Trattato di Dublino, la storia del regolamento del diritto d'asilo Ue

Firmato il 15 giugno 1990 ed entrato in vigore il primo settembre 1997 per i primi dodici Stati firmatari, prevede l'esame delle domande di asilo e l'accoglienza del richiedente nello Stato di primo ingresso nell’Unione europea. LA STORIA - COS'È
  • Al vertice europeo del 5 giugno 7 Paesi, tra cui l’Italia, si sono detti contrari alla proposta di riforma del regolamento di Dublino, il trattato che disciplina il sistema di asilo dell’Unione. Un regolamento che vede posizioni distanti in Europa, firmato nella capitale irlandese il 15 giugno 1990 ed entrato in vigore il primo settembre 1997 per i primi 12 Stati firmatari. Il regolamento attribuisce l'esame delle domande di asilo e l'accoglienza del richiedente allo Stato di primo ingresso nella Ue - Regolamento di Dublino, sette no alla riforma
  • ll regolamento 343 del 2003 (Dublino II) ha sostituito la convenzione del 1990. Questa seconda versione fu firmata dal governo guidato da Silvio Berlusconi. Uno degli obiettivi principali del regolamento è impedire ai richiedenti asilo di presentare domande in più Stati membri - Regolamento di Dublino, la posizione dell'Italia
  • Un nuovo aggiornamento, sotto la dicitura Dublino III, fu approvato dall’esecutivo di Enrico Letta. È entrato in vigore il primo gennaio 2014. Si basa sullo stesso principio dei due precedenti regolamenti. Attraverso l'Eurodac (sistema usato per confrontare le impronte digitali) vengono registrati i dati e le impronte di chiunque attraversi irregolarmente le frontiere di un Paese membro o presenti richiesta di protezione internazionale - Regolamento di Dublino, cosa prevede
  • Nel 2015 l’Europa si era assunta l’impegno di ricollocare attraverso quote obbligatorie per ogni singolo Paese i migranti arrivati in Italia e Grecia. I governi Renzi e Gentiloni hanno insistito durante i loro mandati perché la ricollocazione fosse rispettata, ma si sono dovuti scontrare con l’opposizione del cosiddetto gruppo Visegrad, l’alleanza di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia - Migranti, le posizioni in Europa del governo Gentiloni
  • Dal 2016, secondo fonti del ministero dell’Interno, sono stati ricollocati negli altri Paesi europei 12.745 migranti arrivati in Italia. Il neo titolare del Viminale, Matteo Salvini, intervenendo in Sicilia il 3 giugno ha detto che "l’Italia non può essere il campo profughi d’Europa" - Le dichiarazioni di Salvini