Introduzione
A sei mesi dalle elezioni presidenziali, la Francia torna in piazza per una giornata di mobilitazione che unisce le diverse proteste contro il carovita. Una “convergenza” tra la mobilitazione studentesca e i gilet gialli chiamati a tornare in piazza insieme a sindacalisti e militanti per il clima. Le autorità stimano una partecipazione di circa 200.000 manifestanti. E c’è il rischio di violenze nei cortei. Il presidente Emmanuel Macron ha rivolto un appello "alla calma", sottolineando che il diritto di manifestare deve accompagnarsi al "rispetto", senza "insultare" né “distruggere”. Preoccupazione nel governo, tanto che il premier Sébastien Lecornu ha convocato una “cellula interministeriale di crisi” per scongiurare il peggio.
Quello che devi sapere
Cosa è previsto
Sul sito dedicato alla mobilitazione sono annunciate circa 1.500 iniziative tra manifestazioni e blocchi. L'entourage del ministro dell'Interno Laurent Nuñez parla invece di circa 500 azioni previste e oltre 90 progetti di cortei. Oltre alle marce nei centri cittadini e ai raduni sulle rotonde, simbolo dei gilet gialli, sono prospettati blocchi e presidi con passaggio controllato presso stazioni, ponti, caselli, distributori, raffinerie e depositi petroliferi.
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Quante persone saranno in piazza
Le autorità si attendono oggi circa 40mila manifestanti a Parigi e altri 150mila nel resto del Paese, secondo una fonte di polizia. La protesta si svolge in un clima di forti tensioni sociali, alimentate dal rincaro dei carburanti e dalla perdita di potere d'acquisto. Sullo sfondo, il ricordo dei gilet gialli del 2018-2019, nati contro l'aumento delle tasse sui carburanti e segnati da violenti scontri, anche sugli Champs-Elysees.
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Previsti disordini
"Si prevedono disordini nei cortei, soprattutto a Parigi e nelle grandi città", hanno avvertito fonti vicine al ministro Nuñez, che ha precisato che le granate stordenti, il cui impiego nelle proteste liceali è stato sospeso dopo gravi incidenti, potranno essere utilizzate in caso di "violenze urbane estremamente gravi". Intervenendo in diretta su France 2, il ministro dell'Interno ha detto di temere soprattutto che le "fasi finali" della protesta possano degenerare in devastazioni e violenze “a causa dell'estrema sinistra", in particolare, in città come “Bordeaux e Tolosa”. Fonti vicine al ministro avvertono che “azioni di blocco” sulle principali arterie e infrastrutture del Paese “non verranno tollerate”.
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Primi interventi polizia a Lione e Rennes
In mattinata primi interventi delle forze dell'ordine all'inizio della giornata di mobilitazione. A Lione, i reparti antisommossa hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere un centinaio di manifestanti lungo le rive del Rodano. A Rennes, "un gruppo di manifestanti ha tentato di bloccare avenue Charles et Raymonde Tillon erigendo barricate in fiamme", ha riferito la prefettura su X, aggiungendo che è in corso un intervento delle forze dell'ordine.
I divieti a Parigi
Nella capitale sono vietate le manifestazioni vicino ai luoghi istituzionali sensibili, tra cui l'Eliseo, Matignon e l'Assemblea nazionale, e sugli Champs-Elysees. Il prefetto di Parigi, Patrice Faure, ha bocciato l'itinerario della manifestazione parigina con arrivo in Place de la Concorde, invocando rischi di violenze e turbativa dell'ordine pubblico. Faure ha proposto un percorso alternativo, tra Place de la Bastille e Place de Clichy, che però non piace agli organizzatori. "Ci vengono rifiutati i cortei che si dirigono verso i luoghi del potere e questo non è normale”, ha dichiarato Coppélia Moreau, del comitato Ile-de-France l'Interface, al termine di riunione in prefettura con le autorità locali.
Il legame con i gilets jaunes
Da inizio settembre, sui social erano cominciati a circolare appelli per un ritorno in piazza il 17 ottobre. Otto anni dopo, figure simbolo dei gilet gialli durante le proteste del 2018-2109 come Jérôme Rodrigues, Maxime Nicolle, Eric Drouet e Priscillia Ludosky, hanno espresso il loro sostegno alla mobilitazione. Jerome Rodrigues, figura dei gilet gialli che perse un occhio durante una manifestazione nel gennaio 2019, ha invitato a proseguire la protesta oltre questa giornata: "Non risolveremo il problema in un giorno, dobbiamo farci sentire molto più a lungo".
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Chi è che manifesta
"Non è solo un movimento di 'gilet gialli', né solo un movimento di studenti e liceali, è il popolo intero che si sta sollevando, ed è per questo che il potere ha paura", dichiara Benjamin Ball, curatore del sito 17octobregiletjaune.net, già promotore di passate proteste come “Bloquons tout” e la marcia per il clima del 26 settembre. In una circolare interna rivelata da BFMTV, la polizia indica che la mobilitazione di oggi è alimentata da "un'effervescenza sui social network, che l'hanno generata, ma anche sui media, che stanno dedicando uno spazio crescente a questo tema". Si tratta, secondo le autorità, "di un movimento 'eterogeneo' che punta a una 'convergenza delle lotte' e che riunisce, tra gli altri, esponenti dell'estrema sinistra, 'neo-gilets jaunes', sostenitori della causa palestinese, partiti di sinistra, liceali, studenti e persino 'aderenti alla scena techno-alternativa'".
Lo scenario politico
Il voto presidenziale di aprile vede come grande favorita nei sondaggi la candidata del Rassemblement National (RN), Marine Le Pen. Il presidente del RN, Jordan Bardella, si è detto "preoccupato" per possibili disordini, accusando la mobilitazione di offrire, "sotto la copertura di rivendicazioni legittime", un'occasione alla "Francia del caos" per riunirsi dietro Melenchon. Il leader di La France Insoumise punta sulla mobilitazione e ha salutato "un momento importante" in cui si esprimerà "l'esasperazione acuta di moltissimi settori della società", in particolare degli studenti universitari e liceali, denunciando al contempo "violenze della polizia e repressione sproporzionate e permanenti". Nei cortei saranno presenti diversi deputati della sinistra radicale, la leader degli Ecologisti Marine Tondelier e il segretario comunista Fabien Roussel.
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