Blocchi in varie parti del Paese: incendiato un camion dei pompieri a Marsiglia, in fiamme una scuola di Nantes, occupato il campus dell’Università di Saint-Denis e scontri tra polizia e studenti a Lille. Sono 1.949 le persone fermate. Le mobilitazioni sono iniziate da una settimana e hanno provocato il ferimento di centinaia di persone tra studenti e agenti
Cresce l'allarme in diverse città francesi per una serie di violenze, ferimenti e lanci di materiale pirotecnico contro i dirigenti scolastici durante i blocchi dei licei. Le persone fermate dalle forze dell'ordine sono 1.949, ha fatto sapere il ministero dell'Interno di Parigi. Gli episodi, denunciati dagli uffici scolastici e dai rappresentanti sindacali, alimentano la forte preoccupazione dei capi d'istituto, che chiedono aiuto al ministero dell'Istruzione e invitano a chiudere le scuole quando non sia possibile garantire la sicurezza. Le autorità francesi, intanto, hanno ridimensionato l'episodio del liceo Victor Hugo di Marsiglia, escludendo l'ipotesi di un tentato omicidio mirato contro la dirigenza scolastica che è rimasta accidentalmente coinvolta. Nel frattempo, il governo ha deciso di annullare gli spostamenti dei ministri fino a lunedì a causa delle violenti proteste studentesche in corso nel Paese.
“Atto due”
Le proteste studentesche, iniziate circa una settimana fa, in pochi giorni hanno coinvolto oltre 350 scuole nel Paese. L'Union syndicale lycéenne (Usl) ha lanciato un appello per inscenare oggi, 1 ottobre, un ''atto due'' della mobilitazione e per un'altra giornata d'azione martedì 6 ottobre. Gli studenti, appoggiati dalle tre principali organizzazioni studentesche (Fage, Union étudiante e l'Unef) che incitano a nuove manifestazioni e blocchi, protestano per chiedere la sostituzione degli insegnanti assenti, un aumento dei mezzi, il rinnovo delle scuole e condizioni di apprendimento ''decenti''.
Arresti e feriti
Le manifestazioni fin dai primi giorni sono state segnate da scontri e violenze. Secondo il ministero dell'Interno, nella sola giornata di ieri, sono scattati 625 fermi. Dall'inizio dei blocchi, almeno 119 persone tra studenti e membri del personale hanno riportato ferite mentre sono 83 gli agenti feriti. L'Ispettorato di polizia è stato incaricato di svolgere tre indagini in seguito al ferimento di alcuni studenti durante le proteste a Sevran (Seine-Saint-Denis), Saint-Ouen-L'Aumône (Val-d'Oise) e Tours. Il ministro dell'Interno, Laurent Nuñez, dal canto suo ha fatto sapere che le forze dell'ordine sono intervenute "con grande proporzionalità".
Violenze in varie città
Le proteste si sono allargate a varie città in ogni parte della Francia. A Marsiglia, un camion dei pompieri è stato accerchiato e poi incendiato dagli studenti in rivolta davanti al Lycée Saint-Exupéry. Scontri anche a Pantin, alle porte di Parigi, e a Nantes dove, come riferiscono i media d'Oltralpe, il liceo Nelson Mandela è stato colpito da un incendio. La mobilitazione, iniziata dalle scuole, si sta estendendo anche alle università, come al campus di Saint-Denis dell'Université Paris VIII, bloccato da questa mattina. I trasporti pubblici sono stati interrotti e le forze dell’ordine sono giunte sul posto, facendo anche uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla. Giornata di violenza anche a Lille (IL VIDEO), dove la polizia antisommossa francese si è scontrata con gli studenti in protesta. Un preside del Pas-de-Calais, nel nord della Francia, è rimasto ferito dal lancio di un razzo da mortaio per fuochi d'artificio. Il provveditorato locale ha annunciato di voler presentare una denuncia. Il preside, che dirige il liceo Degrugillier ad Auchel, vicino alla città di Béthune, è stato portato in ospedale in ambulanza e ricoverato. Fiamme anche davanti ad una scuola di Rouen, lo storico capoluogo della Normandia, in Francia, dove due presidi sono rimasti feriti. Le violenze hanno infine raggiunto anche la capitale: il sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire ha fatto sapere che un veicolo della polizia municipale è stato preso di mira questa mattina "a margine di una mobilitazione studentesca" nel XVI arrondissement e che un agente è rimasto ferito.
