Restrizioni alla circolazione notturna anche a Nizza, Lione, Lille, Douai, Wattignies e Denain. Il coordinamento dei Gilet gialli della mobilitazione del 17 ottobre ha annunciato un "secondo atto" della protesta per sabato prossimo. Il presidente Macron chiede al governo di "adottare tutte le misure necessarie per assicurare trasparenza riguardo alle lacune nella pianificazione e nell'intelligence". E accusa la sinistra radicale di aizzare le proteste
Dopo le violenze, i saccheggi e le devastazioni di questo fine settimana durante le manifestazioni contro il carovita e per una scuola migliore, in diverse città fra cui Parigi è stato disposto un coprifuoco a partire dalle 23 di questa sera fino alle 6 di domani mattina: la misura riguarda in particolare Place de la République e le vie che consentono l'accesso al quartiere des Halles da sud. L'ultimo weekend è stato uno dei più caldi: ci sono stati 2.331 fermi di polizia. "Il 70% riguarda persone maggiorenni, molto spesso già note alle forze dell'ordine", di cui "oltre l'80%" è oggetto di procedimenti giudiziari", ha detto il ministro della Giustizia Gérald Darmanin. La gravità della situazione ha spinto il ministro dell'Interno Nunez a dimettersi: ha ammesso che la polizia ha "perso il controllo" in alcune città, parlando di una "mancanza di previsione" nei preparativi. Il presidente Macron ha però rifiutato le sue dimissioni. Intanto, il coordinamento dei Gilet gialli della mobilitazione del 17 ottobre ha annunciato un "secondo atto" della protesta per sabato prossimo.
I coprifuoco
A Nizza la prefettura delle Alpi Marittime ha disposto un coprifuoco per i minori nel centro, in vigore da stasera alle 2 fino alle 6:00 di domani mattina. Le aree interessate, che vanno dal centro città fino alla Vieux-Nice (la parte vecchia di Nizza) e da rue Trachel fino alla Gare du Sud, sono quelle risultate "più colpite" dagli incidenti e i saccheggi avvenuti nel fine settimana. Il governo francese ha annunciato coprifuoco anche per le città di Lille, Douai, Wattignies e Denain.
Bloccato l'accesso al Louvre
Stamattina a Parigi una cinquantina di studenti ha bloccato l'accesso al Louvre. Si tratta di alunni che frequentano l'École du Louvre, scuola d'arte senza legame diretto con il museo, e hanno organizzato la protesta per solidarizzare con i liceali che da settimane scendono in piazza.
Oltre 2.500 fermi dall'inizio delle proteste, 67 in carcere
Intanto il ministro francese della Giustizia, Gérald Darmanin, intervistato da TF1, ha fatto sapere che sono 2.513 i fermi di polizia effettuati in Francia dall'inizio delle proteste e 67 le persone incarcerate. Il Guardasigilli ha inoltre annunciato di aver inviato "una direttiva a tutte le procure di Francia, chiedendo di procedere con una qualificazione giuridica legata alla criminalità organizzata". Ciò consentirà, in particolare, di estendere la durata dei fermi da 48 a 72 ore e di ricorrere a strumenti quali la geolocalizzazione e le intercettazioni telefoniche, per stabilire "dove si trovavano le persone nel momento in cui venivano saccheggiati i negozi o attaccate le sedi municipali".
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Macron: "Lacune nell'intelligence"
Macron ha chiesto a Nunez di "adottare tutte le misure necessarie per assicurare trasparenza riguardo alle lacune nella pianificazione e nell'intelligence che hanno condotto alle violenze" durante le manifestazioni in strada e di "introdurre nuovi metodi operativi per le forze di sicurezza" al fine di gestire la crisi, mettendo fine ai fenomeni delle barricate e dei saccheggi.
Nunez: "Forze di sicurezza dispiegate erano insufficienti"
Durante le proteste di sabato, ha detto Nunez, "non si poteva guardare negli occhi i negozianti dopo che centinaia di negozi erano stati saccheggiati e dire loro che non avevamo perso il controllo". Sarebbero "oltre 2000" le attività commerciali direttamente colpite, dice il presidente della Confcommercio francese (Cci France), Alain Di Crescenzo, evocando ai microfoni di Radio RTL danni per "centinaia di milioni di euro". Il ministro ha riconosciuto una "mancanza di lungimiranza" nel dispiegamento delle forze di sicurezza: il numero era insufficiente per gestire le grandi folle di rivoltosi e saccheggiatori ai margini delle manifestazioni. Ha stimato che circa 60mila agenti delle forze dell'ordine fossero stati dispiegati in tutto il Paese quel giorno.
Nunez a Marsiglia, scatta divieto di manifestare
Nunez oggi era a Marsiglia, dove, secondo le autorità, sabato 17 ottobre 30mila saccheggiatori hanno devastato diversi negozi. La prefettura della città aveva decretato il divieto di qualsiasi tipo di manifestazione ."Divieto di ogni assembramento e manifestazione sull'intero territorio comunale, dalle 12 alle 20 di oggi, lunedì 19 ottobre 2026", si legge in un messaggio pubblicato su X dalla Préfète de police déléguée des Bouches-du-Rhône .
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Lo scontro politico
Macron attribuisce la responsabilità dei disordini non a tutti i manifestanti, ma a "facinorosi appartenenti a un gruppuscolo di estrema sinistra, affiancati da numerosi delinquenti" e ha annunciato una stretta: i prefetti potranno decidere misure per proteggere le città, "fino a vietare alcune manifestazioni". Un messaggio implicitamente rivolto alla France Insoumise (Lfi) di Jean-Luc Mélenchon, il partito della sinistra radicale accusato di aizzare le proteste. "Tutti coloro che oggi sostengono che l'urgenza sia scendere in piazza hanno un solo obiettivo: rubare il dibattito" politico, dice Macron. Mélenchon ha accusato a sua volta Macron di puntare al "logoramento" della situazione. "Non dirigiamo noi il movimento popolare. Si dirige da sé attraverso i suoi sindacati e le sue assemblee. Da tre settimane, i deputati e gli eletti di Lfi si interpongono di fronte alle violenze della polizia. Questo è il nostro ruolo", assicura.