Proteste Francia: nuovi scontri vicino Parigi, studente ferito da ordigno in Alsazia. FOTO
Danni in centinaia di scuole. Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin: “Paghino i genitori”. Fra i 65 dipendenti scolastici feriti ci sono 40 presidi. Continua la mobilitazione, mentre oltre 2.000 persone sono state fermate, di cui circa il 90% minorenni. Secondo gli uffici del premier Lecornu vi è una "valutazione condivisa dai servizi di intelligence sull'origine del movimento". Sarebbe una "manovra orchestrata dalla France Insoumise e dai suoi referenti dell'estrema sinistra"
L’INCONTRO FRA IL MINISTRO E LE ASSOCIAZIONI
- Dopo che le proteste studentesche sono degenerate in violenza con istituti incendiati e presidi aggrediti, il ministro francese dell'Istruzione, Edouard Geffray, riceve oggi a Parigi le associazioni degli studenti e dei genitori. Solo ieri sono state fermate circa 2mila persone, di cui il 90% minorenni, oggi altre 600. "Dall'inizio della settimana, oltre un centinaio di scuole ha subito gravi danneggiamenti. Tra i 65 dipendenti dell'Istruzione pubblica rimasti feriti, ci sono 40 presidi", ha detto Geffray.
SCUOLE CHIUSE
- In un lungo messaggio su X, Geffray ha denunciato violenze "di estrema gravità" e ha chiesto che in caso di occupazione di istituti o di gravi danneggiamenti agli edifici, le lezioni si svolgano a distanza per poter andare avanti con i programmi "in totale sicurezza". Sono almeno 100 le scuole che oggi sono rimaste chiuse, mentre continuano le proteste, anche se la mobilitazione è meno intensa di ieri. In foto: Montpellier, 2 ottobre 2026.
"PAGHINO I GENITORI"
- E il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, ha chiesto ai procuratori di far valere la responsabilità civile dei genitori per i danni causati dai figli durante le proteste, al fine di far loro "pagare le riparazioni". Un terzo dei fermati è stato trattenuto per violenze contro le persone, ha precisato Darmanin.
DISORDINI IN STRADA, DA PARIGI A LIONE
- A Parigi, oggi, un'auto della polizia è stata bersaglio di lancio di sassi e oggetti nel XII arrondissement. Anche un tram è stato preso di mira. La zona più "calda" della capitale è place de la Nation, dove alcuni giovani hanno incendiato cassonetti dei rifiuti. Situazione tesa anche a Lione (in foto), vicino al liceo Edouard-Herriot, con la polizia che ha lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti. L'Unione degli Studenti annuncia che anche 25 campus universitari sono stati bloccati per protesta.
I DANNI
- Giovedì, gli studenti hanno appiccato incendi in almeno due scuole superiori, mentre in un terzo istituto, nella città di Marsiglia, alcuni insegnanti sono stati accidentalmente colpiti da benzina, secondo quanto riferito dalle autorità. A Strasburgo, nell'est del Paese, è stata data alle fiamme almeno un'auto, mentre a Tolosa, nel sud-ovest, si sono verificati scontri tra la polizia antisommossa e alcuni giovani.
LA ACCUSE A LFI
- Intanto, al termine di un vertice di crisi convocato d'urgenza giovedì, il governo del premier, Sébastien Lecornu, ha accusato la France Insoumise (LFI) di Jean-Luc Mélenchon di fomentare le violenze urbane. Accusa seccamente respinta al mittente dagli Insoumis.
"UNA MANOVRA ORCHESTRATA"
- Secondo gli uffici del premier vi è una "valutazione condivisa dai servizi di intelligence sull'origine del movimento". Si tratterebbe, appunto, di una "manovra orchestrata dalla France Insoumise e dai suoi referenti dell'estrema sinistra".
L'ATTACCO DI BARDELLA
- Un'accusa sostenuta anche dal Rassemblement National di Marine Le Pen, in pole nei sondaggi in vista della corsa all'Eliseo. Tanto che il suo delfino e presidente del partito di estrema destra, Jordan Bardella, propone che "il conto dei danni, in milioni di euro", venga suddiviso "tra le famiglie degli incendiari e il partito che incita il caos: la France Insoumise".
LA REPLICA DI LFI
- "Invito il governo a non cadere nel complottismo e nell'infantilizzazione degli studenti liceali", replica il coordinatore di LFI, Manuel Bompard, garantendo che "questo movimento spontaneo è nato dall'esasperazione di fronte a condizioni scolastiche assolutamente indegne".
L'INIZIO DELLE PROTESTE
- Partita circa una settimana fa da alcune scuole della banlieue parigina, con il dichiarato appoggio di LFI, la mobilitazione non ha smesso di crescere, fino a coinvolgere anche i campus universitari (una trentina secondo il sindacato studentesco tra Parigi, Strasburgo, Marsiglia, Lione 2, Reims, Poitiers e Nanterre).
"UNA SVOLTA PIÙ RADICALE"
- Oggi, il numero di blocchi o incidenti legati alla mobilitazione studentesca è ulteriormente cresciuto, raggiungendo quota "900 azioni" di protesta, riferiscono fonti della sicurezza citate dalla France Presse, secondo cui il movimento coinvolge ormai tutti i dipartimenti (province) d'Oltralpe e, da ieri, le autorità hanno rilevato "una svolta, con un cambiamento di toni, più radicali" e "episodi di violenza urbana nei pressi dei licei".
I MOTIVI DELLA PROTESTA
- Tra le rivendicazioni degli studenti ci sono, più mezzi umani e finanziari per l'Istruzione pubblica, la soppressione della contestata riforma 'Parcoursup', la sostituzione degli insegnanti in caso di assenza e la ristrutturazione degli edifici scolastici considerati vetusti.