Mezzi pubblici sospesi
A Marsiglia la circolazione di autobus, tram e metropolitane è stata interrotta a causa di "atti vandalici e aggressioni ai conducenti" verificatisi in mattinata sulla rete, a margine delle proteste studentesche: è quanto annunciato da RTM (Régie des transports métropolitains), il consorzio che gestisce il trasporto pubblico nella seconda città di Francia. "Il servizio riprenderà non appena le condizioni lo consentiranno, in coordinamento con le forze dell'ordine", precisa RTM, aggiungendo che è stato sospeso anche il servizio del tram di Aubagne. La circolazione dei tram è stata sospesa anche nella città di Strasburgo, su richiesta dello Stato francese, "al fine di limitare gli spostamenti di facinorosi e manifestanti". Il prefetto ha inoltre vietato, fino a venerdì, la detenzione, il trasporto e l'uso di fuochi d'artificio, nonché il trasporto di carburante in taniche, secondo un comunicato della prefettura.
Ministro Istruzione: “Nessuna rivendicazione può giustificare tali atti"
Il ministro dell'Istruzione, Edouard Geffray, ha denunciato violenze "di estrema gravità" ed ha chiesto che in caso di occupazione di istituti o di gravi danneggiamenti agli edifici, le lezioni si svolgano a distanza per poter andare avanti con i programmi in sicurezza. "Un liceo incendiato, personale cosparso di benzina, un bilancio dei feriti che si aggrava: le violenze commesse da questa mattina nei pressi dei licei sono di estrema gravità. Esse vanno ben oltre la sola questione della scuola. Nessuna rivendicazione può giustificare tali atti", ha scritto il ministro francese dell'Istruzione in un lungo messaggio pubblicato su X, esprimendo tutta la sua "solidarietà alle vittime" nonché "agli studenti e al personale che troveranno il loro istituto devastato". Quindi l'avvertimento ai facinorosi: "Coloro che commettono queste violenze devono essere perseguiti e sanzionati. Ciascuno deve comprendere la responsabilità delle proprie parole e dei propri appelli alla mobilitazione", aggiungendo: "La nostra responsabilità è chiara: proteggere gli studenti e il personale e garantire la continuità delle attività didattiche. Ho quindi disposto che le lezioni si svolgano a distanza qualora danneggiamenti o blocchi impediscano di accogliere gli studenti in condizioni di sicurezza. Tali decisioni saranno assunte caso per caso dai dirigenti scolastici, in raccordo con le autorità scolastiche. I prefetti saranno informati preventivamente per coordinare la messa in sicurezza delle aree circostanti. La violenza non priverà i nostri studenti del loro diritto fondamentale all'istruzione".
Le Pen accusa La France Insoumise
E le proteste studentesche si sono spostate anche su un piano politico dopo le accuse, avanzate in primis da Marine Le Pen, di un coinvolgimento della France Insoumise nell'organizzazione delle sommosse. "Recandosi di persona davanti ai licei per arringare i giovani, incitando i propri militanti all'insurrezione e inviando i propri deputati davanti agli istituti, Jean-Luc Mélenchon (leader della France Insoumise, ndr) si assume una grave responsabilità per la situazione che il nostro Paese sta vivendo oggi”, ha commentato la leader del Rassemblement National. Le fa eco il presidente dello stesso partito di destra, Jordan Bardella, che ha proposto che “il conto dei danni, in milioni di euro” venga suddiviso “tra le famiglie degli incendiari e il partito che incita il caos: la France Insoumise”.
Anche il governo accusa la France Insoumise
Come già ipotizzato da Le Pen e Bardella, anche i servizi di intelligence francesi ritengono che il movimento di blocco dei licei sia una "manovra organizzata da La France Insoumise e dai suoi referenti dell'estrema sinistra”. Lo riferiscono fonti di Palazzo Matignon al termine della riunione dell'unità di crisi interministeriale convocata dal premier Lecornu. Ma i vertici del partito di sinistra respingono le accuse: il coordinatore della France Insoumise, Manuel Bompard, ha a sua volta accusato il governo di "cadere nel complottismo e nell'infantilizzazione degli studenti liceali", aggiungendo che "questo movimento spontaneo è nato dall'esasperazione di fronte a condizioni scolastiche assolutamente indegne".