Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Elezioni in Israele, seggi aperti nel Paese per la prima volta dopo il 7 ottobre. LIVE

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Si vota per rinnovare la Knesset, cioè il parlamento, e per definire il prossimo governo. Gli elettori sono oltre 7 milioni e in lizza ci sono 36 partiti. Gli exit poll verranno annunciati immediatamente con la chiusura delle urne, ma i risultati finali saranno ufficializzati solo otto giorni dopo il voto, cioè il 4 novembre. Atteso testa a testa tra il premier uscente Netanyahu e lo sfidante Eisenkot. Alle 10 ora locale l'affluenza registrata è del 16,68% rispetto al 15,9% delle precedenti elezioni

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Urne aperte in Israele dove oggi - dalle 6 alle 21, ora italiana - si tengono le prime elezioni politiche dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra che ne è seguita, a Gaza e poi in Libano e in Iran. Si vota per rinnovare la Knesset, cioè il parlamento, e per definire il prossimo governo. Atteso un testa a testa tra il premier uscente Netanyahu e lo sfidante Eisenkot (CHI E').

Gli elettori sono oltre 7 milioni e in lizza ci sono 36 partiti, di cui solo 13 vengono rilevati nei sondaggi perché superano la soglia di sbarramento al 3,25%. Gli exit poll verranno annunciati immediatamente con la chiusura delle urne, ma i risultati finali saranno ufficializzati solo otto giorni dopo il voto, cioè il 4 novembre. Questo perché il conteggio delle "buste doppie", ossia di chi vota lontano dal proprio luogo di residenza, come soldati, diplomatici e persone ospedalizzate, richiede più tempo. In gioco, in questa tornata elettorale, non c’è solo il futuro dello Stato ebraico, ma anche l’equilibrio in Medio Oriente.

Alle 10 ora locale l'affluenza registrata è del 16,68% rispetto al 15,9% delle precedenti elezioni del 2022.

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Idf, alle ore 10 ha votato il 30% del personale dell'esercito

Alle ore 10,00, le 9 in Italia, la percentuale di votanti tra il personale dell'Idf si attesta al 30%. Lo ha riferito un portavoce dell'esercito israeliano, il quale ha sottolineato che nelle precedenti elezioni, la percentuale di votanti era del 25,7%. 

Elezioni Israele, la mappa dei partiti in corsa per la Knesset

Seggi aperti, oggi 27 ottobre, in Israele per le elezioni parlamentari che determineranno la formazione della 26esima Knesset. Nel primo voto generale dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, sono 36 i partiti in corsa per un seggio. Meno della metà hanno speranze di superare la soglia di sbarramento del 3,26% prevista dalla legge elettorale per ottenere almeno uno scranno. Ecco le principali liste in campo.

Elezioni Israele, la mappa dei partiti in corsa per la Knesset

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Eisenkot: "Sospetto campagna sistematica per sabotarci"

Il partito Yashar, guidato da Gadi Eisenkot, ha presentato un reclamo urgente alla Commissione Elettorale Centrale, denunciando episodi di rimozione o danneggiamento delle proprie schede elettorali nei seggi di tutto il Paese. "L'elevato numero di episodi solleva il serio sospetto che non si tratti di inconvenienti isolati, bensì di un tentativo sistematico e deliberato di sabotare il processo democratico, impedire ai cittadini di esercitare il proprio diritto di voto e influenzare i risultati elettorali", ha sottolineato il partito, sostenendo che "chiunque tenti di sottrarre le schede elettorali sta cercando di rubare le elezioni". Analoga denuncia è stata presentata dal partito arabo-israeliano Raam.

Denunciato tracciamento illegale degli elettori ai seggi

Il partito Insieme dell'ex primo ministro israeliano Naftali Bennett ha accusato rappresentanti del Likud di tracciare illegalmente gli elettori nei seggi e di trasmettere informazioni su di loro tramite un'app, nonostante sia stato vietato dalla Corte Suprema. Secondo Yedioth Ahronoth, anche Degel HaTorah, fazione di United Torah Judaism, ha incaricato i membri del proprio comitato elettorale di comunicare le percentuali di affluenza alle urne durante tutta la giornata. La scorsa settimana l'Alta Corte di Giustizia ha stabilito che i rappresentanti dei partiti presso i seggi elettorali non possono utilizzare mezzi digitali per comunicare in tempo reale l'affluenza alle urne, che viene comunicata ufficialmente dalla Cec quattro volte nella giornata. In quell'occasione, il Likud si era opposto sostenendo che il monitoraggio dell'affluenza alle urne ha due scopi legittimi: supervisionare i processi e il conteggio dei voti e incoraggiare gli elettori a esercitare il proprio diritto. La questione dell'uso di app per monitorare il numero di elettori ai seggi è stata ampiamente dibattuta in tribunale in vista di queste elezioni. Lo scorso agosto il giudice della Corte Suprema Noam Sohlberg, presidente della Commissione Elettorale Centrale, aveva vietato l'uso di app come 'Elector' nel giorno delle elezioni. Il sistema è ampiamente usato dal Likud, ma anche da altri partiti, tra cui i partiti ultraortodossi, l'estrema destra di Sionismo Religioso e Otzma Yehudit, così come da Yisrael Beiteinu che fa parte del blocco dell'opposizione. Altri partiti dell'opposizione come Yashar, Insieme e i Democratici utilizzano un'applicazione analoga denominata 'Victory'. Quest'ultima, a differenza di Elector, riporta solo il numero degli elettori, non la loro identità.  

