdere tempo a giudici, avvocati, forze dell'ordine in un'aula bunker che solitamente è impiegata per processi di mafia. Sono curioso di sentire cosa diranno in aula Conte, Di Maio, Toninelli e gli altri ministri che con me condividevano questa linea", ha detto Matteo Salvini entrando nell'aula bunker di Bicocca a Catania per l'udienza preliminare sul caso Gregoretti. (CASO GREGORETTI - TUTTE LE TAPPE - IL CASO OPERN ARMS)

L'udienza preliminare sul caso Gregoretti

In dibattimento si discute la richiesta di rinvio a giudizio per sequestro di persona dell'ex ministro dell'Interno in relazione ai ritardi nello sbarco dalla nave Gregoretti di 131 migranti ad Augusta il 31 luglio 2019. Nell'aula bunker, convocati come testimoni, sono stati chiamati a deporre gli ex ministri dei Trasporti, Danilo Toninelli, e della Difesa, Elisabetta Trenta. Salvini è accusato di avere, "abusando dei poteri" da allora ministro dell'Interno, "privato della libertà personale i 131 migranti bloccati a bordo della Gregoretti dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio".

Previste nuove audizioni

Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte sarà sentito come testimone il prossimo 28 gennaio a Roma, a Palazzo Chigi, dal Gup di Catania Sarpietro. E' quanto ha disposto il giudice per l'udienza preliminare. Il premier infatti si è avvalso del secondo capo dell'articolo 205 del Codice di procedura penale secondo cui il presidente del Consiglio può chiedere di "essere esaminato nella sede in cui esercitano il loro ufficio, al fine di garantire la continuità e la regolarità della funzione cui sono preposti".

Le date per le prossime audizioni, come testimoni, del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, dell'allora vice premier Luigi Di Maio e dell'ambasciatore Maurizio Massari saranno fissate il 28 gennaio. Il 3 ottobre scorso, il Gup Sarpietro ha emesso un'ordinanza che dispone le loro audizioni testimoniali per "fare un'adeguata verifica adottata a livello governativo, in materia di immigrazione all'epoca dei fatti e ai rapporti con l'Ue anche con riferimento al cosiddetto 'Patto di governo'".

L'avvocato di Salvini: “Depositato un video di Conte agli atti”

"Il video in cui il premier Giuseppe Conte parla del governo e del ruolo dell'esecutivo nella decisione sugli sbarchi in Italia di migranti come idea condivisa è nella memoria difensiva già depositata agli atti del procedimento", ha spiegato l'avvocato Giulia Bongiorno difensore di Salvini prima di entrare in aula. 

"Il giudice di Catania - ha aggiunto Bongiorno in conferenza stampa dopo l'udienza preliminare - aveva ritenuto utile per la ricostruzione dei fatti acquisire dai ministeri componenti i documenti capaci di ricostruire quanto avvenuto con il governo Conte 1 e 2. Siamo rimasti molto perplessi dal fatto che la documentazione pervenuta è parziale e lacunosa. Non consente affatto in maniera completa di accertare quanto avvenuto. Dai ministeri sono arrivati schede operative degli sbarchi, non hanno inviato altro sul ruolo del premier e del ministro degli Esteri. La documentazione sullo scambio di mail a me è arrivata ma non al Gup". 

Toninelli: “Stiamo assistendo a un tentativo di scaricare le colpe”

"La responsabilità sugli sbarchi era tutta del ministro dell'Interno", ha detto Danilo Toninelli, che sedeva nello stesso governo come titolare di Infrastrutture e trasporti. L'ex ministro ha parlato per due ore, ribadendo che "la linea del Governo era quella di fare interessare gli altri Stati europei al collocamento dei migranti", ma precisando che "ogni sbarco era un caso a parte". Pressato dal legale di Salvini, l'ex ministro ed esponente della Lega Giulia Bongiorno, Toninelli ha risposto "non ricordo perché è passato tanto tempo" alla domanda sul divieto di ingresso firmato per la Open arms e su alcuni aspetti che riguardavano nave Diciotti (e non il caso Gregoretti come in un primo momento riportato). A deposizione conclusa Toninelli ha parlato con i giornalisti fuori dell'aula bunker precisando di "avere risposto con chiarezza a tutte le domande" e poi incolpando l'ex collega di "avere fatto passare una sua immagine di uomo forte che difendeva i confini dell'Italia" e adesso, invece, "cerca di scaricare le sue responsabilità sul ministro dei Trasporti" quando "per l'assegnazione del porto sicuro a terra c'è un mandato unico al ministro dell'interno che è il responsabile". E spiega: "ci sono leggi nazionali e internazionali che attribuiscono le responsabilità: l'assistenza in mare spetta al ministero dei Trasporti, ma l'assegnazione del porto per lo sbarco è responsabilità unica del ministro dell'Interno".

La replica di Salvini: "Rivendico con orgoglio quanto fatto"

"Trenta non era un ministro politico, ha risposto con tranquillità e serenità in base a quello che competeva. Toninelli - ha detto Matteo Salvini in conferenza stampa dopo l'udienza preliminare - è stato lì due ore a ripetere 'non so' o che non c'era. Non giudico, magari ha ragione lui, ma io mi prendo la responsabilità e la rivendico ogni volta che faccio qualcosa". "Rivendico con orgoglio - ha continuato - quello che ho e abbiamo fatto: a differenza degli altri non cambio idea sulla base delle convenienze. Per me coerenza e dignità sono due parole che hanno un valore. Non come Toninelli", ha ribadito, "non ricorda sostanzialmente nulla, spero che ricordi dove sta". "Io mi assumo, con i colleghi che erano con me, totalmente e con orgoglio il successo delle politiche di contrasto all'immigrazione clandestina". "Ho fornito al giudice i numeri che parlano di vite - ha sottolineato Salvini -: nell'estate del 2018 e in quella del 2019, pre e post Salvini, abbiamo ridotto del 55% i dispersi, da 1.694 a 757; azzerato il numero dei cadaveri in mare, da 83 a 4; ridotto dell'80% gli sbarchi, da 42 mila a 8 mila. I numeri ci danno ragione, abbiamo salvato vite". 

In merito all'udienza a Roma, Salvini ha commentato: "Il 28 gennaio Palazzo Chigi si trasformerà in un'aula bunker dove Giuseppe Conte sarà interrogato. Il premier ha deciso di non andare a Catania, ma di far venire Catania a Palazzo Chigi. Scelte sue". "In aula - ha aggiunto parlando delle dichiarazioni spontanee rese da lui oggi - ho ricordato due passaggi del presidente Conte che ha detto 'abbiamo lavorato noi per la ricollocazione e poi lo sbarco'; 'noi' e 'poi' sono due paroline che per quanto mi riguarda mi fanno dire che il processo finisce qui. Conte ha detto pure che lui e Mogavero hanno lavorato ai ricollocamenti e poi consentito lo sbarco. Se ne sono presa la responsabilità, pensava di farmi un torto, invece mi ha favorito". "Dal premier Conte - ha detto ancora - mi aspetto la verità: dica quello che è accaduto, senza favori".

Le polemiche fanno passare sotto traccia la deposizione dell'ex ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che in aula esprime apprezzamento in generale per la linea di Salvini, ma sul caso Gregoretti, precisa, lei avrebbe fatto sbarcare prima i migranti dalla nave.

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