Introduzione
Il simbolico dono della medaglia vinta da Maria Corina Machado e regalata a Donald Trump è solo l’ultimo episodio legato ai prestigiosi riconoscimenti assegnati dal 1901 ad oggi. Ci sono stati premi rifiutati, negati o non ritirati, per ragioni politiche, ideologiche o per motivi di conflitto d’interesse. Ci sono personalità che hanno vinto dal carcere, medaglie vendute all’asta e polemiche nelle scelte dell’Accademia. Ecco alcuni dei casi più discussi.
Quello che devi sapere
Il rifiuto per conflitto d’interesse
Un primo caso controverso risale al 1918: il poeta svedese Erik Axel Karlfeldt vinse il Nobel per la Letteratura ma essendo lui stesso un membro dell'Accademia che assegna il riconoscimento decise di rifiutare facendo notare il conflitto d’interesse che lo riguardava. Il premio gli venne poi conferito postumo, nonostante le regole prevedano di non premiare i defunti, e venne assegnato subito dopo la sua morte nel 1931.
Per approfondire: Nobel, l'Italia nella classifica dei Paesi del G7 è ultima per numero di premi vinti
Il rifiuto (poi ritrattato) di George Bernard Shaw
Nel 1925 il Nobel per la Letteratura fu assegnato al drammaturgo irlandese George Bernard Shaw. Lo scrittore inizialmente era intenzionato a rifiutare. Solo dopo le insistenze della moglie accettò il riconoscimento. Ma decise di destinare il premio in denaro alla traduzione dallo svedese delle opere di August Strindberg, usando i soldi per fondare la Fondazione Letteraria Anglo-Svedese. Disse: “Posso perdonare Alfred Nobel per aver inventato la dinamite, ma solo un demone con sembianze umane può aver inventato il Premio Nobel”.
Per approfondire: Premi Nobel alle donne solo nel 4% dei casi: il resto dei vincitori sono uomini
I Nobel e il nazismo
Durante il Terzo Reich, Adolf Hitler impedì a Richard Kuhn, Adolf Butenandt e Gerhard Domagk di accettare i loro premi. Tutti e tre hanno ricevuto i riconoscimenti solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. C’è poi il caso di Carl von Ossietzky, giornalista e pacifista tedesco, che nel 1935 fu insignito del Premio Nobel per la Pace mentre era in prigione, impossibilitato quindi a recarsi a Oslo. Le sue condizioni di salute peggiorarono in fretta e morì nel 1938. Infine è da ricordare la polemica per il Nobel per la Medicina assegnato nel 1973 a Konrad Lorenz nonostante l'esplicita e documentata adesione al nazismo.
Boris Pasternak costretto al rifiuto
Nel 1958 lo scrittore sovietico Boris Pasternak vinse il Nobel per la Letteratura che gli fu assegnato in particolare per il suo romanzo Il dottor Zivago. Il regime dell’Unione Sovietica lo costrinse a rifiutare l’onorificenza, anche tramite minacce del Kgb, perché non poteva accettare il premio all’autore di un libro che metteva in cattiva luce la Rivoluzione. Il romanzo, censurato dal Cremlino, circolava allora solo clandestinamente in patria. L'Accademia Svedese però non accettò formalmente il suo rifiuto imposto dal suo governo. "Questo rifiuto, ovviamente, non altera in alcun modo la validità del premio”, comunicò Stoccolma. La cerimonia ad hoc venne rinviata fino al 1989, quando il figlio di Pasternak ritirò il premio.
Il contestato Nobel per la Medicina
Il Nobel per la Medicina nel 1962 andò a James Dewey Watson, Francis Crick e Maurice Wilkins, per i loro studi nella determinazione della struttura del DNA. Questo modello però si basava sugli studi di Rosalind Franklin, che Wilkins mostrò a Watson a sua insaputa. Lei però era morta nel 1958 e quindi fu “esclusa” dal premio (che non viene assegnato postumo). Al suo posto venne premiato Wilkins, che era il direttore del laboratorio in cui lavorava Franklin. Il ruolo determinante della scienziata in sostanza fu omesso e dimenticato per decenni. Nel 2014 il dottor James Watson decise di mettere all’asta la sua medaglia del Nobel: è stata la prima volta che un vincitore vivente vendeva la propria medaglia. Fu venduta per oltre 4 milioni di dollari, acquistata dal miliardario russo Alisher Usmanov che pochi giorni dopo gliela restituì spiegando di averla acquistata solo per ridargliela.
