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Lamborghini Miura compie 60 anni: la storia della prima supercar del Toro

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Gianluca Sepe

Gianluca Sepe

Il marchio del Toro celebra l’importante anniversario di uno dei suoi modelli più iconici, ripercorrendo i momenti che hanno scandito l’evoluzione di questa vettura sin dal suo debutto al Salone di Ginevra il 10 marzo del 1966. Nel corso dell’anno una serie di eventi per celebrare il sessantesimo anniversario 

Ci sono auto che hanno lasciato un segno profondo nel corso della storia. Vetture storiche, che sono divenute simbolo di un marchio, hanno saputo ispirare modelli successivi e anche altri brand. Come Lamborghini Miura, iconico manifesto della casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese che sin dal suo debutto ha subito mostrato come le sue linee e le sue prestazioni sarebbero diventate una leggenda. Nel 2026 quella che il marchio del Toro ha definito la prima supercar della storia compie 60 anni, sei decadi dal debutto assoluto il 10 marzo al Salone dell’Auto di Ginevra del 1966.

Le origini di Lamborghini Miura

La casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese inizia a lavorare su questa vettura già nel 1964, grazie al team guidato dagli ingegneri Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani. A questi si aggiunge anche il pilota neozelandese Bob Wallace, con l’obiettivo di dare vita ad una stradale altamente sportiva. Il primo prototipo convince subito Ferruccio Lamborghini che autorizza lo sviluppo della 400TP, riconosciuta con il nome di “Progetto “L105”. Il telaio della nuova vettura viene mostrato per la prima volta al Salone di Torino del 1965 ma è al Salone di Ginevra dell’anno successivo che il Toro espone per la prima volta il suo terzo modello, frutto della matita di Marcello Gandini. 

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Il nome

Il nome di questo modello inaugura la nomenclatura del brand legata alla tauromachia, con Lamborghini che sceglie la razza spagnola di tori da combattimento combattimento allevati da Don Eduardo Miura Fernández. Da Miura in poi questa scelta verrà portata avanti anche con altre vetture, come Espada, Islero e poi Murcielago. 

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Un modello ispirato dal motorsport

E a proposito di prime volte, il design di Lamborghini Miura inaugura la collaborazione con Carrozzeria Bertone: l’atelier torinese mette a punto un corpo vettura con una silhouette particolarmente distintiva, con un’altezza di soli 105 centimetri e una struttura bassa e larga. Distintive le prese d’aria di grandi dimensioni così come i fari a scomparsa dotati di “ciglia”. L’ispirazione è dettata dal mondo delle corse con griglie specifiche per raffreddare e dare sfogo al V12. 

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Il V12 di Lamborghini Miura

Proprio il dodici cilindri rappresenta il perno attorno al quale ruota il progetto: il motore arriva ad erogare tra 350 a 370 CV, a seconda che si tratti della versione P400 o P400 S, con le prestazioni che nel primo caso parlano di uno scatto da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi e una velocità massima di 280 km/h. Al momento del debutto, Miura diventa subito la vettura più veloce al mondo. Arriverà poi anche la P400 SV, con 385 CV e 388 Nm di coppia. 

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Gli esemplari realizzati

Secondo il marchio bolognese dal 1966 al 1973 sono state realizzate 763 unità di Lamborghini Miura, con un solo prototipo ufficiale realizzato prima dell’avvio della produzione in serie. Il primo esemplare fu consegnato a Milano il 29 dicembre del 1966, con altre 107 vetture che furono acquistate nel primo anno. Nel corso degli anni sono state realizzate anche alcune serie speciali, come la Miura Roadster del 1968 mentre nel 2006 è stata creata la Miura Concept, nata dalla mattina di Walter De Silva per celebrare i 40 anni di questo modello. 

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