Usa, blitz nella casa della deputata dem Ilhan Omar: indagine sullo status di immigrata
MondoGli agenti del Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti hanno perquisito l’abitazione della deputata democratica nell'ambito di un'indagine penale sulla documentazione relativa al suo status di immigrata. Secondo Fox News, gli accertamenti riguardano documenti compilati dal padre quando era bambina. Omar ha accusato Trump di portare avanti una campagna di intimidazione politica nei suoi confronti
Blitz degli agenti del Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti nell’abitazione della deputata democratica progressista Ilhan Omar (CHI È), nell'ambito di un'indagine penale sulla documentazione relativa al suo status di immigrata. La parlamentare, di origine somala, è da tempo nel mirino delle critiche del presidente Trump, che in passato l'ha definita "spazzatura". Omar ha denunciato l'operazione come un tentativo di intimidazione politica.
L’indagine sui documenti di immigrazione
Secondo quanto riferito da Fox News, l’inchiesta si concentra sui documenti compilati dal defunto padre della deputata quando Omar era ancora bambina. L'operazione, avvenuta nelle prime ore del mattino, arriva a ridosso delle elezioni di metà mandato, nonostante la consolidata prassi della giustizia americana di evitare operazioni di questo tipo nelle settimane precedenti al voto. "Oggi, nell'area di Washington Dc, l'unità investigativa del Dipartimento per la Sicurezza Interna (Homeland Security Investigations) ha eseguito un mandato di perquisizione autorizzato dall'autorità giudiziaria e ottenuto dal Dipartimento di Giustizia", ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Giustizia a Fox News. "Questa operazione fa parte di un'indagine federale in corso", ha aggiunto.
Ilhan Omar: “Blitz federali è campagna di intimidazione di Trump”
"Sto bene. Non facciamoci illusioni: si tratta di un tentativo di colpire gli avversari politici e di strumentalizzare le forze dell'ordine federali”, ha dichiarato la deputata democratica. "Da dieci anni Trump mi prende di mira con bugie infondate e campagne diffamatorie. Questa è l'ultima escalation della sua campagna di intimidazione politica", ha aggiunto. Nata in Somalia e trasferitasi negli Stati Uniti da bambina per sfuggire alla guerra civile, Omar è da tempo bersaglio delle critiche di Trump, che ha più volte messo in dubbio la legittimità della sua cittadinanza americana e l'ha accusata di aver sposato il fratello, arrivando a dichiarare: "Deve lasciare il nostro Paese".
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Il post cancellato da Katie Miller
Nella giornata delle perquisizioni in casa di Omar era arrivato anche un post su X, poi cancellato, da Katie Miller, podcaster e moglie del vice capo di gabinetto dell'amministrazione Trump Stephen Miller. Miller aveva commentato sul social X la notizia scrivendo "promessa fatta, promessa mantenuta", uno slogan usato dalla campagna di Donald Trump. Il post ha generato subito proteste degli utenti, che hanno visto in quella frase la conferma che il raid degli agenti federali, a 22 giorni dalle elezioni del Congresso, avrebbe una motivazione politica. Miller ha cancellato il post, sostituendolo con uno in cui ha lodato la professionalità degli agenti, ma qualcuno aveva già fotografato il primo, mettendelo in rete.