Un manifestante a Parigi è morto per arresto cardiaco durante la protesta. Devastato il municipio di Limoges, nella Francia centro-occidentale: l’incendio è stato circoscritto ma il tetto è crollato durante gli scontri. Il ministro dell'Interno Nunez, ha fatto sapere che in tutta la Francia "migliaia di persone sono state arrestate e sono in corso indagini per identificare i responsabili di tali atti e assicurarli alla giustizia". In serata il discorso di Macron alla nazione
''Questa sera proviamo tutti rabbia e verogna''. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, rivolgendosi alla nazione dopo il caos e le devastazioni a margine delle manifestazioni di ieri in Francia. "Nulla giustifica la violenza", ha aggiunto il leader francese. "Chi ha distrutto deve pagare, chi ha saccheggiato deve rimborsare", ha poi proseguito Macron nel suo discorso, esprimendo solidarietà alle forze dell'ordine. "Ieri, nonostante la loro professionalità, le forze dell'ordine hanno subito una violenza senza precedenti. Ho chiesto al governo di trarre tutti gli insegnamenti necessari in merito all'attività di intelligence; ci sarà massima trasparenza. Le indagini saranno condotte con la massima fermezza", ha sottolineato ancora.
Denunciata "incredibile violenza nelle città"
"Vedere le città, le strade delle nostre città devastate in questo modo è insopportabile", ha riferito inoltre il presidente. Il capo dello Stato ha denunciato "l'incredibile violenza nelle nostre città", ricordando che "edifici pubblici, negozi e municipi sono stati attaccati e in alcuni casi distrutti" e che centinaia di agenti di polizia sono rimasti feriti. "Quando abbiamo visto quelle immagini, ci siamo chiesti tutti: che cosa avevano in testa? Come possono dei francesi fare questo alla Francia?", ha affermato Macron, sottolineando che "non c'è nulla che giustifichi" le violenze e i danni provocati dai disordini.
La presa di posizione
"Saremo intransigenti. L'ascolto e il dialogo non significano né debolezza né impunità". Lo ha detto ancora Macron, annunciando possibili restrizioni alle manifestazioni dopo le violenze di sabato. "I prefetti prenderanno le decisioni insieme ai sindaci per proteggere le nostre città, gli edifici pubblici e le attività commerciali", ha spiegato il capo dello Stato, precisando che le misure potranno arrivare fino a "vietare alcuni raduni" e ad adottare "ogni azione necessaria". Macron ha inoltre invitato i partiti politici, le organizzazioni professionali e i sindacati a "condannare senza ambiguità tutte le violenze e a chiedere la calma". "Il Paese ha bisogno di ordine, di distensione e non di un'escalation", ha sottolineato.
Un confronto con gli studenti
Il presidente ha annunciato che già questa settimana il governo avvierà un confronto con studenti delle scuole superiori e universitari, insegnanti, sindacati, associazioni imprenditoriali e amministratori locali per individuare risposte alle preoccupazioni dei giovani. "Non possiamo chiedere ai nostri giovani di credere nel futuro senza dare loro la possibilità di costruire le risposte e di sedersi al tavolo", ha affermato Macron, ribadendo la volontà di coniugare il dialogo sulle rivendicazioni sociali con la fermezza nei confronti dei responsabili delle violenze.
La conta di danni e feriti
Si contano intanto danni e i feriti all’indomani delle proteste contro il carovita in Francia, sfociate in violenti scontri con la polizia. Migliaia di persone sono state fermate in tutto il Paese, come reso noto dall ministro dell'Interno, Laurent Nunez. Ieri ha detto, "sono stati commessi atti violenti da diverse migliaia di individui dell'estrema sinistra", ai quali si sono poi "uniti dei delinquenti che hanno saccheggiato e devastato numerosi esercizi commerciali". Nel detttaglio sono state circa 2.400 le persone fermate oggi in Francia durante la giornata di mobilitazione contro il carovita, segnata da episodi di violenza; quasi un migliaio tra poliziotti e gendarmi sono rimasti feriti, sette dei quali in modo grave, secondo un bilancio consolidato del ministero dell'Interno. In particolare, sono stati effettuati 2.397 fermi nel corso di una giornata degenerata nel caos, caratterizzata da numerosi atti di violenza e saccheggi. In totale, 997 tra poliziotti e gendarmi hanno riportato ferite.
