Dal modulo nel volante ai cuscini laterali nel sedile, dalle tendine al tetto fino agli airbag centrali e ai dispositivi pensati anche per la seconda fila. Ecco come funzionano, dove si trovano nell’auto e in quali condizioni intervengono
L’airbag è uno degli elementi chiave della sicurezza in auto. Non evita l’incidente, ma lavora nell’istante successivo all’urto per ridurre il contatto tra il corpo degli occupanti e le strutture rigide dell’abitacolo. Dietro il gonfiaggio di un cuscino in pochi millesimi di secondo c’è un sistema composto da sensori, centralina elettronica, accenditori e generatori di gas. La logica di intervento è selettiva. Non tutti gli airbag si aprono sempre e non lo fanno in qualsiasi tamponamento o urto di lieve entità.
Come funziona l’airbag
Il sistema airbag lavora insieme alle cinture. I sensori distribuiti sulla vettura rilevano decelerazione, intensità e direzione dell’impatto. La centralina elabora questi dati e decide se attivare uno o più moduli. Se la soglia prevista è superata, un accenditore innesca il generatore di gas che gonfia il sacco in una frazione di secondo. Subito dopo, il cuscino comincia a sgonfiarsi attraverso aperture calibrate, così da assorbire energia senza trasformarsi in una superficie rigida. Nei sistemi laterali i tempi sono ancora più stretti, perché lo spazio tra occupante e fiancata è molto ridotto. In un impatto laterale i generatori possono attivarsi dopo circa 7 millisecondi e il cuscino completare il riempimento dopo circa 22 millisecondi. È una finestra temporale minima, necessaria per contenere il movimento del torace e della testa prima che il corpo raggiunga porta, montanti o vetri.
Dove si trovano gli airbag
I due moduli più noti sono quelli frontali. Quello del conducente è inserito nel volante, quello del passeggero nella parte superiore della plancia. Entrano in funzione soprattutto negli urti frontali o quasi frontali e lavorano in combinazione con pretensionatori e limitatori di carico delle cinture. Gli airbag laterali, spesso chiamati sidebag torace o torace-bacino, sono invece posizionati nello schienale del sedile o nel pannello porta. Servono a limitare le lesioni in caso di urto sul fianco, quando la zona di deformazione è molto più ridotta rispetto a una collisione frontale. Accanto a questi ci sono gli airbag per la testa, spesso del tipo a tendina, montati lungo il telaio del tetto. Scendono verso il basso e proteggono i finestrini laterali, coprendo in molti casi sia la prima sia la seconda fila. In diverse vetture sono presenti anche gli airbag per le ginocchia, collocati sotto il piantone dello sterzo o nella parte bassa della plancia. La loro funzione è contenere lo spostamento in avanti delle gambe e contribuire alla corretta postura del corpo durante l’urto.
L’airbag frontale centrale
Tra le evoluzioni più importanti degli ultimi anni c’è l’airbag centrale anteriore, chiamato anche far-side airbag. Si tratta di un dispositivo pensato per evitare che conducente e passeggero anteriore si colpiscano tra loro in una collisione laterale o obliqua. In genere è integrato nella parte interna del sedile del guidatore o nella zona centrale dell’abitacolo e si apre fra i due posti anteriori, creando una barriera di contenimento.
Gli airbag posteriori
Da molti anni diverse auto impiegano curtain airbag che si estendono anche alla seconda fila e, in alcuni casi, sidebag dedicati ai sedili posteriori esterni. Non mancano dispositivi specifici per la protezione posteriore in urti frontali o laterali particolari. Toyota annunciò nel 2009 il primo rear-seat center airbag, montato nella consolle centrale posteriore e pensato per ridurre le lesioni secondarie dovute al contatto tra i passeggeri dietro o contro la console in un impatto laterale. Mercedes-Benz ha poi introdotto sulla Classe S un rear airbag destinato ai passeggeri posteriori esterni, con una struttura studiata per funzionare insieme alle cinture anche nella seconda fila.
Quando entrano in azione
Gli airbag non si aprono a ogni urto. La centralina decide sulla base di più variabili, tra cui severità dell’impatto, direzione della collisione e posizione dei sensori. Per questo un danno visibile alla carrozzeria non coincide automaticamente con l’attivazione del sistema. Un urto laterale richiede logiche diverse da un frontale e può attivare solo i moduli interessati da quella dinamica. Lo stesso vale per i dispositivi destinati alla seconda fila o agli impatti far-side.