Introduzione
Ci si interroga ancora su cosa sia successo il 29 ottobre, quando un elicottero militare italiano è precipitato in Bosnia, causando la morte di quattro italiani. La Procura militare ha aperto un'inchiesta, mentre sul posto è arrivata una commissione di esperti della Difesa per ricostruire la dinamica dell'incidente. Elementi utili arriveranno dalle testimonianze di chi era a bordo ed è sopravvissuto e dall'analisi dei rottami.
Quello che devi sapere
Morti e feriti
L’elicottero Ch-47 è precipitato giovedì pomeriggio, 29 ottobre, nei dintorni di Brčko, in Bosnia-Erzegovina. A bordo c'erano 15 persone. Quattro i militari morti: due dell'Esercito, il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, e due della Croce Rossa, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci. I feriti sono invece 11.
Per approfondire:
Chi sono le vittime dell'incidente
La missione di routine
Sono ancora molti i punti da accertare su quanto sia accaduto. Quello che sicuramente si sa, è che l'elicottero è precipitato durante una "missione addestrativa di routine"- probabilmente un'evacuazione medica - nell'ambito dell'operazione Eufor Althea.
Per approfondire:
Elicottero militare italiano precipita in Bosnia, cos’è successo e cosa sappiamo finora
Il filmato
Un breve filmato girato da terra mostra l'elicottero mentre prova a prendere quota, ma quando arriva ad una cinquantina di metri di altezza si avvita su sè stesso e precipita, schiantandosi terra con la parte destra della coda.
Le ipotesi
Il CH-47F coinvolto nella tragedia è un modello aggiornato dell'elicottero costruito oltre 60 anni fa dalla Boeing. A portarlo su sono i due rotori, le cui pale girano una in senso orario e l'altra antiorario tenendolo stabile. Una delle ipotesi che si è fatta largo in queste ore è che uno dei rotori potrebbe aver perso potenza rispetto all'altro compromettendo così la stabilità dell'elicottero. Un comando della pedaliera dei piloti che guida il mezzo potrebbe non aver funzionato. L'avaria è una delle ipotesi, ma non la sola.
Il ruolo dei piloti
Va anche considerato che i due piloti hanno svolto un lungo addestramento per guidare un mezzo così complesso. E veterani del Chinook riferiscono che "se non fossero stati pronti e bravi avremmo avuto 15 morti". Infatti "sono riusciti ad impattare quasi livellati, se lo avessero fatto di testa o di coda la velocità verticale sarebbe stata superiore e sarebbero probabilmente morti tutti".
Le mosse della Difesa italiana e della procura militare
La Difesa italiana svolgerà gli approfondimenti con la sua commissione tecnica inviata sul posto che analizzerà rottami, memoria della strumentazione di bordo ed ascolterà i testimoni. La procura militare di Roma, da parte sua, ha avviato un fascicolo di indagine senza ipotesi di reato che verranno poi valutate all'esito degli accertamenti.
Le polemiche
E non è mancata la polemica dopo che Arnaldo Lomuti e Bruno Marton del M5S hanno invitato a fare "piena luce sulle cause di questa tragedia per accertare se il probabile guasto sia stato dovuto a carenze nella manutenzione dell'aeromobile o ad altre ragioni". Secca la replica del ministro della Difesa Crosetto: "E un esempio indegno di fare politica. La manuntenzione di quei mezzi è superiore a quella di qualunque mezzo civile". Per la sottosegretaria Isabella Rauti, è "un atto di sciacallaggio che qualifica chi lo fa". Anche Giorgio Mulè (FI), parla di "un atto vile, che disonora chi lo commette soprattutto perché alimentato da ignoranza". Sulla stessa linea Paola Chiesa (FdI): "Ancora una volta il Movimento 5 Stelle dimostra di non saper distinguere tra il legittimo confronto politico e lo sfruttamento strumentale di una tragedia".
Per approfondire: