
Luis Sepúlveda, lo scrittore che "ha dato voce a chi non aveva voce". LA FOTOSTORIA
L’autore di “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, è morto a 70 anni il 16 aprile 2020, a Oviedo, in Spagna, dopo aver contratto il coronavirus. Nemico del neoliberismo, ecologista, è stato un combattente durante la dittatura di Pinochet

Lo scrittore che ci ha messo di fronte alle grandezze e miserie della storia del Novecento, che ha scelto la letteratura per ''dar voce a chi non ha voce''. L'uomo dalle formidabili passioni, l'autore bestseller che si sentiva "cittadino prima che scrittore". Luis Sepúlveda è morto il 16 aprile 2020, a Oviedo, in Spagna, dopo aver contratto il coronavirus
È morto Luis Sepúlveda, lo scrittore cileno aveva contratto il Covid-19
Lo scrittore cileno era ricoverato da fine febbraio. Nella foto, è insieme alla moglie Carmen Yáñez
Chi era Luis Sepúlveda
Innamorato dell'Italia, dove le sue opere hanno superato complessivamente gli 8 milioni di copie, sarebbe dovuto tornare nel nostro Paese a marzo 2020 per parlare di 'Coraggio' al festival dei piccoli e medi editori 'Più libri più liberi', poi cancellato per la pandemia. Nella foto, in un evento di Bookcity al Castello Sforzesco, a Milano, nel 2018
Le frasi da non dimenticare
Venuto al mondo da “fuggitivo”, come lui stesso ama ricordare, Luis Sepúlveda nasce nel 1949 in una camera d’albergo di Ovalle, in Cile, in cui i genitori si trovavano per sfuggire a una denuncia emessa nei confronti del padre per motivi politici
I libri più famosi dello scrittore
I primi anni della sua vita li passa a Valparaíso in compagnia del nonno paterno e dello zio Pepe, entrambi anarchici, che gli trasmettono la passione per i romanzi d’avventura di Salgari, Conrad e Melville
Cile, nel 1973 il colpo di Stato del generale Pinochet
Da adolescente si iscrive alla Gioventù comunista e diventa redattore del quotidiano cileno “Clarín” (da non confondere con l’omonimo giornale argentino). Poi, a 20 anni, vince il premio Casa de las Americas grazie al suo primo libro di racconti. Nella foto, alla 55esima Mostra del Cinema di Venezia, nel 1998

Gli anni Settanta sono quelli della mobilitazione politica. Dopo l’espulsione dalla Gioventù comunista, si trasferisce in Bolivia per unirsi all’Esercito di liberazione nazionale. Poi torna in Cile, dove consegue il diploma di regista teatrale ed entra a far parte del partito socialista e della guardia personale del presidente Salvator Allende

Con il colpo di Stato del 1973 del generale Pinochet, Sepúlveda viene catturato, interrogato e torturato. E per sette mesi rimane chiuso in una cella della caserma di Tucapel. Uno stanzino largo cinquanta centimetri, lungo un metro e mezzo e così basso da non potersi mai alzare in piedi. Le pressioni di Amnesty International lo portano alla scarcerazione e la condanna a morte viene commutata in un esilio di otto anni

Anziché volare in Svezia, dove gli era stata promessa una cattedra universitaria, Sepúlveda scappa prima in Brasile, poi in Paraguay ed Ecuador. Nella foto, la Giuria della 55esima Mostra del Cinema di Venezia:Andrzej Wajda, Ettore Scola, Hector Babenco, Sharunas Bartas, Kathryn Bigelow, Reinhardy Hauff, Daniele Heymann, Ismail Merchant, Luis Sepulveda e Tilda Swinton

Proprio i sette mesi vissuti in Amazzonia saranno alla base del libro “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” con cui, nel 1989, raggiunge la notorietà internazionale e dal quale nel 2001 è stato tratto un omonimo film

Ma il suo nome è legato soprattutto alla storia de “La gabbianella e il gatto”, il cartone animato che si ispira al romanzo da lui pubblicato nel 1996. Nella foto, a Orbetello nel 2005

Prima di stabilirsi a Gijon negli anni Novanta, Sepúlveda vive in Nicaragua, Germania e Francia. In Europa lavora come giornalista viaggiando molto tra Sudamerica e Africa, mentre negli anni Ottanta fa parte di Greenpeace. Nel 2001 si cimenta anche con il cinema, firmando la regia del film "Nowhere" e successivamente, insieme a Diego Meza, del documentario "Corazonverde"

Ambientato in Patagonia proprio come il suo ultimo libro, "Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa", uscito nel 2018 e presentato a Milano. Nella foto, al Salone del Libro di Torino nel 2012

A maggio 2019, è tornato ospite del Salone del libro a Torino. E ai bambini che lo ascoltavano ha detto: "Ricordatevi che vola solo chi osa farlo”. Proprio come la gabbianella protagonista del suo bestseller

Le sue favole sono diventate un caso editoriale. Su tutte "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare", campione di vendite soprattutto in Italia: 2 milioni di copie vendute nel nostro Paese sulle 5,5 distribuite in tutto il mondo

La produzione favolistica è iniziata nel 1997, proprio con la famosissima 'Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare', a cui sono seguite fra l'altro 'Storia di un topo e del gatto che diventò suo amico' e 'Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà'

Tra i libri più conosciuti di Sepúlveda, compaiono titoli come 'Il mondo alla fine del mondo', 'La frontiera scomparsa', 'Diario di un killer sentimentale', 'Patagonia Express', 'Le rose di Atacama'. Nella foto, lo scrittore a Venezia nel 2013

Ma anche 'Storie ribelli' in cui ha ripercorso oltre 40 anni di vicende personali e corali, e la raccolta di articoli 'Ingredienti per una vita di formidabili passioni'. Il suo ultimo romanzo pubblicato in Italia è 'La fine della storia' e l'ultima favola 'Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa'. Nella foto, insieme allo scrittore Pino Cacucci nel 2016 a Bologna

Con Guanda ha dato vita a una collana di narrativa 'La frontiera scomparsa' per scrittori spagnoli e latinoamericani e a lui si deve la nascita del Salone Iberoamericano di Gijon. Nella foto, la premiazione al Teatro Antico di Taormina in apertura della IV edizione del Festival Internazionale del Libro Taobuk. È insieme all'allora presidente del Senato Pietro Grasso e ad Antonella Ferrara

È stato vincitore del Premio Hemingway per la Letteratura, del Premio Chiara alla carriera ed è stato insignito di una Laurea Honoris Causa in Lettere dall'Università di Urbino

Nemico del neoliberismo, ecologista convinto, ha riottenuto la cittadinanza cilena nel 2017. Nella foto, insieme all'ex presidente dell'Uruguay José Mujica e a Carlo Petrini