Media, tre arresti per corruzione elettorale. Netanyahu denuncia: "Episodio grave"

Nel Negev, nel sud di Israele, tre persone sono state arrestate nella notte, sospettate di essere coinvolte in un piano per convincere gli elettori a votare per il partito Ra'am di Mansour Abbas. Lo ha reso noto la Polizia israeliana, secondo quanto riporta il Times of Israel, precisando che sono state effettuate perquisizioni nelle abitazioni dei tre sospetti e che sono state trovate buste con decine di migliaia di shekel in contanti. "Episodio grave", scrive su X il premier Benjamin Netanyahu nel giorno del voto per il rinnovo della Knesset.

Elezioni Israele, chi è Gadi Eisenkot: candidato che sfida Netanyahu

Da alcuni opinionisti viene definito come "l’uomo che incarna tutto ciò che il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, non è". A 66 anni, la gran parte dei quali passati indossando una divisa militare, l’ex generale Gadi Eisenkot è il principale candidato dell’opposizione alle elezioni israeliane del 27 ottobre. Di origini marocchine, è entrato in politica nel 2022 e oggi guida il partito Yashar che in ebraico significa “dritto”, “onesto”. E su di lui, ora, potrebbero convergere i voti di chi vuole porre fine all’era di Netanyahu.

Elezioni Israele, chi è Gadi Eisenkot: candidato che sfida Netanyahu

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Netanyahu: "Ben Gvir farà parte del governo". Ma lui: "Bibi andrà con Eisenkot"

''Caro Itamar, quante volte ripeterai questo bluff? Supererai la soglia di sbarramento, farai parte del nostro forte governo di destra guidato da me e continueremo a lavorare insieme per lo Stato di Israele. Un mandato in più o in meno per te non cambierà nulla, ma se Eisenkot otterrà un mandato in più del Likud, il Presidente affiderà a lui il compito di formare un governo e ci ritroveremo con un governo che piangerà per generazioni''. Lo scrive il Likud a nome del premier Netanyahu in una nota, in risposta a quanto affermato dal ministro dell'ultradestra Itamar Ben Gvir, secondo cui Netanyahu ''si è impegnato con l'amministrazione Usa a formare un governo di unità nazionale con Eisenkot e senza di me dopo le elezioni. Se volete un Ben Gvir forte al governo, e non un Ben Gvir debole all'opposizione, ho bisogno del vostro sostegno alle urne'', ha scritto su X Ben Gvir, condividendo un articolo di Israel Hayom che riportano le indiscrezioni secondo cui l'amministrazione Trump starebbe puntando a un governo di unità tra Eisenkot e Netanyahu, che escluda i partiti della destra estremista. 

Netanyahu

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Israele, elezioni: alle 10 affluenza oltre il 16%. In aumento rispetto al 2022

In Israele, dove gli elettori sono chiamati alle urne per il rinnovo della Knesset, alle 10 ora locale l'affluenza registrata è del 16,68% rispetto al 15,9% delle precedenti elezioni del 2022. Lo ha reso noto la Commissione elettorale, come riportano i media israeliani. 

Herzog: "Elezioni una vera festa per la democrazia"

Le elezioni sono "una festa per la democrazia che nessuno dovrebbe rovinare". Lo ha detto il presidente Isaac Herzog in visita al centro di controllo della Commissione elettorale centrale alla Knesset. "Ci auguriamo che questa giornata trascorra serenamente, affinché i cittadini israeliani possano esprimere il proprio parere alle urne. È importante ricordare che, anche quando esprimiamo voti diversi, alla fine abbiamo un destino comune in questo Paese", ha aggiunto. 

Israele, Salvini: "Spero il voto dia stabilità"

"Spero che con il voto in Israele ci sia stabilità in una terra martoriata, che soffre da troppo tempo. Non mi permetto di dire cosa spero: votino gli israeliani. Mi auguro che le votazioni procedano serenamente, che ci sia un risultato riconosciuto sia da chi vince che da chi perde, perché Israele è centrale anche per il futuro del mondo da tutti i punti di vista". Così il vicepremier Matteo Salvini intervenendo a Radio 24. 

Keret sul voto in Israele: "Scelta tra baratro e cambiamento". VIDEO

Israele, da Ben-Gvir a Golan: i leader dei partiti alle urne

Dai ministri di estrema destra Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich al capo dei Democratici, Yair Golan, la maggior parte dei leader dei partiti israeliani si sono già recati alle urne per votare. Oltre a questi, anche Ofer Winter, alla guida della nuova formazione di destra radicale Amcha Ysrael, i leader delle due liste arabe, Youssef Jabareen e Mansour Abbas, il 'falco' Avigdor Liberman, a capo di Ysrael Beiteinu. Ai seggi si sono gia' recati anche l'ex premier Naftali Bennett, Yoaz Hendel dei Riservisti/Partito economico e il capo del partito ultraortodosso sefardita Shas, Aryeh Deri, insieme al leader spirituale, il rabbino Yitzhak Yosef. Mancano ancora i due principali sfidanti, Benjamin Netanyahu e Gadi Eisenkot.

