Le prime stime sull’anno appena concluso mostrano un calo del valore medio delle vetture ma anche una flessione di fatturato e valore delle immatricolazioni, in correlazione ad un mercato italiano che ha visto una contrazione rispetto all’anno precedente. Diversi i fattori che hanno influito sui dati in diminuzione
Il 2025 dell’auto si è chiuso in Italia con il segno meno. Il mercato italiano ha fatto registrare una flessione del 2,1% rispetto all’anno precedente, con 1.525.722 immatricolazioni complessive rispetto alle 1.558.720 unità del 2024. Un dato che si riflette anche sul valore complessivo che cala, scende a 44,1 miliardi di euro. Un negativo evidenziato dalle stime del Centro Studi Fleet&Mobility, redatte con il supporto di Q8 Italia e Texa TMD grazie ai dati forniti da UNRAE.
In particolare la flessione di valore si è attestata sul 3%, rispetto anche ai 45,4 miliardi del 2024. A subire un impatto maggiore però è il fatturato, anche in virtù della flessione del valore medio unitario, ora sotto l’1%, tradotto in 28.700 euro, una diminuzione di 300 euro rispetto al dato registrato nell’anno precedente.
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“Queste prime stime confermano che nel 2025 l’offerta di auto nuove ha faticato e non poco a stare sopra il milione e mezzo”, afferma Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro Studi Fleet&Mobility - Per riuscirci ha dovuto rivedere i prezzi al ribasso, dopo la galoppata degli ultimi anni, e anche tornare a forzare il mercato con tante immatricolazioni a km0. In attesa delle analisi complete, già da queste prime stime emerge che non proporre ai clienti ciò che vogliono al prezzo che vogliono comporta la contrazione dei volumi, con impatti devastanti sulla produzione industriale”.
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Per spiegare le ragioni di questo calo, è necessario tenere conto della combinazione di diversi fatto. Si va dall’aumento degli sconti concessi da alcuni rivenditori all’aumento delle immatricolazioni dei cosiddetti “chilometro zero”, fino ad una diminuzione stessa dei listini dopo i rincari subiti negli ultimi anni. Quest’ultimo fattore evidenzia anche un’inversione di tendenza rispetto a quanto accadeva negli anni precedenti, con una prima diminuzione dei prezzi delle vetture dopo che questo era aumentato a più riprese negli ultimi anni.
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Un cambio di paradigma dovuto anche ad un mercato che sta cominciando ad adattarsi alle contingenze e ad una domanda già debole. La transizione ecologica che ha creato incertezza negli acquirenti ma anche un potere di acquisto inferiore senza dimenticare l’aumento dei competitor, in particolare quelli provenienti dalla Cina.