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Francia, ancora proteste studenti: altri 500 fermati. Tensioni e lacrimogeni a Parigi

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In scena "l'atto IV" delle mobilitazioni coordinate a livello nazionale. Le lezioni sono "totalmente o parzialmente sospese" in 375 istituti scolastici sui 3.700 presenti nel Paese, secondo le stime del ministero dell'Istruzione. Per placare le proteste, il governo annuncia 3mila nuovi supplenti nelle scuole con le situazioni più critiche. L'Union étudiante indice una nuova manifestazione per il 13 ottobre. Lecornu ha assicurato: "Nessun ordine alla polizia di scontrarsi con i giovani"

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Continuano le proteste degli studenti in Francia. Oggi, 8 ottobre, è andato in scena "l'atto IV" delle mobilitazioni coordinate a livello nazionale: 71.500 persone sono scese in piazza, di cui 24.500 solo a Parigi. Coinvolte molte città, non senza nuove tensioni e cariche sui manifestanti con lacrimogeni, dalla Capitale a Nantes e a Strasburgo. Solo oggi si contano 504 fermi e 48 feriti, tra poliziotti e gendarmi. Le lezioni intanto sono "totalmente o parzialmente sospese" in 375 istituti scolastici sui 3.700 presenti nel Paese, secondo le stime provvisorie del ministero dell'Istruzione. Per placare le proteste, il ministro dell'Istruzione Édouard Geffray ha annunciato che 3mila supplenti verranno inviati "nelle prossime ore e nei prossimi giorni" nei licei in cui la situazione è più critica (114 classificati come "rossi" e 400 "arancioni"). Ma l'Union étudiante, tra le principali organizzazioni studentesche francesi, ha comunque già indetto una nuova manifestazione per il 13 ottobre. "Finché non verranno messi 10 miliardi di euro sul tavolo non smetteremo di scendere in piazza", ha ribadito la portavoce Sabrine Kharbach.

Le proteste a Parigi: chiusa Place de la Bastille, "manifestazione salvaggia" a Place de la Nation

A Parigi sono stati chiusi tutti gli accessi a Place de la Bastille, dove migliaia di manifestanti sono stati temporaneamente bloccati da sbarramenti degli agenti CRS in tenuta antisommossa. L'Union Etudiante ha poi lanciato un appello a spostarsi a Place de la Nation "per una manifestazione selvaggia gigante". Nel pomeriggio, alla Bastiglia, le forze dell'ordine schierate sul posto sono state bersagliate da "lanci di sampietrini e spari di mortaretti", senza feriti. Poi, una ventina di black bloc avrebbero cominciato a lanciare elementi di arredo urbano. Gli agenti hanno quindi replicato con idranti e gas lacrimogeni. 

Ministero dell'Interno denuncia aumento delle "violenze urbane"

Anche se nella giornata di oggi non si sono registrati "incidenti gravi", il ministero dell'Interno denuncia un "aumento delle violenze urbane",  a margine delle mobilitazioni pacifiche. "Questi gravi incidenti hanno colpito in particolare il corpo docente e i rispettivi istituti", si precisa in una nota diffusa dai servizi del ministro Laurent Nunez. Quindi l'elenco di alcuni episodi: "A Poitiers la notte scorsa, è scoppiato un incendio all'interno di un liceo, propagandosi fino a coinvolgere l'auto di un'insegnante. A Saint-Étienne, questa mattina, diverse decine di individui hanno fatto irruzione in un liceo e hanno devastato la mensa. A Bayonne, sono stati infranti i vetri dell'alloggio del custode e alcuni insegnanti sono stati colpiti da mortaretti. A Tolosa, un preside è stato colpito da un adulto che partecipava alla manifestazione. A Saint-Chamond, il vicepreside ha riportato ustioni al volto a causa di un mortaretto", si legge nella nota.

L'Unicef richiama la Francia: "Basta violenze, proteggere i minorenni"

L'Unicef si appella alla Francia per "una de-escalation delle violenze" e "la tutela dei minori" nell'ambito delle mobilitazioni studentesche, invitando le autorità d'Oltralpe a rispettare il diritto dei giovani a "manifestare pacificamente". Le operazioni di tutela dell'ordine pubblico, avverte l'Unicef, devono tenere conto "pienamente" della loro età, "non considerare la folla come un gruppo omogeneo e distinguere le persone che commettono violenze da quelle che manifestano pacificamente". Il richiamo arriva perché, dall'inizio delle proteste, diversi minori sono rimasti gravemente feriti in seguito agli interventi delle forze dell'ordine. L'Ispettorato generale della polizia nazionale (Igpn) è stato incaricato di svolgere diciotto indagini interne per fare piena luce sui fatti. Da parte sua, la portavoce del governo, Maud Bregeon, ha replicato che gli agenti non sono armati in modo "sproporzionato" e assicurato che i giovani non corrono alcun "pericolo". 

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Lecornu: "Nessun ordine alla polizia di scontrarsi con i giovani"

Ieri il primo ministro francese, Sebastien Lecornu, ha spiegato che "la rabbia dei giovani" coinvolti nelle manifestazioni studentesche "non nasce dal nulla". "Nessuno può rimanere indifferente alle ansie che esprimono", ha aggiunto, assicurando che le forze dell'ordine "non hanno istruzioni di scontrarsi con gli studenti". E un'indagine è stata aperta dopo la diffusione sui social di un video che mostra un fuoristrada della Police Nationale lanciarsi ad alta velocità contro i manifestanti a Dunkerque. Non solo. Lecornu ha anche annunciato che "le prime decisioni del governo saranno presentate alla fine di ottobre", ma che "gli spazi di dialogo avviati" nelle scuole continueranno "in ogni liceo, fino alla settimana prossima".

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Le proteste erano iniziate a settembre, da una scuola di Créteil, nella periferia sudorientale di Parigi, dove gli studenti si erano uniti ai loro insegnanti per chiedere più risorse e personale. La campagna poi è diventata virale e ha spinto studenti in tutta la Francia ad aderire all’appello per un intervento del governo contro problemi come classi sovraffollate, assenze degli insegnanti e strutture obsolete. 

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