L'esponente dem, nata in Somalia e fuggita dalla guerra civile quando aveva 8 anni, è stata la prima rifugiata africana a diventare membro del Congresso. Nota per le sue posizioni progressiste, è diventata oggetto di violentissimi attacchi dal presidente Usa, in relazione a una frode perpetrata da alcuni esponenti della comunità somala, per la quale non è stata accusata di alcun illecito
Quarantatré anni, nata in Somalia, Ilhan Omar rappresenta il 5° distretto congressuale del Minnesota nella Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, che comprende Minneapolis e i sobborghi circostanti. L’esponente democratica, aggredita durante un evento a Minneapolis, è da tempo oggetto di durissimi attacchi da parte di Donald Trump. Omar ha prestato giuramento al Congresso nel gennaio 2019, diventando la prima rifugiata africana a diventare membro del Congresso, la prima donna di colore a rappresentare il Minnesota e una delle prime due donne musulmane americane elette al Congresso. Le sue battaglie politiche si concentrano sul diritto all'istruzione, il salario equo, la creazione di un sistema di immigrazione equo e la lotta al cambiamento climatico.
La fuga dalla Somalia e l'infanzia in un campo profughi
Nata in Somalia, Omar fuggì con la sua famiglia dalla guerra civile quando aveva otto anni. Dopo aver trascorso quattro anni in un campo profughi in Kenya arrivò con la famiglia negli Stati Uniti negli anni '90. Nel 1997, si trasferì a Minneapolis. Da adolescente, secondo quanto si legge sul suo sito, il nonno la incoraggiò a impegnarsi in politica. Prima di candidarsi, ha lavorato presso l'Università del Minnesota, è stata Policy Fellow presso la Humphrey School of Public Affairs e ha ricoperto il ruolo di Senior Policy Aide per il Consiglio comunale di Minneapolis. Membro della Commissione Bilancio della Camera, fa anche parte della Commissione Istruzione e Lavoro della Camera, dove è membro della Sottocommissione per la Tutela della Forza Lavoro e della Sottocommissione per la Salute, l'Occupazione, il Lavoro e le Pensioni.
Lo scandalo della truffa "somala" durante la pandemia
Ma il nome di Ilhan Omar è rimbalzato sui media negli ultimi tempi soprattutto per gli attacchi violentissimi del presidente Trump che l'ha definita “pattume”, le ha dato della “stronza”, l'ha accusata di essere arrivata in America senza un soldo e di aver ammassato una fortuna. A portare Omar sotto i riflettori è stato uno scandalo per una frode che coinvolge decine di somali della sua comunità, ma anche il governatore Tim Waltz, altra ossessione di Trump. Da quando, nel 2022 sotto l'amministrazione Biden, sono iniziate le indagini, sono state incriminate 86 persone. Tutte, tranne otto, sono di origine somala avrebbero approfittato di una generosa politica di rimborsi offerta dalle agenzie statali durante la pandemia a enti non profit o individui che dichiaravano di aiutare a sfamare i bambini. Gli investigatori federali hanno accertato che quei pasti non esistevano e che gli indagati hanno speso il denaro per sé stessi. L'allora procuratore generale Merrick Garland ha definito lo schema il più grande caso di frode legata alla pandemia nel Paese. Trump ha dichiarato che avrebbe posto fine allo status di protezione temporanea per i somali del Minnesota e il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha annunciato un'indagine sull'eventuale invio di denaro da parte degli indagati
all'organizzazione terroristica alShabab. Secondo Bessent, inoltre, alcuni indagati erano donatori della campagna di Omar, ma la deputata, che non è stata accusata di alcun illecito, ha assicurato che il denaro è stato restituito diversi anni fa, una volta compresa la sua provenienza.
Gli attacchi di Trump e le posizioni controverse di Omar
"I somali hanno derubato il Minnesota di miliardi di dollari - ha detto Trump - non contribuiscono a nulla. Non li voglio nel nostro Paese". Omar secondo Trump non ha fatto "altro che lamentarsi" da quando è arrivata da quello che il Presidente ha definito "il peggior Paese del mondo". Trump prende di mira la comunità somala del Minnesota da quasi dieci anni (nel 2016 sostenne che un gran numero di rifugiati fosse affiliato all'Isis) e dalle elezioni di midterm del 2018 quando Omar era leader di un gruppo di giovani donne fortemente progressiste, note come "The Squad".
Le dichiarazioni della deputata su Israele e su altri temi hanno talvolta irritato colleghi sia democratici sia repubblicani. All'inizio del suo mandato, Omar fu duramente criticata per un post in cui accusava gli alleati politici di Israele di essere motivati dal denaro piuttosto che dai principi. Quando i Repubblicani riconquistarono la maggioranza nel 2023, fu rimossa dalla commissione Esteri della Camera per quelli che l'allora speaker Kevin McCarthy definì "ripetuti commenti antisemiti e antiamericani". Omar accusa Trump di prenderla di mira quando cerca un capro espiatorio per distrarre l'opinione pubblica dalle difficoltà nell'economia e nello scacchiere dei conflitti all'estero.
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