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Autovelox omologati, quali sono e cosa cambia per le multe: le nuove regole

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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato il riordino del sistema di omologazione degli autovelox. I dispositivi approvati dal 2017 risultano compatibili con i requisiti tecnici previsti dal nuovo schema di decreto. Gli apparecchi più vecchi potranno restare in servizio solo dopo l’adeguamento del prototipo. Parallelamente è attiva la piattaforma nazionale del MIT che consente di verificare marca, modello e decreto di approvazione degli strumenti utilizzati per le sanzioni

Autovelox omologati, la nuova cornice normativa

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato il percorso di aggiornamento delle regole tecniche sugli autovelox. Il provvedimento è stato trasmesso il 30 gennaio 2026 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la procedura europea TRIS prevista per le norme tecniche che incidono sul mercato dei dispositivi. Il periodo di osservazioni da parte della Commissione europea e degli Stati membri si chiude il 4 maggio 2026. Il testo disciplina i requisiti di omologazione degli strumenti di misurazione della velocità utilizzati per l’accertamento delle infrazioni al Codice della strada. Il decreto definisce caratteristiche tecniche, procedure di verifica e modalità di certificazione dei dispositivi installati sulle strade italiane. Nel corso del question time alla Camera dell’11 marzo 2026 il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha indicato il criterio operativo applicato dal dicastero. I dispositivi approvati a partire dal 2017 sono considerati coerenti con i requisiti tecnici previsti dal nuovo schema di decreto. Gli apparecchi approvati prima di quella data potranno essere utilizzati soltanto dopo l’adeguamento del prototipo ai nuovi standard tecnici.

Quali autovelox risultano già conformi

Il Ministero ha pubblicato nel febbraio 2026 alcuni decreti di conferma dell’approvazione di diversi sistemi di rilevazione della velocità. I provvedimenti attestano la conformità dei dispositivi alle prescrizioni del decreto ministeriale 13 giugno 2017 numero 282 che ha aggiornato i requisiti tecnici degli strumenti di controllo. Tra i dispositivi oggetto dei decreti ministeriali figurano Velomatic 512D, Telelaser TruCam, Telelaser TruCam Hd e Telelaser TruSpeed. Nei documenti del Mit viene specificato che i sistemi hanno fornito indicazioni conformi alle prescrizioni tecniche previste dalla normativa e che produzione e commercializzazione devono rispettare il prototipo depositato presso il Ministero. La validità dell’accertamento dipende dalla corrispondenza tra il dispositivo utilizzato su strada e il modello approvato dal Ministero. Il riferimento non è il nome commerciale ma la specifica versione dello strumento, identificata attraverso decreto ministeriale, documentazione tecnica e numero di matricola.

La piattaforma nazionale per verificare gli autovelox

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha attivato una piattaforma nazionale per il censimento degli autovelox installati sul territorio. Gli enti proprietari delle strade devono inserire nel sistema i dati relativi ai dispositivi utilizzati per il controllo della velocità. Nel database sono registrati marca, modello, versione, matricola, decreto di approvazione o omologazione, posizione chilometrica e direzione di marcia dell’apparecchio. Le informazioni sono consultabili dai cittadini attraverso il sito del MIT e il Portale dell’Automobilista. Il censimento nazionale consente di verificare la regolarità del dispositivo indicato nel verbale di contestazione. Il controllo riguarda l’esistenza del decreto ministeriale e la corrispondenza tra l’apparecchio installato e quello autorizzato.

Quanti autovelox risultano registrati

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sul territorio nazionale erano stati individuati circa undicimila dispositivi di controllo della velocità. Con l’avvio della piattaforma di censimento gli enti locali hanno iniziato a registrare gli strumenti effettivamente utilizzati. Nel question time dell’11 marzo 2026 il ministro ha indicato che i dispositivi inseriti nel sistema sono circa 3.900. Una quota pari al 29 per cento risulta compatibile con i requisiti di omologazione previsti dallo schema di decreto. Il censimento ha l’obiettivo di rendere trasparente la rete degli strumenti utilizzati per le sanzioni e di verificare la conformità tecnica degli apparecchi presenti sulle strade italiane.

Le conseguenze per multe e controlli

Il riordino della disciplina tecnica incide sulla gestione degli strumenti di controllo da parte degli enti locali. Gli apparecchi più recenti risultano già allineati con i requisiti tecnici definiti dal decreto del 2017. I dispositivi più datati richiedono invece l’adeguamento del prototipo per poter continuare a essere utilizzati. Per gli automobilisti la novità principale riguarda la possibilità di verificare con precisione i dati del dispositivo indicato nel verbale di accertamento. Il controllo può riguardare il decreto ministeriale di approvazione, il modello dello strumento e la presenza del dispositivo nel censimento nazionale. Le regole sull’omologazione si affiancano alla normativa già in vigore sulla collocazione e sull’utilizzo degli autovelox prevista dal decreto interministeriale dell’11 aprile 2024. Il provvedimento stabilisce criteri per la visibilità delle postazioni e per l’utilizzo dei dispositivi mobili.

Iter europeo e prossimi passaggi

Lo schema di decreto notificato a Bruxelles rimane nella fase di osservazioni fino al 4 maggio 2026. La procedura europea consente alla Commissione e agli Stati membri di valutare eventuali impatti sulla libera circolazione dei prodotti e sulla concorrenza nel mercato dei dispositivi di controllo della velocità. Al termine del periodo di notifica il Ministero potrà completare l’iter del provvedimento e adottare il decreto definitivo sull’omologazione degli autovelox. Il nuovo quadro regolatorio definirà in modo uniforme i requisiti tecnici degli strumenti utilizzati per il controllo della velocità sulle strade italiane.

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