In Israele familiari degli ostaggi in piazza: "Votate per il cambiamento"

Il presidente israeliano Isaac Herzog è stato tra i primi a votare a Gerusalemme insieme alla compagna Michal Herzog. A Tel Aviv anche nel giorno delle urne i familiari degli ostaggi si sono riuniti per esortare gli israeliani a votare "per il cambiamento, la giustizia e un futuro migliore". Lo riportano i media israeliani. Anche alcuni leader di partito hanno già espresso le loroe preferenze. Il ministro di estrema destra Bezalel Smotrich, presidente del Sionismo Religioso, ha votato nell'insediamento di Kedumin, in Cisgiordania, esortando gli elettori a mobilitare amici e familiari affinché si rechino alle urne e "si assumano la responsabilità dello Stato di Israele, l'unico Stato ebraico". Yair Golan, leader dei Democratici, ha votato a Rosh Ha'ayin. "Oggi è il giorno in cui salviamo Israele. Abbiamo combattuto per quattro anni nelle strade e ora ci rivolgiamo alle urne", ha dichiarato Golan. Anche il ministro della sicurezza di estrema destra  Itamar Ben-Gvir ha votato in un insediamento israeliano in Cisgiordania. 

Netanyahu pubblica video girato in Cisgiordania: "O la destra o la Palestina"

In un video girato nell'insediamento di Peduel, in Cisgiordania, e diffuso stamattina, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito il suo slogan elettorale secondo cui "il vero tema di queste elezioni è o la Destra o la Palestina". Netanyahu, vantandosi di aver "combattuto contro tre presidenti americani" contro la formazione di uno stato palestinese, ha affermato che il suo principale rivale Gadi Eisenkot avrà bisogno del sostegno di "Mansour Abbas e dei partiti arabi della sua coalizione, di Yair Golan, il quale sostiene la necessità di creare uno stato palestinese, e di Lieberman, che ha dichiarato che all'esercito giordano deve essere consentito l'ingresso nel paese".

Partito Haredi Public denuncia: aggrediti in città ultraortodosse

Il partito Haredi Public ha denunciato alla polizia che i suoi attivisti hanno subito aggressioni e che i gazebo allestiti fuori dai seggi sono stati oggetto di atti di vandalismo nelle città ultra-ortodosse di Bnei Brak, Beit Shemesh e Beitar Illit. Lo riferisce Haaretz. L'Haredi Public è una novità delle elezioni, un'alternativa ai due tradizionali partiti ultraortodossi, United Torah Judaism e Shas, con posizioni piumoderate. Secondo i sondaggi, non dovrebbe riuscire a superare la soglia di sbarramento. 

Il presidente Herzog ha votato a Gerusalemme

Isaac Herzog ha votato a Gerusalemme. Il presidente israeliano si è recato al seggio insieme alla moglie Michal, riferiscono i media nazionali. 

Operazione anti-terrorismo dell'Idf nell'area di Nablus in Cisgiordania

Mente nel Paese si vota, le forze di difesa israeliane, la polizia di frontiera e lo Shin Bet hanno lanciato un'operazione nella notte nell'area di Nablus in Cisgiordania "per contrastare il terrorismo, nell'ambito di un'operazione su larga scala che si svolgerà nella regione nei prossimi giorni". L'operazione prevede la distruzione di monumenti che incitano al terrorismo, l'arresto di individui ricercati per traffico d'armi e terrorismo, l'interrogatorio di sospetti e la perquisizione di edifici con informazioni che indicano la presenza di armi. Secondo quanto riferito da fonti palestinesi, le Idf hanno iniziato a distruggere il monumento ai "martiri" nel villaggio di Rujeib, a est di Nablus, che commemora i nomi di terroristi.

Israele, la sfida Netanyahu-Eisenkot e l'ombra di un voto senza svolte

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Seggi aperti dalle 6 ora italiana

Si sono aperti alle 7 locali (le 6 in Italia) i seggi per la formazione della 26ma Knesset. Si tratta della prima votazione dall'attentato del 7 ottobre. Sono circa 7 milioni e 331 mila gli israeliani chiamati alle urne oggi fino alle 22 locali (le 21 in Italia). In lizza ci sono 36 partiti, di cui solo 13 vengono rilevati nei sondaggi perché superano la soglia di sbarramento al 3,25%. Gli exit poll verranno annunciati immediatamente con la chiusura delle urne, ma i risultati finali saranno ufficializzati solo otto giorni dopo il voto, il 4 novembre. Il conteggio delle 'buste doppie' - ossia di chi vota lontano dal proprio luogo di residenza, come soldati, diplomatici, persone ospedalizzate - richiede più tempo e in passato ha ribaltato i risultati emersi dagli exit poll iniziali. 

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