Oggi sono ancora 141 gli istituti chiuso in tutto il Paese a seguite delle proteste. Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray si è recato stamattina presso un liceo a Cachan, nella regione dell'Île-de-France, dopo che ieri ha annunciato l’invio di 3mila supplenti nelle scuole più in difficoltà. Intanto i fermi sono saliti a 504 e sono 48 i feriti tra poliziotti e gendarmi. La protesta dilaga in Belgio: guerriglia a Bruxelles
Non si fermano in Francia le proteste, con gli studenti che sono scesi nuovamente in piazza per chiedere investimenti e miglioramenti nelle scuole del Paese. Secondo quanto riportato da Le Figaro, oggi venerdì 9 ottobre sono ancora 141 gli istituti chiusi in tutta la Francia a seguite delle manifestazione studentesche che da giorni infiammano le strade di molte città. Mentre il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray si è recato presso un liceo a Cachan, nella regione dell'Île-de-France, che ha subito danneggiamenti nei giorni scorsi.
L’annuncio di Geffray
Lo stesso ministro Geffray ieri sera è intervenuto al telegiornale di TF1 per tentare di placare la protesta studentesca che infiamma il Paese: il titolare del dicastero dell’Istruzione ha annunciato che 3mila supplenti verranno inviati "nelle prossime ore e nei prossimi giorni" nei licei in cui la situazione è più critica. "Grazie a un software che ho richiesto un anno fa, abbiamo potuto, in questo inizio d'anno, ed è la prima volta che lo utilizziamo, individuare gli istituti che si trovano in situazioni che definirei molto problematiche. Ci sono 114 licei che classificherei come 'rossi' e 400 come 'arancioni'", ha spiegato, aggiungendo: "Disponiamo di 3mila insegnanti supplenti che attualmente non sono in classe e nelle prossime ore raggiungeranno questi istituti".
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Il bilancio delle proteste di ieri
E sempre ieri, secondo quanto riferito del ministero dell'Interno, sono stati 504 i fermi in Francia e 48 i feriti, tra poliziotti e gendarmi, dopo le proteste del movimento studentesco. Complessivamente 71.500 persone hanno manifestato nel Paese, di cui 24.500 a Parigi. Il ministero ha rilevato “un aumento delle violenze urbane" e ha stimato in 55.000 le persone che hanno partecipato ad azioni davanti agli istituti scolastici, precisando che solo una parte di esse si è poi unita ai cortei. Non si sono comunque verificati incidenti gravi, fatta eccezione per la dispersione della folla, avvenuta in un clima di tensione, a Place de la Bastille a Parigi.
L’Onu “preoccupata” per le violenze in Francia
Dopo il monito dell'Unicef su un uso proporzionato della forza da parte delle forze dell'ordine durante le proteste dei liceali in Francia, anche le Nazioni Unite esprimono "preoccupazione" dinanzi ai numerosi episodi di violenza che hanno segnato la mobilitazione. Nei giorni scorsi, l'associazione Ligue des droits de l'Homme si era rivolta alle Nazioni Unite, denunciando una “repressione senza precedenti” contro i liceali nel Paese.Secondo un ultimo bilancio del ministero della Giustizia di Parigi, oltre 6.800 persone, di cui l'86% minorenni, sono state poste in stato di fermo dall'inizio delle proteste studentesche a metà settembre. Al momento, 2.376 persone sono oggetto di procedimenti giudiziari, con il 65% dei casi già deferito all'autorità giudiziaria, e sono stati disposti 21 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, riguardanti 15 maggiorenni e 6 minorenni.
Wembanyama si schiera con gli studenti: “Li sostengo”
Oggi invece la stella francese della Nba Victor Wembanyama, 22 anni, si è schierata apertamente con le proteste studentesche: “Le ascolto e le sostengo”, ha detto il fenomeno dei San Antonio Spurs. “Ci sono disuguaglianze sistemiche, problemi talmente profondi che sono contento che gli studenti delle scuole superiori e i giovani in generale facciano sentire la propria voce. Spero che qualcuno li ascolti anche ai piani alti". 'Wemby' ha raccontato di aver vissuto in prima persona queste problematiche fino a pochi anni fa sui banchi di scuola; a un commento su Instagram di un ragazzo che gli chiedeva di 'venire a manifestare con noi' ha risposto "Mi piacerebbe moltissimo".
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Fonti esecutivo: "Movimento degli studenti in netto rallentamento"
Il movimento dei liceali in Francia sta conoscendo un ''netto rallentamento'', con una dinamica ormai ''molto circoscritta'' ad alcune zone del Paese: è quanto affermano fonti dell'esecutivo di Parigi citate dalla France Presse, precisando che i danni e i blocchi causati dalle proteste ammontano a ''minimo 30 milioni di euro''. Secondo una cartina consultata dall'agenzia, i 141 licei rimasti chiusi anche oggi si trovano essenzialmente nel nord, nell'ovest, e vicino Lione. Intanto, dopo il "quarto atto" di ieri, le associazioni studentesche hanno indetto una nuova giornata di mobilitazione nazionale con l'appoggio dei sindacati (il cosiddetto "quinto atto") per martedì 13 ottobre.
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La protesta degli studenti sconfina, guerriglia a Bruxelles
Il vento delle proteste studentesche francesi è arrivato in Belgio. A Bruxelles migliaia di giovani hanno portato in piazza la protesta contro la degradazione degli istituti scolastici e dell'insegnamento. Rivendicazioni vicine a quelle dei coetanei francesi, che nelle strade della capitale europea si sono mescolate al corteo organizzato dai sindacati di sinistra contro le politiche di austerità del governo sostenuto dalla coalizione di centrodestra soprannominata 'Arizona'. Un lungo serpentone di circa 50 mila persone - secondo le cifre degli organizzatori - ha attraversato la città. Con una testa pacifica e sindacalizzata, e una coda largamente partecipata dagli studenti e pronta a ingaggiare lo scontro fisico con la polizia. Divampato già dalle primissime battute e continuato per ore. Centinaia di giovanissimi hanno scatenato una guerriglia urbana che ha messo a ferro e fuoco il centro della capitale belga. Già a Gare Centrale, alla partenza del corteo, gli studenti hanno attaccato a volto coperto le forze dell'ordine con lancio di pietre e petardi, costruendo barricate con bici e materiale di cantiere dati alle fiamme. La polizia ha risposto facendo ampio ricorso all'uso del camion idrante e al lancio di lacrimogeni. Scene simili, e ancora più violente, anche al termine del corteo a Gare du Midi, la principale stazione della città. Tenuta in scacco per oltre tre ore da studenti incappucciati, accompagnati da alcune frange più estreme del corteo. Sul finale dei disordini, poche centinaia di 'casseurs' hanno preso di mira diversi autoveicoli, incendiando qualche automobile e devastando tre bus. Il bilancio provvisorio è di una ventina di fermi, tra cui molti minori.