Lo speciale sulle elezioni Midterm negli USA
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Trump rischia l'impeachment dopo la vittoria dei Democratici alle elezioni Midterm?

Mondo
©Ansa

Introduzione

La netta affermazione dei democratici che alle elezioni di Midterm hanno conquistato entrambi rami del Congresso degli Stati Uniti mette nei guai il presidente Donald Trump. Non solo perché ne limiterà tantissimo i poteri e l’attività ma anche perché rischia di procurargli ulteriori procedure di impeachment dopo le due superate nel suo primo mandato (2019 e 2021). I democratici puntano infatti su diversi argomenti per provare a colpire il presidente, metterlo sotto accusa e destituirlo dalla carica. Trump, ovviamente, lo sa, e nel corso di un comizio tenuto in Oklahoma prima del voto ha ironizzato sui due precedenti: “Sono diventato piuttosto bravo a battergli nell’impeachment”. In Texas, invece, aveva messo in guardia i suoi sostenitori: “Se non vinciamo, finiranno per mettermi sotto impeachment”.

Quello che devi sapere

Per cosa può essere accusato Trump

Sono diverse le azioni di Trump che possono portare all’impeachment, dall’attività presidenziale agli affari personali e familiari. D’altra parte la costituzione ammette la messa in stato d’accusa del presidente per “tradimento, corruzione o altri gravi crimini e illeciti”, con l’ultima opzione che risulta piuttosto vaga e oggetto di interpretazioni su possibili gravi abusi del potere pubblico. Trump potrebbe essere sottoposto a impeachment per le decisioni prese sulla guerra in Iran scavalcando il Parlamento, per la gestione da parte della sua amministrazione degli Epstein Files e per i suoi rapporti col finanziere pedofilo morto suicida in prigione, per l’operato dell’ICE sul fronte immigrazione durante il suo secondo mandato. Ci sono inoltre gli affari privati, quelli della sua famiglia e gli investimenti in criptovalute, sui quali i democratici intendono vederci chiaro.

 

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I poteri dei democratici

Con la maggioranza alla Camera e al Senato, i democratici controlleranno commissioni parlamentari e potranno richiedere documenti sull’operato dell’amministrazione con maggiore facilità. Eserciteranno, in sostanza, il cosiddetto subpoena power, obbligando il governo a rispondere al Congresso. Trump potrebbe comunque rallentare la consegna di documenti e le richieste di testimonianze, invocando il privilegio esecutivo e il diritto a mantenere la segretezza su certe informazioni.

 

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Come funziona l’impeachment

L’impeachment è previsto dall’Articolo II, Sezione 4 della Costituzione statunitense e può essere applicato a qualsiasi funzionario governativo: la Costituzione cita esplicitamente il presidente per evitare qualsiasi possibile fraintendimento. Le procedure vengono avviate dalla Camera, attraverso l’iniziativa di un membro tramite presentazione di un elenco delle accuse sotto giuramento o il rinvio alla commissione competente. Il Comitato della Camera sul potere giudiziario decide con voto a maggioranza sull’esistenza di motivi di impeachment e, se ne trova i presupposti, riporta la questione alla Camera con le sue raccomandazioni. La Camera vota sulla risoluzione nel suo insieme o su ciascun articolo, che deve essere approvato a maggioranza semplice per procedere.

 

La seconda fase della procedura si svolge al Senato, che ha il compito di approvare o respingere la risoluzione in un dibattimento analogo a quello di un processo, con tanto di accusa (rappresentata dai manager selezionati dalla Camera) e difesa (i legali nominati dall’accusato). I senatori prestano giuramento di svolgere i loro doveri in modo onesto e con la dovuta diligenza e votano. Per approvare la procedura di impeachment serve una maggioranza qualificata dei due terzi del Senato. 

 

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I democratici da soli non avrebbero i voti al Senato

Secondo la vittoria che si sta profilando, i democratici hanno sicuramente i numeri alla Camera per portare avanti l’istanza, ma non i 67 voti necessari al Senato per poterla finalizzare e arrivare alla destituzione di Trump.

 

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I precedenti di Trump

Oltre ai due impeachment superati nel primo mandato, Trump ne ha già schivati diversi nel suo secondo. Nell’aprile del 2025, il deputato Shri Thanedar presentò sette accuse che andavano dall’aver ostacolato la Giustizia e non aver rispettato decisioni giudiziarie al blocco dei fondi approvati dal Congresso, toccando anche possibili conflitti di interessi pubblici e privati e l’istituzione del Doge guidato da Elon Musk. Nel 2026, il deputato texano Al Green aveva invece accusato l’amministrazione di non aver impedito la violazione dei diritti civili e gli abusi contro alcuni immigrati da parte di ICE e Cbp. Le iniziative erano state respinte e accantonate già alla Camera, non riuscendo a unire nemmeno tutto il fronte democratico, ma ora che i rapporti di forza si sono ribaltati la situazione potrebbe cambiare.

 

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Un presidente è mai stato condannato?

Nella storia degli Stati Uniti d’America sono tre i presidenti sottoposti a impeachment: Andrew Johnson, Bill Clinton e Donald Trump. Nessuno di loro è stato mai condannato. Trump potrebbe ritoccare il record che già detiene del maggior numero di procedure a suo carico, ma quello che lo vedrebbe diventare il primo presidente destituito per impeachment è uno scenario decisamente meno probabile.

 

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