Per approfondire: Morto James Watson, fu premio Nobel per la scoperta del Dna
Il no di Sartre
Nel 1964 il Nobel per la Letteratura andò allo scrittore e filosofo francese Jean Paul Sartre. Già prima dell’annuncio ufficiale fece pervenire a Stoccolma la sua posizione: “Per alcune ragioni del tutto personali e per altre che sono più oggettive, non desidero comparire nella lista dei possibili candidati e non posso né voglio accettare questa onorificenza“. Nonostante ciò l'Accademia gli conferì il premio e lui come promesso rifiutò. Riteneva che i riconoscimenti istituzionali avrebbero compromesso l’indipendenza critica di intellettuale. E aggiunse che il giudizio sul valore letterario di un autore si potesse esprimere solo dopo la sua morte. “Nessun uomo merita di essere consacrato da vivo”, disse.
Le Duc Tho e quel no per una pace non raggiunta
Il Nobel per la Pace del 1973 fu assegnato al segretario di Stato americano Henry Kissinger e al vietnamita Le Duc Tho, per il loro ruolo negli Accordi di Pace di Parigi sulla guerra in Vietnam. Ma quest’ultimo rifiutò il premio, motivando la sua decisione con il fatto che il suo Paese non era ancora pacificato e gli accordi firmati venivano costantemente disattesi.
I Nobel in prigione
Di recente alcuni vincitori hanno ricevuto il Premio Nobel per la Pace mentre erano in carcere. È successo nel 1991 ad Aung San Suu Kyi, leader birmana che in quel momento era agli arresti domiciliari a Yangon per la sua opposizione pacifica alla giunta militare del Myanmar. E poi nel 2010 a Liu Xiaobo, dissidente cinese premiato per “la lunga e pacifica lotta per i diritti umani in Cina”. Durante la cerimonia di Oslo, la sua sedia rimase vuota perché dopo la notizia del premio anche sua moglie fu incarcerata. Liu Xiaobo morì in carcere pochi anni dopo.
Medaglie all’asta
In oltre un secolo di Nobel, ci sono alcuni casi di medaglie passate di mano. Oltre al già citato caso di Watson, c’è quello del fisico statunitense Leon Max Lederman, vincitore del Nobel per la Fisica nel 1988 che mise all’asta la sua medaglia nel 2015 per far fronte alle spese mediche legate all’Alzheimer. Ricavò 765mila dollari.
Bob Dylan assente alla cerimonia
Nel 2016, l’Accademia di Svezia assegnò il Premio Nobel per la Letteratura a Bob Dylan. Una decisione che fece molto discutere: è stata la prima volta che il riconoscimento è andato a un cantautore e non a uno scrittore. Dylan inizialmente non rispose e da Stoccolma non riuscirono a contattarlo. Ruppe quindi il silenzio in un’intervista al Telegraph dichiarandosi onorato. Il giorno della premiazione non si presentò a Stoccolma, citando impegni pregressi, ma non rifiutò formalmente il riconoscimento. Mesi dopo consegnò il suo discorso di accettazione — prerequisito indispensabile per ricevere il premio in denaro — registrato in forma audio e trasmesso all’Accademia. Alla fine ritirò il premio il nell’aprile 2017, in una cerimonia privata, tenutasi in una camera d'albergo.
Per approfondire: Bob Dylan, la storia del cantautore che ha vinto anche il premio Nobel
Machado dà il suo Nobel a Trump
La politica venezuelana Maria Corina Machado, figura di spicco dell’opposizione a Maduro, è stata insignita del Premio Nobel per la Pace il 10 ottobre 2025. Dopo il blitz statunitense che ha rimosso il leader di Caracas, ha incontrato alla Casa Bianca il presidente statunitense Donald Trump, che nei mesi precedenti aveva detto in più occasioni di aspettarsi di vincere il premio. Nel faccia a faccia di Washington, Machado ha consegnato la sua medaglia a Trump. Un gesto puramente simbolico, anche perché il comitato di Oslo aveva già chiarito che il prestigioso riconoscimento non è trasferibile a un'altra persona dopo essere stato assegnato. Il tycoon l’ha ringraziata dicendo: “Mi ha consegnato il suo Nobel per la Pace in riconoscimento del lavoro che ho svolto. Un gesto meraviglioso di reciproco rispetto”.
Per approfondire: María Corina Machado vince il Premio Nobel per la Pace 2025: chi è