Quarantadue anni, americano di Detroit, Abdul El-Sayed sarà il primo senatore musulmano nella storia degli Stati Uniti. Nel suo discorso per la vittoria del seggio del Michigan ha ripetuto: "Hanno cercato di convincerci che l'America è piccola per qualcuno ma l'America è abbastanza grande per accogliere tutti"
"A tutti i genitori che hanno faticato a spiegare perché il presidente prenda apertamente in giro qualcuno per il suo nome o per il modo in cui prega: domani dite ai vostri figli che i cattivi hanno perso". Quarantadue anni, americano di Detroit, Abdul El-Sayed sarà il primo senatore musulmano nella storia degli Stati Uniti (IL LIVEBLOG). Nel suo discorso per la vittoria del seggio del Michigan per il Senato ha ripetuto: "Hanno cercato di convincerci che l'America è piccola per qualcuno ma l'America è abbastanza grande per accogliere tutti".
"Chirurgo sociale"
“Un servitore pubblico candidato al Sentato degli Stati Uniti, perché non dovrebbe essere così difficile arrivare a fine mese. Nato e cresciuto in Michigan. Papà di due figlie. Medico”. Così si descrive Abdul El-Sayed nella biografia del suo profilo Instagram. Classe 1984, nato nell'area metropolitana di Detroit da immigrati egiziani e grande tifoso dei Michigan Wolverines, El-Sayed ha studiato medicina e sanità pubblica laureandosi con il massimo dei voti alla University of Michigan per poi conseguire un dottorato all'Università di Oxford, nel Regno Unito, e il titolo di dottore in medicina alla Columbia University. È stato il più giovane direttore del dipartimento di sanità pubblica di Detroit, dove si è distinto per la rimozione del piombo nelle scuole e l'estensione dell'assistenza medica alle comunità svantaggiate. Quando una raffineria vuol aumentare le emissioni di anidride solforosa, El-Sayed si schiera con i residenti dei quartieri popolari, battezzando il suo lavoro “Chirurgia sociale”.
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Sostenitore del Medicare for All
Dopo aver corso per la carica di governatore nel 2018, ha ottenuto la nomination democratica al Senato nell'agosto del 2026 sconfiggendo Haley Stevens alle primarie, per poi battere il repubblicano Mike Rogers nelle elezioni generali. Il 24 ottobre l’ex presidente Barack Obama raduna quattromila militanti alla Cass Tech High School di Detroit per sostenere El-Sayed. Fiero sostenitore del Medicare for All, il sistema sanitario pubblico universale, propone tasse più alte per i miliardari e la cancellazione del debito medico per le famiglie della classe lavoratrice. El-Sayed si è espresso duramente sulla crisi a Gaza, definendo la guerra un genocidio e opponendosi all'invio di ulteriori aiuti militari a Israele. Questa linea lo ha contrapposto all'establishment più moderato del suo stesso partito, ma la sua promessa di reindirizzare i fondi esteri verso l'economia interna ha fatto breccia nell'elettorato del Michigan. A festeggiare con lui la moglie conosciuta all’università, Sarah Jukaku (psichiatra, musulmana americana) e le due figlie Emmalee e Serene.