Momenti di tensione anche oggi
Nuovi scontri e saccheggi sono avvenuti a Place de la République a Parigi. Il negozio 'Petite Mendigote', situato in rue Beaurepaire, è stato saccheggiato in pochi secondi da alcuni facinorosi. La stessa via era già stata teatro ieri di gravi violenze, con il saccheggio di un supermercato Franprix e un bistrot andato a fuoco. "Sui social network era stato lanciato un appello per un raduno non autorizzato, previsto per oggi alle 14:00 in Place de la République", ha spiegato la prefettura all'agenzia France Presse. Per scongiurare un corteo spontaneo le forze dell'ordine hanno "effettuato controlli" e "predisposto un dispositivo di sicurezza", così da poter "intervenire rapidamente, se necessario". Di fronte alle prime tensioni, gli agenti si sono avvicinati per disperdere e fermare i partecipanti: come si vede dalle immagini trasmesse dalle emittenti televisive.
Governo convoca unità di crisi
Da Palazzo Matignon hanno intanto fatto sapere che è stata spostata a domani mattina alle 10 la riunione dell’unità di crisi interministeriale presieduta dal primo ministro francese, Sebastien Lecornu. L’incontro, inizialmente fissato per stasera e stato spostato per motivi di agenda, si concentrerà su tre ambiti: "economia e commercio", "assicurazioni" e "seguito giudiziario". Intanto i sindaci delle città più colpite, tra cui Parigi, Lione, Marsiglia e Limoges, hanno sollecitato impegni concreti da parte dell'esecutivo. Il ministro dell'Interno Nunez lunedì 19 ottobre si recherà a Marsiglia, dove sabato, ha detto lui stesso in un post sui social, "sono stati commessi atti di violenza da diverse migliaia di individui dell'estrema sinistra", ai quali si sono poi "uniti dei delinquenti che hanno saccheggiato e devastato numerosi esercizi commerciali".
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Incendiato e distrutto il municipio di Limoges
Le manifestazioni e i cortei contro il carovita, oltre a Parigi, hanno coinvolto in particolare Montpellier, Strasburgo, Lilla, Bordeaux, Nantes e Marsiglia. A Limoges il municipio, un edificio del XIX secolo, è stato incendiato da un gruppo di manifestanti violenti ed è andato in gran parte distrutto. L’incendio nel paese della Francia centro-occidentale alle prime luci di questa mattina è stato circoscritto, come ha annunciato il prefetto del dipartimento dell'Alta Vienne, Maurice Barate, citato dall'emittente televisiva Lci. Il tetto dell'edificio, che ha 143 anni, è però in gran parte crollato durante gli scontri. "È stata un'orda selvaggia ad appiccare deliberatamente il fuoco", ha dichiarato Barate.
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Un manifestante morto per arresto cardiaco
Gli scontri hanno provocato anche vittime. Un manifestante sceso in strada ieri a Parigi è morto per arresto cardiaco: la persona, della quale non sono state diffuse le generalità, è svenuta mentre sfilava su Boulevard Magenta ed è deceduta dopo essere stata trasportata d'urgenza all'ospedale Chateau d'Eau. A Saint-Etienne, nel centro della Francia, un manifestante ha perso la mano a causa di una granata della polizia. La vittima, come confermato dalla prefettura del dipartimento della Loira, sarebbe un "giovane maggiorenne", sulla ventina, che è rimasto "gravemente ferito a una mano" dopo aver raccolto la granata a mani nude.
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Trump e Vance: "Colpa dell'immigrazione incontrollata"
Donald Trump è interviene a gamba tesa sulle violente proteste, attribuendo all'immigrazione la responsabilità dei disordini e proponendo poi la sua ricetta: un inasprimento draconiano delle norme sulle politiche migratorie. "La Francia è in fiamme! L'immigrazione di persone provenienti da un mondo completamente diverso, persone che nutrono odio nei loro cuori, ha mandato in frantumi quello che un tempo era un grande Paese", ha scritto il presidente Usa su Truth. "Chiudete le frontiere e riprendete il controllo, prima che sia troppo tardi!", ha aggiunto il tycoon, postando poco dopo anche un video a testimoniare la gravità delle devastazioni fatte dai rivoltosi.Quello del tycoon non è stato l'unico affondo dell'amministrazione contro Parigi, che fa i conti con i danni diffusi causati dalle violenze e la conseguente crescente pressione sul presidente Emmanuel Macron a sei mesi dalle elezioni per la sua successione: poche ore prima del suo post su Truth, anche il vicepresidente JD Vance si è espresso con toni simili e molto duri sugli avvenimenti francesi: "I liberali occidentali hanno importato il Terzo Mondo in Francia e in altri Paesi in nome della diversità e della compassione. Hanno ignorato questioni fondamentali come l'assimilazione e la compatibilità. Erano stati avvertiti che si sarebbe arrivati a questo, ma non hanno ascoltato", ha scritto Vance in un post su X. Condividendo un drammatico video sul rogo del municipio di Limoges, il vicepresidente ha aggiunto di pregare "affinché la Francia, un Paese meraviglioso, abitato da persone straordinarie, ponga fine a questa follia, prima che altri suoi monumenti vadano in fiamme".